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Anorgasmia: che cos’è, classificazione, cause e possibili cure

Anorgasmia: che cos'è, classificazione, cause e possibili cure

Per anorgasmia si suole intendere la mancata capacità di arrivare all’apice del piacere, anche se si procede ad una stimolazione sessuale intensa e prolungata. Insieme a vaginismo dispaurenia, l’anorgasmia fa parte di quell’insieme di problematiche che impediscono l’amore.

L’anorgasmia masturbatoria è l’incapacità di raggiungere orgasmi durante una masturbazione, mentre l’anorgasmia coitale non permette di raggiungere l’orgasmo durante un classico rapporto sessuale. Determinate donne raggiungono l’apice del piacere soltanto durante la masturbazione, e non durante il coito; non siamo dunque dinanzi ad anorgasmia, però comunque ogni persona, maschio o femmina che sia, raggiunge differentemente l’apice del piacere a seconda della stimolazione sessuale effettuata.

L’anorgasmia può colpire sia donne che uomini, anche se il maggior numero, seconde le statistiche, è rappresentato dalle donne. Si è constatato che molte donne, quando sentono l’aumento della scarica di piacere, tendono a bloccarsi, non raggiungendo l’apice. Questo fatto può risultare molto frustrante, sia nell’uomo che nella donna, tanto da provocare un elevato stato d’ansia. 

Classificazione dell’anorgasmia

E’ possibile suddividere l’anorgasmia in differenti livelli, quali:

  • Anorgasmia primaria, o assoluta o primitiva, dove il soggetto in questione non ha mai raggiunto l’orgasmo, sin dalla prima esperienza sessuale. Una possibile causa può esser dovuta ad inibizioni sessuali e/o a paure prive di fondamenta, che bloccano il soggetto, non facendogli raggiungere l’apice del piacere.
  • Anorgasmia secondaria, dove il soggetto in questione perde mano a mano qualsiasi capacità di raggiungere l’orgasmo, nonostante vi sia stato un periodo normale in riferimento alla responsività orgasmatica. I soggetti con questo problema, generalmente manifestano sin dall’inizio delle debolezze in ambito sessuale.
  • Anorgasmia casuale, o situazionale, dove il soggetto non prova l’orgasmo in seguito alla situazione creata da partner ed ambiente. In genere, prevalentemente nelle donne, la condizione è reversibile, e la stimolazione clitoridea, o superficiale, e vaginale, e quindi più profonda, fanno sì che si raggiunga l’orgasmo.
  • Anorgasmia generalizzata, dove l’anorgasmia non dipende dalla situazione, ma si manifesta in ogni occasione.
  • Anorgasmia coitale pura, dove l’orgasmo non avviene tramite coito, ma in seguito a stimolazioni orali o manuali che siano.
  • Anorgasmia acquisita da urge incontinence, dove il soggetto non riesce a provare l’orgasmo per via di paure, anche senza fondamenta, di non avere il pieno controllo durante l’atto e quindi di espellere urine.
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E’ quindi molto evidente che qualsiasi tipo di anorgasmia è dovuta a disturbi legati al sesso e con il piacere in genere.

Cause dell’anorgasmia

Ad oggi non si sa ancora con sicurezza da cosa possa esser causata l’anorgasmia, nonostante gli studi in corso siano molteplici, visto che, come precedentemente accennato, uomini e donne tendono a reagire diversamente a stimoli ed impulsi sessuali in generale.
Sono stati tuttavia individuati dei fattori scatenanti che potrebbero essere all’origine della problematica.

Tra i principali osservati, possiamo riscontrare:

  • Farmaci o sostanze dopanti
  • Traumi fisici ai genitali, come infibulazione, Lichen sclerosus, clitororagie
  • Dispareunia
  • Vaginismo
  • Stress
  • Stati d’ansia.

Le cause di origine psicologica sono però fra le più comuni, e vediamo prevalentemente:

  • Autocontrollo smisurato
  • Ansia da prestazione
  • Eccessiva attenzione nel veder il partner provare piacere.

Fra le cause sono stati riscontrati anche dei traumi psicologico-sessuali violenze carnali; il passato difficile ed enigmatico del soggetto, richiede una terapia psicologica, così da comprimere qualsiasi paura che nasce dal passato.

farmaci che scatenano l’anorgasmia sono principalmente quelli che contengono sostanze psicotrope e quelli antidepressivi; infatti l’utilizzo dei farmaci per combattere la depressione influenza sensibilmente la sfera sessuale. Si noteranno delle difficoltà nel raggiungere il piacere, e quindi anorgasmia, impotenza, poco desiderio ed eiaculazione precoce senza orgasmi, già all’inizio dei trattamenti. Ad ogni modo, le disfunzioni sessuali possono proseguire anche dopo l’interruzione del trattamento farmacologico.

L’anorgasmia può essere fortemente condizionata anche da:

  • Ignoranza
  • Restrizioni religiose e/o culturali
  • Abnegazione
  • Assenza di istruzione sessuale
  • Mancanza di un appoggio familiare
  • Inesperienza, legata a disturbi del partner maschile, come:
    – Impotenza
    – Difficoltà nel raggiungere e mantenere l’erezione.

Possibili cure all’anorgasmia

Oggi giorno è possibile guarire dall’anorgasmia, anche se il percorso terapeutico può essere sia semplice e veloce, sia richiedere del tempo, costanza e sussidio di un professionista. La cura è ad ogni modo strettamente legata alla causa scatenante.

Se l’anorgasmia è stata provocata dai farmaci, sostituire la molecola o almeno ridurre o sospendere il farmaco, può aiutare a risolvere il problema. E’ importante però non affrontare questo percorso da soli, ma affidarsi sempre ad un parere medico, in quanto soltanto lui potrà indirizzare verso la corretta strada da intraprendere.

Per gli altri casi, è importante effettuare una visita ginecologica, in quanto soltanto in questo modo si potrà capire se è presente o meno qualche problema fisico, e lo stesso ginecologo potrà indirizzarvi al giusto rimedio per combattere l’anorgasmia.
Se il ginecologo esclude delle cause fisiche, sarà allora importante rivolgersi ad uno psicologo con specializzazione nei disturbi sessuali, cosicché possa scoprire le cause psicologiche che bloccano l’orgasmo e valutare una corretta terapia da intraprendere.

Da non sottovalutare è l’anorgasmia situazionale, e quindi una mancanza d’intesa con il partner, che non permetta di creare adeguate dinamiche. Soffrire di anorgasmia non è sinonimo di mancanza d’amore o desiderio del partner. In questi casi è inutile soffrirne, ma anzi è più corretto trovare insieme la soluzione adeguata, intraprendendo, perché no, una terapia di coppia, così da riacquisire maggiore fiducia nella coppia.

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