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Vaselina: che cos’è, a cosa serve, utilizzi e controindicazioni

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La vaselina è un’idrocarburo paraffinico (denominata anche “petrolato”) la quale tende a coprire una funzione imprescindibile: acquisita dalle rimanenze del petrolio distillato, tale idrocarburo paraffinico raffigura un pretolato caratteristico che tende ad essere adoperato nell’ambito della cosmesi al fine di produrre ungenti, mousse e balsami.

Tale idrocarburo paraffinico consiste in una gelatina a base di petrolio per eccellenza, ciò significa che il suo impiego sta a rappresentare la serie composta a base di petrolio.

Il suo denominativo deriva da R. Chesebrough, che produsse diversificati esempi determinati dal paraffinico. La terminologia della parola vaselina la vede articolata da una coppia di termini della lingua tedesca e dunque Wasser (ossia acqua) e Elaion (e dunque olio).

Che cos’è la vaselina?

La vaselina è un’ idrocarburo paraffinico e si presenta come una mescolanza di lubrificanti onerosi (25 particelle di idrati di carbonio) e di atomi di carbonio ed idrogeno paraffinico, non solo sotto forma compatta ma anche fluida, estratta dalle rimanenze del petroelum.
L’idrocarburo paraffinico si presenta d’aspetto flaccido, pallido per quanto concerne la tattilità e alquanto oleoso. Il complesso risulta essere informe e analoga.

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Generalmente, tale idrocarburo non risulta avere alcuna fragranza e alcuna colorazione, seppur spesso si presenta di tonalità giallastra luminosa-cristallina.
Tende a liquefarsi alla temperatura dei 37°C raggiungendo un’evaporazione alla temperatura dei 302°C. Il prodotto non tende ad arrugginirsi nel momento in cui si accosta all’areazione e risulta essere artificialmente ozioso, pertanto risulta essere estremamente ammirato nell’ambito della cosmesi e in aziende farmaceutiche.

Dato che risulta essere un estratto del petroelum, è possibile comprendere che tale idrocarburo non è inscindibile a contatto con fonti d’acqua, mentre risulta essere diluibile nei diluenti (tra cui il liquido volatile incolore, cloruroformio e idrocarburo odoroso).

Procedimenti di fabbricazione della vaselina

Mediante i petroelum filtrati è possibile ricavare sezioni che lubrificano, le quale vengono soggiogate a depurazione. In un primo momento, le sezioni seguono processi di alterazione mediante l’utilizzo di acidi-solforici, per poi essere rese naturali mediante l’uso di carbonato di sodio e rimosse. L’ultima fase di tale depurazione, le vede essere sottoposte a processo di scolorimento mediante l’utilizzo di carbone sbiancante e dunque setacciate.

Tipologie di vaseline

Molteplici sono i tipi di idrocarburi paraffinici. Il petrolatum candido (noto anche col nome di vaselina biancastra) presenta una peculiarità maggiore, che vede poi ulteriori tipologie di idrocarburi come il petrolatum giallastro e scuro, i quali risultano essere generati non di rilevante importanza poiché aventi al loro interno elementi nocive di eliminazione, ricavate mediante procedimenti di depurazione.

  • Petrolatum candido: idrocarburo aciclico alquanto purificato e ricco di requisiti, pienamente adoperato non solo come decongestionante ma anche come lubrificativo. Non risulta essere dannoso;
  • Petrolatum giallastro: di consistenza maggiormente oleaginosa contrariamente al petrolatum candico, e virtualmente fatale. Tale petrolatum giallastro presenta elevate impudicizie oncogene; ciò nonostante, è spesso adoperato, nell’ambito della cosmesi (in quantitativi minori). Il petrolatum giallastro pertanto è maggiormente oleaginoso contrariamente al petrolatum candido;
  • Petrolatum scuro: in maggior misura contaminato dalle rimanenze dei procedimenti di depurazione per quanto concerne il petrolio. Pertanto, non risulta essere adoperato in aziende farmaceutiche nè tantomeno nell’ambito della cosmesi;

Utilizzi della vaselina

Tale idrocarburo paraffino viene ampiamente adoperato nel campo della cosmesi e in aziende farmaceutiche, seppur molteplici sono gli usi domestici di tale essenza. Prioritari utilizzi di tale essenza sono:

Utilizzi infiermeristici

In aziende farmaceutiche tale idrocarburo paraffinico può essere ampiamente adoperato al fine di produrre mousse, balsami e pomate e svolgere funzioni lenitive e che lubrificano. Paradigmatico prototipo inerente all’uso di tale idrocarburo in aziende farmaceutiche lo vede adoperato al fine di produrre preparati galenici di pomate a base di acido ossiacido avente funzioni cheratolitiche e anti fungini.

Per quanto concerne le funzioni cheratolitiche, tale composto galenico viene largamente adoperato da soggetti aventi problemi di psoriasi (solo mediante consiglio medico). Non viene solo adoperato al fine di produrre sostanze, ma anche utilizzata sotto forma di purgativo decongestionante, con l’aggiunta di prodotti oleosi a base vegetale aventi peculiarità similari (tra cui prodotti oleosi a base di mandorle, prodotti oleosi a base di oloia) o anche come sostanza basilare al fine di assembrare moderati purgativi (elemento formante quantità, osmosi tra cui magnesio); date le peculiarità di lubrificazione, tale idrocarburo paraffinico può essere assimilato al fine di agevolare il percorso della sostanza nell’intestino.

