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Crioterapia dermatologica: che cos’è, a cosa serve, benefici e controindicazioni

Crioterapia dermatologica: che cos'è, a cosa serve, benefici e controindicazioni

Che cos’è la crioterapia dermatologica?

Risultante essere un trattamento adoperato al fine di curare differenti tipi di affezioni della cute, è la crioterapia.

Le pratiche crioterapiche maggiormente adoperate risultano essere quelle che si strutturano sull’adoperamento dell’azoto liquido, che comporta bruciature da raffreddamento sull’area curata e dunque decesso cellulare per shock termico.

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Codesta utilizza una successione di dispositivi differenti, che vengono selezionati dallo specialista e in base alla tipologia di cura.

Bombolette spray

Codeste risultano adoperate da coloro che praticano sport al fine di affievolire fastidi che risultano legati a contusioni e strappamenti. Spesso, le bombolette vantano della presenza di una sostanza chimica, non dannose ed infiammabili.

Le bombolette, sebbene si presentino alquanto vantaggiose poiché non hanno bisogno di specifiche accortezze antecedentemente all’uso, risultano alquanto tossiche.

L’uso prevede scrupolosità e attenzione, al fine di ovviare di arrecare danneggiamenti ai tessuti limitrofi. In aggiunta, la nebulizzazione della bomboletta prevede erogazione a 30 cm, al fine di ovviare il subentro di bruciature da raffreddamento.

Borsa del ghiaccio

Codesto dispositivo crioterapico maggiormente proliferato e tradizionale, risulta essere costituito dalla borsa del ghiaccio, che opera causando una funzione anestetizzante sull’area da curare. Contrariamente alla borsa del ghiaccio, risulta possibile adoperare sacchi in polivinile.

Codesti presentano all’interno una caratteristica gelatina chimica, la quale, posta all’interno del freezer, svolge medesima funzione del ghiaccio ovviando il discioglimento superficialmente alla cute. Nel momento in cui l’esito gelido della sostanza dovesse ridursi, il sacco richiede depositamento all’interno del congelatore al fine di essere utilizzato nuovamente.

Ghiaccio chimico

Odierni risultano essere i refrigeranti chimici e dunque pacchi aventi all’interno duplici reagenti e piastrine separatrici. Nell’eventualità, la piastra si rompe mediante utilizzo di mani e i duplici reagenti chimici vanno in coesione riducendo la temperatura del sacco.

Codesti caratteristici strumenti adoperati per la crioterapia risultano maggiormente vantaggiosi a differenza dei sacchi in polivinile, in quanto riutilizzabili seppur a temperatura ambiente.

Le pratiche crioterapiche che adoperano l’azoto liquido risultano differenti, ciascuna di codeste vanta di specifiche peculiarità le quali conferiscono efficienza per quanto concerne il trattamento di specifici fastidi.

Crioterapia a spruzzo

La tecnica a spruzzo risulta idonea al fine di curare i nei, i punti neri, le verruche e i traumi posti in determinate zone. Risulta essere il trattamento maggiormente adoperato nell’ambito della crioterapia.

Si presenta come la tecnica adoperata in codesto ambito in quanto non ha bisogno di specifici passaggi di sterilizzazione. Difatti, il trauma tende ad essere trattato mediante nebulizzatore di azoto liquido presente all’interno di una bomboletta a 2 centimetri.

Crioterapia a bastoncino

Codesto trattamento vanta dell’uso di specifici bastoncini in legno. Dettagliatamente, all’interno di una parte del bastoncino di legno viene posto un dischetto di cotone, il quale deve essere apposto all’interno di una sostanza a base di azoto liquido. Il tampone viene posizionato sul trauma. Per tale motivazione, la tecnica non risulta essere alquanto adoperata, poiché il pericolo di dettaglio e di infezione risulta alto a differenza della pratica di nebulizzazione.

Crioterapia a sonda

Il metodo a sonda si compone, pertanto per l’uso di specifiche sonde. Dettagliatamente, le sonde risultano posizionate in coesione con il trauma dermico da curare, successivamente all’aver bagnato la parte esterna all’interno dell’azoto liquido.

La crioterapia a sonda conferisce risultano vantaggioso a differenza dello lipstick, in quanto permette di controllare gli eventuali effetti e risulta essere maggiormente esemplificato per quanto concerne la redazione dell’efficienza del trattamento. Il congelamento del trauma non si blocca alla superficie, altresì viene posto in avvallamento e il congelamento si prolifera a sfera.

