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Febbre Q: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibile cure

Febbre Q: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibile cure

Si parla della febbre Q in quanto patologia infettiva non molto comune, che si trasmette da animali, soprattutto di allevamento, e all’origine ha un batterio denominato Coxiella Burnetii. 

Questa assume sovente caratteri di comune influenza, e solo in rari casi si incorre in complicanze o può tramutarsi in patologia cronica; in questi casi si possono avere gravi danni al cuore.

E’ facile effettuare una diagnosi, in quanto necessita soltanto di un esame del sangue. Dalle forme lievi si guarisce spontaneamente in alcune settimane, mentre le forme più gravi possono necessitare di lunghi trattamenti antibiotici.

Che cos’è la febbre Q?

Come poc’anzi visto, la febbre Q è una patologia infettiva umana, che vede come suo responsabile il batterio Coxiella Burnetii, diffuso fra molti animali, e prevalentemente pecore, capre e bovini da allevamento.

I soggetti che contraggono la febbre Q manifesteranno sintomi simili all’influenza, per cui:

Cause della febbre Q

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Il batterio all’origine, Coxiella Burnetii, è molto noto fra differenti specie di animali, come:

  • pecore
  • capre
  • bovini da allevamento
  • cani
  • gatti
  • maiali della Guinea
  • conigli.

I suddetti animali rappresentano una modalità di infezione nel momento in cui l’umano ha contatto diretto con:

  • urine
  • feci
  • latte
  • sangue
  • residui di placenta
  • liquido amniotico, dovuto ad un recente concepimento.

Trasmissione da animale infetto ad uomo

La trasmissione del batterio da animale ad uomo può succedere in differenti modalità, tra le quali si annoverano:

  • Inalazione di mini-particelle dell’animale, rilasciate durante la macellazione o parto.
  • Inalazione di polveri contaminate, annidate su paglia, fieno o terra su cui vive l’animale.
  • Ingresso mediante taglio o ferite alle mani, in seguito al contatto con:
    ➜ urine
    ➜ feci
    ➜ fluidi corporei.
  • Ingresso di polvere e/o particelle contaminate, mediante gli occhi.
  • Assunzione di latte non pastorizzato, precedentemente prodotto dall’animale contaminato.

Trasmissione tra uomini

Anche se l’evenienza risulta essere alquanto rara, la trasmissione della febbre Q può avvenire anche mediante contatto con un’altra persona infetta. Gli esperti hanno osservato che il contagio può avvenire in 2 modalità, quali:

  1. Rapporto sessuale con un soggetto infetto
  2. In gravidanza, dove la madre contagia il bambino.

Sintomi della febbre Q

C’è la possibilità che la febbre Q si manifesti in modalità del tutto asintomatica, e quindi senza particolari sintomi, ma allo stesso tempo può manifestare dei disturbi che richiamano quelli influenzali. 

Nel dettaglio, l’infezione da febbre Q può generare:

  • Febbre alta, fino a 41°C
  • Severo mal di testa
  • Dolori a muscoli ed arti
  • Forte sudorazione
  • Tosse e mal di gola
  • Fotofobia, quale sensibilità alla luce
  • Dimagrimento
  • Nausea
  • Diarrea
  • Eritema cutaneo.

Questi sintomi possono esordire dopo qualche giorno dall’infezione, ma anche dopo alcune settimane, dai 30 ai 40 giorni, e non dura più di 2 settimane.

In gravidanza

Nel caso in cui si va a contrarre la febbre Q durante il delicato periodo della gravidanza, si può incorrere in alcune complicazioni, tra cui:

  • parto prematuro
  • aborto spontaneo
  • sottopeso del bambino al momento della nascita.

Diagnosi della febbre Q

Al fine di ottenere una corretta diagnosi della febbre Q, è necessario il prelievo di un campione ematico del soggetto ritenuto infetto, per poi andarne ad analizzare il contenuto anticorporale, ovvero gli anticorpi preesistenti.

Se all’interno di questo campione si osservano anticorpi contro il batterio Coxiella Burnetii, allora ciò vorrà dire che l’infezione da febbre Q c’è. Nel momento in cui si contrae una febbre Q cronica, la diagnosi dovrà essere più approfondita, e quindi richiederà:

  • radiografia del torace
  • ecocardiogramma.

Ciò allo scopo di scoprire quali sono le attuali condizioni di salute del cuore del soggetto. E’ importante sapere che all’interno del sangue gli anticorpi faranno la loro comparsa a circa 2 o 3 settimane dall’infezione.

Possibili cure alla febbre Q

Come più volte ribadito, le forme lievi od asintomatiche di febbre Q tendono a guarire spontaneamente, senza doversi per forza affidare a determinati trattamenti. Laddove si vada invece a contrarre una forma cronica di febbre Q o moderate-gravi, allora sarà richiesto un trattamento a base di antibiotici. Eventuali danni cardiaci, e quindi ad una delle 4 valvole, possono addirittura richiedere un intervento chirurgico. 

Antibiotici consigliati

Tra gli antibiotici maggiormente adoperati per trattare la febbre Q troviamo:

  • doxiciclina
  • tetraciclina
  • cloramfenicolo
  • ciprofloxacina
  • idrossiclorochina.

L’assunzione sarà poi prevista per almeno 14 giorni, per 3 volte al giorno. Fondamentale risulta essere la continuità nell’assunzione, perché soltanto in questo modo si riuscirà a guarire in maniera migliore e veloce.

Febbre Q cronica

Nel caso in cui la febbre Q si tramuti in cronica, si suole ricorre in una combinazione di antibiotici, ovvero:

  • doxiciclina e chinoloni (antibiotici di sintesi)
  • doxiciclina ed idrossiclorochina.

Al fine di avere piena certezza di combattere il batterio Coxiella Burnetii, ed evitare ricadute, è importante assumere i seguenti farmaci per almeno 18 mesi. Durante questo periodo, dovranno esser effettuati degli esami del sangue ogni 3 o 6 mesi, così da osservare lo stato infettivo e funzione delle cure.

Una volta guariti è consigliabile sottoporsi a dei controlli per almeno una volta all’anno, per alcuni anni a venire, che comprendono:

  • visita cardiaca completa
  • accurata analisi del sangue.

Si tratta di misure strettamente precauzionali, così da scongiurare eventuali ricadute o complicazioni al cuore.

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