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Leptospirosi Uomo: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Leptospirosi Uomo: che cos'è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

La Leptospirosi, diffusa solitamente negli uomini, è una patologia infettiva, che viene contratta tramite spirochete del tipo Leptospira.

Che cos’è la Leptospirosi?

Ad oggi sono stati riconosciuti almeno 10 tipologie diverse del batterio leptospira, capaci di provocare malattie nell’uomo, e che molto comunemente, vengono infettate da animali domestici e/o selvatici; i ratti sono la specie a massimo fattore di rischio. Il contagio si ha tramite contatto con urina dell’animale infetto, ma anche tramite mucosa o ferite aperta.

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Nei paesi dell’occidente, tuttavia, la patologia non conta numerosi contagi, e quelli che si hanno, avvengono in particolare su pazienti che per lo più lavorano a contatto con animali o in ambianti rischiosi, ma anche su coloro che viaggiando si ritrovano in aree a maggiore rischio contagio o con standard igienici poco rispettabili.

Sintomi della Leptospirosi

I sintomi legati alla leptospirosi nell’uomo, possono essere vari e molteplici. Tra i principali abbiamo:

  • Febbre alta;
  • Cefalea;
  • Brividi;
  • Dolori a livello muscolare;
  • Vomito;
  • Ittero o pelle ed occhi ingialliti;
  • Occhi rossi;
  • Dolore a livello addominale;
  • Diarrea;
  • Eruzioni cutanee.

In molti casi, uno o più dei seguenti sintomi, indirizzano verso patologie differenti; può capitare anche che molti soggetti, affetti da leptospirosi, non presentino alcun sintomo.

Il periodo di incubazione della malattia, ovvero dal momento in cui il soggetto è stato contaminato, fino al momento di visibilità della malattia, va dai 2 giorni alle 4 settimane.

Si possono presentare inoltre, alcuni casi in cui la leptospirosi si manifesta in 2 differenti fasi, ebbene:

  1. Inizia con improvvise sintomatiche di febbre alta, seguita da ulteriori sintomi come brividi, cefalea, dolori muscolari, vomito o diarrea;
  2. Si presentano dei sintomi iniziali, che spariscono e che poi ricompaiono. Per un certo verso questa seconda fase si presenta più grave rispetto alla prima, in quanto il soggetto potrebbe incorrere in insufficienza renale, epatica o meningite. Questa seconda fase viene definita anche come morbo di Weil.

Con adeguati trattamenti, la leptospirosi può durare fino a 3 settimane, mentre senza trattamento alcuno, richiede addirittura mesi.

Cause legate alla Leptospirosi

Come precedentemente accennato, la diffusione dei batteri causa di leptospirosi, avviene tramite urina di animali portatori, che a loro volta possono andare a contaminare sia l’acqua che il suolo. Siamo in presenza di microorganismi molto forti, che sopravvivono nell’area per settimane e addirittura mesi.

Sono molte le tipologie di animali in grado di infettare la malattia, sia selvatici che domestici, anche se il portatore per eccellenza resta senza alcun dubbio il ratto. Tra le ulteriori specie di animali in grado di apportare il batterio troviamo:

  • bestiame,
  • maiali,
  • cavalli,
  • cani,
  • roditori,
  • animali selvatici.

Il batterio, una volta infettato il suo “ospite”, va a depositarsi nella zona dei tubuli renali; la malattia, negli animali apportatori, può essere asintomatica, e gli stessi vanno ad espellere i batteri causanti, nell’ambiente, in maniera continua o intermittente, per mesi o per anni.

Maggiori cause di contagio

Tra le maggiori cause di contagio per l’uomo abbiamo:

  • l’urina, ma anche altri liquidi corporei appartenenti ad animali apportatori, tranne la saliva;
  • acqua, suolo e/o cibo inquinati dall’urina dell’animale apportatore.

In alcuni casi, il contagio può avvenire anche tramite inalazione, morso dell’animale apportatore, anche se il contagio in questo caso, dipende in base alla carica infettante con cui si viene in contatto.
La malattia, non può essere assolutamente contagiata con una cute sana. Entrare quindi soltanto in contatto con l’acqua per esempio infetta, non basta a contagiare la malattia; a differenza però di coloro che presentano graffi e/o ferite aperte.

E’ altamente improbabile che la trasmissione avvenga nei laghi, così come è impossibile che avvenga all’interno dei mari, vista la presenza del sale che funge da disinfettante.
Per quanto riguarda la trasmissione da uomo ad uomo, resta ancora un fatto e non una certezza.

Diagnosi della leptospirosi

Visto che stiamo parlando di una malattia infettiva, la diagnosi della leptospirosi avviene tramite 2 particolari elementi, ovvero:

  • Isolamento del batterio o dell’agente patogeno;
  • Analisi sierologica anticorpale specifica.

Partendo da ciò, si evince quindi che la diagnosi dovrà avvenire sia tramite analisi sintomatologica-clinica, sia sul racconto anamnestico, che ahimè, resta quasi sempre un mistero.

Possibili cure alla Leptospirosi

La leptospirosi è curabile.
Se si è nelle prime fasi della malattia, basterà un trattamento a base di antibiotici, come ad esempio la doxiciclina o penicillina.
Se si è invece entrati già in fase più grave, la somministrazione degli antibiotici dovrà avvenire endovena.

 

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