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Panca a Inversione: che cos’è, a cosa serve, come si utilizza e controindicazioni

Panca a Inversione: che cos'è, a cosa serve, come si utilizza e controindicazioni

La panca ad inversione, meglio nota anche come panca ad inversione gravitazionale, è uno strumento mediante il quale è possibile capovolgere il proprio corpo, in maniera del tutto sicura.

Cambiando il verso di attrazione, si avrà un’opposta applicazione della forza del peso, a dispetto della comune tra massa corporea e terrestre. Tutto ciò genera degli effetti reali, concreti e misurabili, i quali non hanno però utilizzo all’interno della medicina tradizionale.

La panca ad inversione viene utilizzata soprattutto per la sua capacità di regalare sollievo da dolori dovuti alla compressione della colonna vertebrale, prevalentemente lombalgia. Sono però ancora numerosi gli studi che possano confermare questa teoria. L’utilizzo non è complicato, ma necessità ad ogni modo di particolare attenzione.

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Sono molti coloro che ne vanno a sottovalutare gli effetti, tralasciando al contempo anche quelle che sono le regole importanti per evitare di farsi male. Detto ciò, è fondamentale non praticarla da soli, in quanto esistono dei rischi di perdita di conoscenza, così come succede nelle saune e nei bagni turchi.

E’ importare ricordare che l’inversione coinvolge anche sistemi, apparati e distretti, tipo l’apparato circolatorio, cuore, apparato digerente, articolazioni e così via. Il significato è che intorno alla panca ad inversione ruotano anche delle controindicazioni che ne sconsiglierebbero addirittura l’utilizzo.

In vendita è possibile trovare molteplici modelli di panca ad inversione, ognuno dei quali si differenzia in base alla struttura, materiali, colore, optional, rifiniture e soprattutto prezzo.

A Cosa Serve la Panca ad Inversione?

Si utilizza la panca ad inversione per cambiare il senso d’applicazione della forza gravitazionale del corpo, e consiste nell’appendersi per i piedi, finendo a testa in giù. Spiegata così sembra davvero alquanto strana, ma solo coloro che davvero soffrono il mal di schiena ne possono comprendere il grande sollievo, seppur momentaneo.

La panca ad inversione pare che, andando a porre in trazione prevalentemente il rachide, riduce subito, ma senza reali effetti sull’eziopatogenesi del fastidio, i sintomi dell’ernia al disco, con forte impatto sull’area lombare.

La panca ad inversione è un oggetto adatto a che vuole testarne realmente gli effetti, anziché ricorrere all’assunzione di una moltitudine di farmaci. Infatti bastano pochi minuti per ridurre la severità dei fastidi di fine giornata; stiamo parlando del momento intermedio fra le attività giornaliere che tendono a stressare colonna vertebrale e sonno.

In molti sono coloro che ignorano il fatto che la colonna vertebrale viene schiacciata dalla gravità; non sarà un caso se si suole misurare l’altezza di mattino e non di sera. Molti sport però tendono ad enfatizzare questo schiacciamento, pensando che il maggior lavoro sia svolto dai sovraccarichi.

dischi intervertebrali, composti da cartilagine in parte elastica, sono in grado di ripetere 10 ripetizioni di squat, con un peso pari a 100 chili sulle spalle, stressando il rachide per almeno 30-60 minuti, in base ovviamente al ritmo con cui li si esegue. Ciò per farci capire che, qualsiasi attività voi compiate, bastano pochi minuti sulla panca ad inversione per tratte netti miglioramenti.

Lo stesso ragionamento lo si può inculcare a tutti quei lavoratori il quale lavoro richiede sforzi fisici, come i facchini, braccianti agricoli, carpentieri e così via. Non escludiamo però chi effettua lavori a basso dispendio energetico, che adottano però posture scorrette, stando ricurvi tutta la giornata dinanzi ad un monitor, in piedi in cucina, nei negozi e così via. Qui lo stress ai dischi vertebrali è perlopiù localizzato, ma non pericoloso.

La panca ad inversione è molto utile anche per quanto riguarda la circolazione sanguigna, funzioni cardiache e digestione. Alcuni affermano addirittura che lo strumento sia utile anche per prevenire la cellulite; gli studi sono ancora in corso.

