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Primula: che cos’è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

Primula: che cos’è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

La Primula Primula veris od officinalis, è una pianta erbacea facente parte della famiglia delle Primulaceae. Vanta importanti proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche, anche se risulta molto efficace nel combattere insonnia e mal di testa.

Che cos’è la Primula?

La primula è una pianta erbacea di tipo biennale, che si presenta molto robusta, e viene il più delle volte, coltivata come se fosse una pianta annuale. Presenta numerose foglie larghe, obovate o spatolate, dal colore verde chiaro, che insieme si uniscono in un abbondante cespo basale. La forma delle foglie può variare da specie a specie; possono infatti essere a lamina crenata, lobata, intera e a margini dentati.

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fiori della primula sono raggruppati fittamente a globo, dove alla base degli steli dai vari colori, sono uniti in infiorescenze a forma di ombrella, di spiga o di verticilli; qualche volta possono essere anche sovrapposti. Il frutto della primula altro non è che una capsula uniloculare, oblunga e deiscente alla base con 5 o 10 denti. All’interno di esso è possibile trovare molti semi, appiattiti, dal colore bruno, e che trovano il loro picco di maturazione tra luglio ed agosto.

Nello stivale, la primula è facilmente reperibile sia nel nord che nel centro, mentre risulta praticamente privo il sud e le isole. E’ facilmente rintracciabile anche in Europa e in Asia, ad altitudini di 2300 metri. La pianta cresce prevalentemente su prati e boschi aridi, mentre favorisce in genere le terre calcaree ed umide.

Alcuni cenni storici

Il termine primula viene da una locuzione italiana che vuol significare “fior di primavera”, e si pensa che derivi dal latino primus. Agli inizi del Rinascimento, con primula si soleva indicare qualsiasi tipologia di fiore purché sbocciasse agli inizi della primavera; con lo stesso termine si chiamavano le margherite primaverili Bellis perennis o Pratolina. Solo più tardi si affibbiò il termine solamente alla pianta in questione.

Il medico e botanico di Siena P.A. Mattioli (1500 – 1577), fu uno dei primi botanici ad introdurre il termine Primula nella letteratura scientifica. Allo scienziato dobbiamo anche un importante studio su Dioscoride e una delle primissime opere botaniche della storia moderna.

Nel XVII secolo, il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (5 giugno 1656 / 28 dicembre 1708), confermò il nome per la pianta; a questo stesso botanico viene attribuita la creazione della specie. L’etimologia del termine veris è ancora sotto questione, in quanto in molte opere, si affibbia il significato di “vera primavera”.

Proprietà e Benefici della Primula

All’interno dei fiori della pianta sono racchiuse numerose saponine triterpeniche (circa il 5-10%). Tra le più note ricordiamo la primulina, molto utile nel trattare insonnia e mal di testa.

All’interno delle radici della primula è possibile trovare due eterosidi fenolici derivati dall’acido salicilico, queste sono la primaverina e la primulaverina. Entrambe vengono trasformate per idrolisi in derivanti dell’acido salicilico, che vanta proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche; le stesse dell’aspirina.

Si suole in genere assumerla per lenire i dolori reumatici e per trattare la gotta generata dagli acidi urici, ma anche per lenire edemi o gonfiori alle estremità e nel riassorbimento degli ematomi. La primula vanta inoltre proprietà espettorante mucolitica; se assunta come decotto aiuta a curare tosse, raffreddore, bronchite ed asma bronchiale.

Utilizzi della Primula

La primula può essere utilizzata sotto forma di decotto, nel seguente modo:

INGREDIENTI: 1 cucchiaio raso di bardana radice, 1 tazza d’acqua 
PROCEDIMENTO: Sminuzzare la radice e metterla nell’acqua fredda, dopodiché mettere sul fuoco e lasciar bollire. Spegnere il fuoco e lasciare in infusione per almeno 10 minuti coprendo con un coperchio. Fatto ciò, filtrare il tutto e assumerlo dopo mangiato per trattare tosse, raffreddore e vari dolori articolari.

Controindicazioni della Primula

Ad oggi non sono state rese note particolari controindicazioni od effetti collaterali legati all’assunzione della primula.

Bisogna prestare soltanto massima attenzione in caso di allergia presunta o accertata alla stessa o agli altri componenti.

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