Se adoperata senza l’aiuto di ulteriori sostanze, a digiuno, il dosaggio consigliato è pari ai 15-60 ml giornalieri, bastanti al fine di creare una solida funzione purgante successivamente alle 6-10 dalla somministrazione.
In aggiunta, tale idrocarburo viene adoperato al fine di produrre prodotti oleosi nel campo della medicina ricchi di zinco, acidi fenici e/o principi attivi.

Utilizzi nell’ambito della cosmesi

Date le molteplici peculiarità decongestionanti, tale idrocarburo paraffinico viene adoperato nel campo della cosmesi (nomenclatura INCI: Petrolatum), nel quale trova utilizzo per quanto concerne la produzione di svariati preparati per trattamenti di cosmesi, come:

  • Gel, pomate e lip stick al fine di curare labbra rinsecchite e disseccate;
  • tinte labbra e matite per labbra;
  • Prodotti igienici per il corpo;
  • Prodotti per la tosatura;
  • Prodotti oleosi per trattamenti massaggio;
  • Balsami per il corpo;
  • Creme per la cute;

Stesa sulla cute, tale idrocarburo paraffinico tende a suscitare la creazione di pareti preservatrici, al fine di ridurre l’esaurimento di liquidi trans-epidermici. La pellicola preservatrice favorisce di conseguenza la funzione protettiva (sebbene delimitatamente) della cute da eventuali attacchi di mediatori di inasprimento.

Ulteriori utilizzi

Gli utilizzi di tale idrocarburo (vaselina), specialmente se do it yourself, sono molteplici, di cui diversi possono specificarsi come contestabili.
Ciò nonostante, usi anticonformisti riguardano l’impiegare tale idrocarburo paraffinico sulla dentatura al fine di lucidare il tutto.

Ulteriore uso alquanto particolare vede l’adoperazione di tale sostanza in adiacenza dell’orifizio nasale per schivare eventuali allergie specialmente in coloro che sono fattori allergici in determinate stagione come al polline. Pertanto, è sempre opportuno consultare uno specialista precedentemente alla somministrazione di trattamenti a base di vasilina.

É opportuno inoltre tenere a mente, che, tale idrocarburo viene adoperato successivamente alla realizzazione di un tatuaggio sulla zona tatuata. Questo perchè presenta peculiarità decongestionanti ed ha il ruolo di dare vita ad una parete difensiva in adiacenza al tatuaggio. La creazione della parete chiusa risulta essere alquanto benevole al fine di preservare la cute (soggetta ad arrossamenti ed bruciori) da agenti estranei.

L’utilizzo di tale idrocarburo negli ultimi periodi tende a diminuire in tale campo poiché sempre più disegnatori di tatuaggi tende a preferire l’adoperazione di prodotti differenti (tra cui creme balsamiche adoperate anche quando si cambiano pannolini nei neonati, ad es. Bepanthenol). Tali prodotti, non solo svolgono la funzione di preservare la cute, ma sono utilizzate perchè aventi peculiarità analgesiche, emollienti, deformabili e riposanti.
Dunque, tale sostanza viene il più delle volte adoperata al fine di produrre prodotti che lubrificano, paste per calzature, sostanze contro la ruggine, ecc..

Controindicazioni sull’utilizzo della vaselina

Seppur, il petrolato si presenti come una sostanza alquanto tollerabile da molteplici soggetti, la corrispettiva adoperazione non viene esonerata da eventuali conseguenze sgradite.

Tali conseguenze, ovviamente, tendono a diversificarsi in base all’adoperazione della vasilina (che essa sia su zone esterne che interiori).
Se assimilata oralmente e dunque come sostanza purgante, il petrolato ha la capacità di indurre conseguenze concomitanti:

  • Rallentamento per quanto concerne il ristabilimento delle lesioni al canale anale;
  • Ipotesi per quanto concerne l’assimilazione e la custodia internamente al tessuto linfatico, alla membrana umida, alla ghiandola extramurale anficrina e all’organo linfonoide secondario, con probabili effetti da zone esterne.

L’eccesso di tale attività tende a comportare sottrazioni al canale anale del petrolato, provocando pizzicori sino a produrre riquadri di restringimento del canale anale.
Se adoperata in zone locali (nitida e/o internamente a trattamenti per la cosmesi, o prodotti in ambito farmaceutico), il petrolato ha la capacità di comportare allergie specialmente nei soggetti maggiormente tangibili.

In aggiunta, dato che il petrolato favorisce la creazione della parete chiusa se stesa sulla cute, tende a svolgere funzioni che contribuiscono l’emissione di comedoni nei soggetti propensi.

Cimenti e minacce

Il petrolato viene estratto dal liquido di aspetto oleoso, e pertanto risulta essere alquanto nociva. Ricerche nel campo della scienza manifestano eventuali somiglianze fra l’adoperazione di petrolato e la produzione di blastoma epatico.

Nonostante ciò, ad oggi, il petrolato candido risulta essere ritenuto un elemento tranquillo e pertanto viene adoperato al fine di produrre prodotti in ambito farmaceutico e internamente ai più impossibili composti per la produzioni di trattamenti nell’ambito della cosmesi.

 

 

 

 

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