Operando sul flusso del sangue, e quindi dando privilegio al ritorno venoso, la panca ad inversione tende a promuovere frequenza e gittata cardiaca. Come risultato si ha un carico di lavoro su di esso e consumo di ossigeno dal tessuto contrattile, o miocardio. Questa è in realtà più una controindicazione che un beneficio.

La panca ad inversione consente anche una risalita gastrica, prevalentemente se adoperata dopo i pasti, senza però escludere a stomaco vuoto, dove a risalire saranno però i succhi gastrici. In molti sapranno che la gravità è la nemica numero 1 di tutti coloro che soffrono di reflusso gastroesofageo, o GERD, prevalentemente in chi soffre un’alterazione anatomica meglio nota come ernia iatale: questi soggetti possono andare incontro a controindicazioni e complicazioni alquanto gravi.

Come si utilizza la panca ad inversione?

Utilizzare la panca ad inversione non è assolutamente complicato, nonostante, quando la si pratica, sono in molti a trovare complicanze. Il motivo è dato dal fatto che la panca deve andare a “calzare” perfettamente, altrimenti si va incontro a scorretta distribuzione del peso con susseguenti dolori, scomodità abrasioni e così via.

Lasciando da parte la montatura e raccomandazioni, è del tutto inutile specificare il fatto che il montaggio deve essere perfetto, così da assicurare buon funzionamento e durata, nonché sicurezza.

Come utilizzare:

  1. Impostare la posizione dell’asta sulla base dell’altezza specifica; questa si fissa mediante un perno incastrabile nell’apposita area, unita ad una manopola con molla per il ritorno, ed un altro perno o vite di sicurezza e stabilizzazione.
  2. Regolare in maniera eretta la panca, assicurandosi che sia stata bloccata dalla maniglia di fissaggio: a questo punto si può salire sulla panca ad inversione.
  3. Regolare poi il blocco caviglia munito di cuscinetti che assicurano sicurezza ed evitano lo slittamento. Con le scarpe ai piedi si noterà maggiore tenuta.
    ⇢ Per scendere dalla panca, ci si deve assicurare che la maniglia di bloccaggio sia in posizione di fermo, per poi sbloccarla.
  4. Procedere con l’inversione togliendo ovviamente il blocco e sdraiarsi. Il lettino dovrebbe ora effettuare una rotazione; laddove non avvenga o lo faccia troppo velocemente, ripetere di nuovo il primo passaggio.
  5. Mettere la maniglia in blocco come si desidera, iniziando con inclinazioni da 15-20°.
    ⇢ Al fine di giungere all’inversione in verticale, ci si può aiutare con la barra d’inversione, posta solitamente in basso.

Vi sono probabilità che il freno, a lungo andare, possa allentarsi un po, per cui procedere con la calibrazione durante l’ordinaria manutenzione dell’attrezzo.

Controindicazioni della panca a inversione

Come precedentemente accennato, la panca ad inversione prevede delle controindicazioni, per cui non va usata in caso di:

  • Gravidanza, evitando stress al bambino e alla placenta.
  • Cardiopatia, di ogni genere, in quanto l’inversione provoca un incremento delle resistenze periferiche, e quindi del ritorno venoso, frequenza e gittata cardiaca e consumo di ossigeno del miocardio.
  • Ischemia cerebrale e TIA.
  • Assunzione di anticoagulanti.
  • Condizioni dove l’alterazione del flusso di sangue può avere impatto negativo su:
    Ipertensione
    ⇢ Glaucoma
    ⇢ Distacco della retina
    Congiuntivite
  • Infezioni all’orecchio medio.
  • Eccessiva obesità, con rischio di patologie e morte.
  • Ernia iatale reflusso gastroesofageo.
  • Traumi alla colonna vertebrale, in quanto non si sanno le conseguenze dell’allungamento del rachide.
  • Varie tumefazioni articolari, prevalentemente degli arti inferiori e schiena.
  • Fratture.
  • Osteoporosi e problemi del metabolismo osseo, visto il rischio di incorrere in fratture accidentali.
  • Protesi ossee, prevalentemente quelle coxo-femorali e del ginocchio.
  • Problemi alla spalla, in quanto lo strumento chiede un’estensione degli arti superiori in alto. Vi sono delle patologie articolari che non permettono il movimento, ma possono incorrere addirittura in aggravamenti con lo sforzo.
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