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Adenoma Ipofisario: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Adenoma Ipofisario: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

L’ipofisi o anche definita con il nome di ghiandola pituitaria, è posta all’interno del cranio.

Non ha una grandezza elevata, ma è strettamente necessaria poiché ha delle funzioni correlate all’ipotalamo ovvero una parte del sistema centrale, che favorisce le attività solte dal cervello e le funzioni del sistema endocrino in modo da permettere la corretta produzione degli ormoni.

Questa è gestita dagli ormoni e inoltre va produrre una serie di ghiandole come la tiroide, le ghiandole surrenali e gonadi che vengono definite ghiandole bersaglio, perché gestiscono la ghiandola superiore. Il tumore correlato all’ipofisi si evolve attraverso la ghiandola ipofisaria, non ha carattere del tutto maligno, ma può comprimere gravemente il benessere dell’individuo, mandando in blocco la regolare produzione di ormoni.

Cause dell’Adenoma Ipofisario

Nei casi che i presentano, quest’ultimo generalmente è un adenoma, di rado invece si manifesta la presenza di un carcinoma. L’ipofisi può essere la causa di alcuni tumori che si presentano in altre parti del corpo, ma non si tratta del tumore all’ipofisi.

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Una serie di studi hanno definito che molti individui che si sottopongono ad una serie di accertamenti riscontrano questa problematica, ma quest’ultima ha un evolversi molto lento che non comporta problematiche per un lungo periodo di tempo. Non si tratta di una malattia ereditaria, ma può manifestarsi in ogni momento.

Sintomi dell’Adenoma Ipofisario

Questa tipologia di malattia può dare vita ad una serie di sintomi non specificati che si manifestano poiché nel cranio va a porsi una matassa che va ad occupare spazio, inoltre vi sono anche tipologie di sintomi correlate alla produzione innumerevole di ormoni.

Fra i sintomi più ricorrenti, abbiamo il mal di testa, le alterazioni oculari, l’oppressione dei canali ottici e la riduzione della visione. La presenza di adenomi di dimensioni maggiori può comportare la manifestazione di vomito, bulimia, sonnolenza, disorientamento e diabete insipido.

Questa forma di diabete non è collegata all’assunzione di zuccheri, ma si tratta di una problematica legata alla mancanza di vasopressina, ovvero un ormone che permette il corretto funzionamento del rene. Con la mancanza di questo ormone gli individui che soffrono di diabete insipido sono costrette ad assumere una grande quantità di liquidi, attraverso l’ingerimento di un ormone sintetizzato può essere curato.

La presenza di questi adenomi comporta l’aggravarsi dell’ipofisi andando ad eliminare quella sorta di stabilità che regola l’organismo. I sintomi possono essere diversi come: cefalea, nausea, depressione, perdita o aumento di peso, insorgenza di diabete mellito, ipotensione o ipertensione, irregolarità del ciclo mestruale o problematiche legate all’erezione. Si tratta di una malattia che in genere si presenta negli individui in età avanzata e infatti, alcuni sintomi possono anche essere frutto dell’età.

Questa malattia comporta un innalzamento della corticotropina che comporta un aumento del peso, un gonfiore al viso, depressione, sbalzi d’umore e livelli elevati di zucchero presenti nel sangue. Inoltre, comporta anche l’aumento della tireotropina che si manifesta attraverso una serie di tremori, battito elevato, perdita di peso, aumento dell’appetito, difficoltà nel prendere sonno e ansia e aumento della produzione di ormoni tiroidei.

Diagnosi e possibili cure dell’Adenoma Ipofisario

Il diagnosticare questa malattia non risulta facile. Bisogna procedere per graduazione attraverso una visita medica  dove il dottore va ad individuare quelli che sono i sintomi e se in famiglia sono presenti altri casi con questa tipologia di malattia o sindromi ereditarie.

A seguito della visita se vengono diagnosticati sospetti, si passa all’individuazione degli ormoni attraverso le analisi del sangue o delle urine. Poi si passa ad una serie di esami più approfonditi per confermare quelle che erano le ipotesi.

Per curare questa malattia si può ricorrere ad una serie di interventi chirurgici, radioterapeutici o medici. Poiché si tratta di malattie rare, è consigliabile rivolgersi a centri specializzati che forniscono trattamenti altamente innovativi ed efficaci.

Per stabilire a quale trattamento ricorrere è bene essere a conoscenza della forma della malattia, delle dimensioni, della produzione di ormoni e del tipo di ormone prodotto. Nella maggior parte dei casi, la chirurgia risulta essere la cura più efficace.

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