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Melissa: che cos’è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

Melissa: che cos'è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

La melissa (Melissa officinalis) è una pianta originaria dell’Europa meridionale, dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale, nota anche con il nome di erba limona o cedronella a causa del suo odore agrumato.

Proprietà della melissa

Questa pianta deve la sua fama alle sue proprietà analgesiche e calmanti, ma anche aromatizzanti e digestive e non solo. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su quest’erba medicamentosa.

Benefici della melissa

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La melissa viene utilizzata nella forma di tisana o infuso, unguento ed olio essenziale, ed è possibile adoperarla sia per uso interno che per uso interno. Vediamo come!
Per uso interno, la tisana di melissa si rivela particolarmente benefica per porre rimedio ai disturbi di origine nervosa, quali tensione nervosa premestruale, emicranie, palpitazioni, insonnia causata da periodi di nervosismo. Inoltre favorisce la digestione quando questa è rallentata dallo stress e, in caso di indigestioni, aiuta ad espellere i gas intestinali in eccesso.

Per uso esterno, l’unguento di melissa, particolarmente rinomato nella fitoterapia tedesca, è efficacissimo nella cura di piaghe, gotta, dolori reumatici e nevralgie ed anche delle punture di insetto.

In cucina le foglie fresche della melissa, dall’inconfondibile sapore agrumato e dalle proprietà sedative, antipiretiche e digestive, possono essere impiegate nel condimento di insalate, nella preparazione di salse (soprattutto quelle per il pesce) e aceti aromatici, ma anche marmellate e dolci, e per insaporire latte e vini.

Come utilizzare la melissa

La tisana di melissa, utilissima in caso di colite, dolori mestruali, nervosismo e crampi addominali, ha una preparazione semplicissima e alla portata di tutti: per ottenere questa benefica bevanda, infatti, basterà mettere in infusione in una tazza d’acqua un cucchiaino di foglie di melissa essiccate, per circa dieci minuti, al termine dei quali dovrà solo essere filtrata prima di essere bevuta.

Per preparare un decotto, invece, basterà portare ad ebollizione, per circa cinque minuti, 125 ml d’acqua insieme a due cucchiaini di foglie di melissa fresche. Alla fine dovrete solo filtrare e dolcificare a piacere.

In caso di ansia, emicrania e insonnia, è possibile reperire in erboristeria la tintura madre di Melissa: le dosi consigliate sono di 20 gocce diluite in poca acqua per 3 volte al giorno dopo i pasti. Come rilassante invece 30-40 gocce prima di andare a dormire.

Controindicazioni ed effetti collaterali della melissa

In generale, prima di procedere con l’assunzione di qualsiasi rimedio erboristico, è opportuno consultare un medico, soprattutto se si è in gravidanza o in fase di allattamento.

Si sconsiglia l’utilizzo della melissa ai soggetti affetti da glaucoma (una malattia oculare correlata ad un’elevata pressione dell’occhio) perché può talvolta causare l’aumento della pressione intraoculare, e alle persone affette da patologie tiroidee poiché la melissa potrebbe interferire con le cure mediche.

Descrizione e habitat della melissa

La melissa è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia Lamiaceae. Il fusto della pianta può variare dai 30 agli 80 cm e presenta, analogamente alle foglie, delle setole bianche simili a peli. Le foglie, simili a quelle della menta e dal caratteristico profumo di limone, sono ovali, dentate e ricche di nervature; sono disposte a due a due e ogni coppia è inclinata di 90° rispetto a quella sottostante.

I fiori della melissa, presenti dall’estate all’autunno, hanno la forma di un calice campanulato e presentano sfumature rosate su base bianca.
La melissa cresce spontaneamente in Europa meridionale, Asia occidentale ed Africa settentrionale nelle zone in cui i terreni sono freddi e umidi, ma è stata trasportata e diffusa in tutto il mondo e può essere coltivata, attualmente, sia a terra che in vaso in una zona ombrosa.

Curiosità e cenni storici sulla melissa

Il nome di questa pianta deriva dal greco antico μέλι (miele); la mitologia vuole che questo nome sia un richiamo alla Ninfa inventrice dell’apicoltura, il cui nome è proprio Melissa (“produttrice di miele”, ossia ape).

La melissa era ben nota già agli antichi: basti pensare che gli antichi Greci erano soliti chiamarla “balsamo del cuore” e, in particolare, il medico Discoride era solito applicare le foglie di questa pianta sulle ferite cutanee dei propri pazienti come medicazione.

Il medico Romano Galeno, invece, la consigliava per curare i disturbi psichici.
E’ ben più interessante, invece, l’utilizzo che ne facevano i Carmelitani scalzi nel ‘600 circa: questi frati erano soliti preparare lo “spirito di melissa” (alcolico) e l’”acqua di melissa” (analcolica) come rimedi per numerose condizioni di disagio, quali nausee, vomito, mal di mare e stati di agitazione.

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