Nel campo naturale, non vi sono sostanze paragonabili all’azoto liquido. Difatti, neanche un agente criogeno giunge a temperature talmente ridotte da giungere ai 200°C.

Tuttavia, i freon, l’anidride carbonica e il protossido d’azoto si smilitarizzano con ulteriori sostanze adoperate nel campo dermatologico ed estetico per la terapia di affezioni della cute differenti.

I freon difatti risultano essere gas alogenati che giungono ad una temperatura che va dai 33°C ai 70°C, a seconda dei differenti tipi di freon adoperati. Codesti gas tendono a non essere adoperati nel campo crioterapico, in quanto ritenuti tossici.

L’anidride carbonica, conosciuta quale neve carbonica oppure ghiaccio secco, giunge ai 79°C e tende ad essere adoperata a differenza del freon, sebbene non causi esiti vantaggiosi in quanto il raffreddamento non risulta essere velocizzato. Ulteriore criogeno risulta essere il protossido d’azoto.

Codesta sostanza risulta non essere economica, in quanto gli strumenti che hanno il gas all’interno risultano essere bombole particolari ad elevata pressione sprovviste di umidità. La salvaguardia delle medesime bambole risulta essere maggiormente care. Per tale motivazione, la cura a base di protossido d’azoto risulta essere una tecnica di crioterapia sporadicamente adoperata.

A cosa serve la Crioterapia dermatologica

Dato che la crioterapia risulta essere vantaggiosa al fine di curare affezioni della cute di differente varietà, in codesta situazione, dunque, risulta giusto fare ricorso alla crioterapia dermatologica.

I traumi della cute che risultano curabili mediante codeste caratteristiche cure risultano differenti e rientrano:

  • verruche
  • condilomi acuminati
  • acne
  • emorroidi
  • alopecia
  • areata
  • couperose
  • lentiggini
  • cheratosi attinica
  • neoplasie lievi
  • angiomi
  • fibromi penduli

Sebbene le sostanze adoperabili nel campo della crioterapia dermatologica risultino differenti, colei che viene alquanto adoperata risulta essere l’azoto liquido. Quest’ultimo risulta essere una sostanza gassosa, avente la capacità di giungere a 196°C.

Si presenta come un gas alquanto adoperabile nella crioterapia, sebbene costituisca un tipo di criogeno alquanto dannoso. Pertanto, l’uso di dispositivi a base di azoto liquido risulta essere di prescrizione specialistica.

L’azoto liquido, posto superficialmente al trauma, sviluppa un ustione da congelamento. Successivamente all’utilizzo, si sviluppano cristalli intracellulari che causano il decesso cellulare per shock termico e lisi.

Benefici della Crioterapia dermatologica

Seppur certa ed efficiente, la crioterapia, specialmente il tipo dermatologico, comporta benefici ed effetti collaterali. Per quanto concerne quest’ultimi, troviamo:

  • rossori nella zona curata
  • rigonfiamento
  • fuoriuscita di ridotte bollicine di siero e di ematomi

Per fortuna, nel maggior numero delle situazioni, codeste sintomatologie risultano essere di leggera gravità e vanno via dopo poco tempo. Alfine, successivamente alla cura di crioterapia dermatologica, c’è un’eventualità di evidenziare la fuoriuscita di discromie della cute. Codesto subentra specialmente successivamente all’eliminazione di traumi della cute avvallati oppure laddove il soggetto viene sottoposto ai raggi solari successivamente alla terapia.

Dunque, si presenta come una tecnica odierna alquanto efficiente, avente la capacità di curare fastidi leggeri quali contusioni oppure lesioni muscolari lievi, così come di risoluzionare affezioni della cute di differente vigore, quale acne, verruche e ridotte neoplasie. Contrariamente, tuttavia, la crioterapia dermatologia piuttosto che quella comune, ha differenti avvertente e comporta effetti collaterali da prendere in considerazione.

Dunque, il vantaggio di consultare uno specialista che redigerà il trattamento maggiormente idoneo al fine di curare il fastidio è essenziale.

Controindicazioni della Crioterapia dermatologica

Codesto trattamento risulta sconsigliato a persone ipersensibili al congelamento, nei soggetti aventi arteriopatie e patologia di Raynaud. In aggiunta, la crioterapia dermatologica non risulta essere raccomandata ad infanti di età inferiore ai 6 anni.

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