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Tensioattivi: cosa sono, tipologie, a cosa servono e controindicazioni

Tensioattivi: cosa sono, tipologie, a cosa servono e controindicazioni

Come ben tutti sappiamo i tensioattivi, svolgono il ruolo importante nella nostra vita, ma cosa sono realmente?

I tensioattivi sono dei composti naturali o di sintesi che si trovano all’interno dei cosmetici dei medicinali o nei prodotti che vengono utilizzati per effettuare le pulizie, ma non solo la presenza di questi composti la si può trovare anche altrove.

Cosa sono i Tensioattivi?

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Vi sono numerose tipologie di tensioattivi alcune hanno i suoi pro mentre altre i suoi contro, ma la caratteristica che li accomuna tutte è presenza di una testa idrofila e di una coda lipofila all’interno di quella che è la loro struttura.

La presenza di anfipatia o anfifilia, permette lo stabilimento delle formulazioni dei tensioattivi e inoltre permette anche di esportare lo sporco e diminuire lo sviluppo di alcuni germi.

I tensioattivi hanno diverse tipologie di impieghi, tutti relativi alla loro antipatia. E la presenza di una testa idrofila e una coda lipofila, permette ai tensioattivi di Firenze arsi in due fasi non affini poiché vengono poste in contatto, esponendosi solo in superficie a causa di quella che è la tensione interfacciare.

Questa specie di fenomeno può essere spiegata attraverso l’esperimento tra l’olio e l’acqua. Immaginiamo di versare olio ed acqua in un contenitore noteremo che i due liquidi sono tra di loro inscindibili, e andranno a formare due fasi differenti.

Proprio per questo motivo diremo che si va a creare una sorta di membrana che impedisce l’unione tra i due liquidi.
Possiamo quindi notare che la tensione in cui viene sottoposta l’interfaccia si oppone all’espansione di quelle che sono le due fasi che si manifestano e proprio per questo viene definita tensione interfacciale.

Tipologie

Come già fatto noto precedentemente, i tensioattivi possono di diverse tipologie, questi vengono infatti distinti in basse a quelle che sono le due categorie fondamentali, ovvero sulla base del comportamento in soluzione acquosa.

I tensioattivi si distinguono inoltre in:

  • tensioattivi ionici, questi possono acquisire una carica sulla testa ionica, tenendo comportamenti da acidi, basi o entrambi;
  • tensioattivi non ionici o neutri, vengono chiamati in questo modo poiché in acqua non hanno carica.

Queste due categorie di tensioattivi a loro volta si suddividono in una serie di sottocategorie.

Per quanto riguarda i tensioattivi ionici si distinguono in:

  • tensioattivi anionici o MBAS, sono dotati di una carica negativa e vengono utilizzati come igienizzanti. Tra essi abbiamo: i saponi, si tratta di una serie di tensioattivi meno recenti. Poi abbiamo: alchilbenzene solfonati (ABS), si tratta di tensioattivi sintetici che sono caratterizzati dal gruppo solfonico e da quello alchhilbenzenico. Poi abbiamo: alchil solfati e alchiletere solfati, sono tensioattivi sintetici, che vengono introdotti per la realizzazione dell’acido solforico con gli alcali. Poi abbiamo: eterosaponi, derivati degli amminoacidi, lipoproteine, solfosuccinati.

Come già abbiamo detto i tensioattivi sono innumerevoli e per descriverli tutti non basterebbe un intero articolo dedicato solo ed esclusivamente alla descrizione della sole tipologie di questi articoli.

Citiamo una serie di tensioattivi che conosciamo:

  • tensioattivi neutri lipofili;
  • tensioattivi neutri idrofili;
  • altri tensioattivi neutri;
  • i tensioattivi naturali: le saponine;

A cosa servono?

I tensioattivi riducono la tensione interfacciale e i questo modo essi hanno anche la capacità di:

  • aumentare la bagnabilità del denaro;
  • favorire l’entrata dell’acqua all’interno dei tessuti;
  • facilitare l’esportazione dello sporco;
  • aumentare la solubilità;
  • dissolvere le membrane dei microrganismi;
  • neutralizzare l’elettrostaticità dei capelli.

Ovviamente per ogni tipologia di tensioattivi utilizzati vi è un uso differente a confronto. Tutto questo poiché non tutti i  tensioattivi vengono utilizzati per lo stesso scopo e quindi proprio per questo motivo, vi sono differenti tipologie di tensioattivi utilizzabili per scopi e usi differenti.

Controindicazioni

Tutti i tensioattivi hanno differenti usi, ma in modo particolare dobbiamo prestare attenzione a quelli che vengono utilizzati per l’igiene, come già abbiamo notato precedentemente alcuni potrebbero essere molto aggressivi per la nostra pelle, poiché non tutti abbiamo lo stesso tipo di pelle, proprio questa aggressione comporta la manifestazione di dermatiti ed allergie in quelli che sono i soggetti più sensibili.

I tensioattivi a cui bisogna prestare attenzione sono quelli in cui è presente il solfato, durante l’utilizzo di questi tensioattivi è bene utilizzare dei guanti per evitare il contatto in modo tale da evitare allergie, inoltre a meno che non ci soffra di dermatiti particolari, psoriasi acne o allergie non c’è bisogno di evitare i detergenti a base di SLS e SLES.

Inoltre per coloro che tengono all’igiene della loro pelle, ma che comunque sono sensibili o hanno delle particolari patologie i tensioattivi più indicati sono quelli secondari, che esportano lo sporco senza andare a influenzare la cute.

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