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Sindrome di Tietze: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Sindrome di Tietze: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere un’infiammazione delle articolazioni benevola costituita dalla compresenza di dolenza al torace con annesso rigonfiamento cartilagineo intorno alle costole, specialmente nell’area di congiuntura con lo sterno è la Sindrome di Tietze.

Che cos’è la sindrome di Tietze?

Quest’ultima risulta essere una patologia sporadica, spiegata nel 1921 dallo specialista della chirurgia tedesco Alexander Tietze. Le sintomatologie e le tracce subentrano per lo più nei soggetti di età inferiore ai 40 anni e sebbene in determinati soggetti scompaia in maniera volontaria, in altri casi manifesta eccessiva infiammazione con stadi di risollevamento. Le terapie consistono in:

  • Cambiamento dello stile di vita.
  • Trattamento caldo vs freddo.
  • Prodotti farmacologici antinfiammatori.
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In qualsiasi soggetto la risoluzione risulta essere eccellente, specialmente per chi svolge trattamenti curativi opportuni. Nel caso in cui il periodo di guarigione dovesse essere prolungato, il soggetto necessita trattamenti maggiormente difficoltosi.

Cause della sindrome di Tietze

La sindrome di Tietze tende a propagarsi nei soggetti di età inferiore ai 40 anni, compromettendo la salute sia dei soggetti maschili che femminili. Il movente causa della fuoriuscita della patologia risulta essere tutt’oggi ignoto, sebbene vi siano differenti supposizioni.

L’ipotesi maggiormente riconosciuta riguarda traumi lievi alla struttura del torace, che col decorso temporale, comportano danneggiamenti ed infiammazioni alle costole. Codesti traumi lievi, subentrano a seguito di tamponamenti oppure di operazioni di chirurgia, sebbene spesso siano causa di eccessivo affaticamento fisico causa di tosse e rigurgito.

In determinati soggetti, è stato evidenziato il subentro a seguito di infezioni virali oppure da batteri delle vie aeree superiori, quali faringite e laringite. Non vi sono fattori ereditari connessi.

Sintomi della sindrome di Tietze

Le sintomatologie maggiormente presenti risultano essere:

  • Dolenza
  • Rigonfiamento cartilagineo articolare, causa del deterioramento con contigua tosse, starnuti e sport

Spesso, risultano compresenti ulteriori tracce dermatologiche, quali rossori e prurigine. Le sintomatologie risultano connesse alla cartilagine delle articolazioni sternocostali e sterno-clavicolari. Ciò nonostante, non tutte le aree subiscono sintomatologia equanime, in quanto l’area maggiormente compromessa è posta fra la 2 e la 3 costola.

Tuttavia, la dolenza tende a scomparire successivamente a poche settimane oppure mesi, contrariamente al rigonfiamento che risulta compresente per un maggior lasso temporale.

Diagnosi della sindrome di Tietze

La diagnosi riguarda prettamente il sintomo del soggetto affetto, il quale tende a sottoporsi ad un test specifico, al fine di ottenere maggiori dettagli in merito, ovviando pertanto ulteriori patologie. Laddove dovesse essere persistente la dolenza al torace, risulta opportuno tenere in considerazione:

  • il modo d’insorgenza.
  • la diffusione in ulteriori aree.
  • compresenza di fattori e zone che incentivano la fuoriuscita e l’accrescimento della dolenza.

Solitamente, la zona affetta da infiammazione risulta evidente, rossa e dolorante, sebbene la condizione maggiormente peculiare risulta essere la compresenza di rigonfiamento, che conferisce l’esclusione di molteplici fattori patologici, quali la costocondrite. Nel caso in cui il quadro clinico non dovesse essere bastevole al fine di comprendere il movente alla base, risulta opportuno usare strumentario, quali:

  • Elettrocardiogramma, svolto al fine di ovviare la patologia al muscolo cardiaco, quale infarti al miocardio.
  • Radiografia toracica, al fine di ovviare differenti malattie, sebbene non risulti bastevole per quanto concerne il riconoscimento della sindrome di Tietze.
  • Ecografia, e dunque il test maggiormente dettagliato ed in minor misura infestante, al fine di identificare il rigonfiamento tessutale molle, dove l’infiammazione è in azione.

Laddove dovessero persistere perplessità, risulta vantaggioso lo svolgimento di una risonanza magnetica, al fine di evidenziare in maniera dettagliata il procedimento infiammatorio, evidenziando ogni struttura compromessa.

Differenti risultano essere le malattie alla base della dolenza del torace, le quali possono avere peculiarità differenti e specialmente, possono essere connesse a fattori di differente spessore.

La patologia maggiormente similare alla sindrome di Tietze risulta essere la costocondrite, e dunque un’infiammazione cartilaginea costale che subentra con dolenza al torace, sebbene abbia delle diversità di rilevante importanza. Fra le patologie aventi la capacità di comportare sintomatologie similari, risultano essere:

  • Spondiloartropatie sieronegative.
  • Fibromialgia.
  • Tumori.

Nel caso in cui dovesse subentrare anche una dolenza preponderante ed estemporanea, risulta opportuno svolgere una differente diagnosi, facendo ricorso anche a strumentario specializzato.

Possibili cure della sindrome di Tietze

Non vi sono particolari procedimenti da prendere in considerazione al fine di evidenziare il trattamento terapico inequivocabile per la sindrome di Tietze. Tuttavia, al fine di conferire quiete dalla dolenza, devono essere usate metodologie di terapia di intervento che prevedono l’ozio per un ridotto lasso di tempo ovviando lo svolgimento di sport.

Congiuntamente risulta possibile somministrare prodotti farmacologici calmanti, quali: paracetamolo oppure prodotti farmacologici antinfiammatori non steroidei (quali ibuprofene, naprossene oppure aspirina). Lo stesso uso di bendaggi con ghiaccio risulta ottimale al fine di affievolire la dolenza. Laddove, codesti prodotti farmacologici non comportano vantaggi benevoli, risulta possibile l’opzione di ulteriori rimedi, quali: l’inoculazione di lidocaina congiuntamente ai corticosteroidi.

Gli stessi, sebbene risultino essere i prodotti farmacologici maggiormente efficienti nel caso di somministrazione per via orale, causano effetti collaterali nel caso di utilizzi prolungati, specialmente per i soggetti affetti da ulteriori patologie croniche. Per tale motivazione, risulta possibile prediligere l’uso mediante inoculazione locale.

La tempistica del trattamento non risulta essere misurabile e cambia a seconda del soggetto. Nel caso in cui la dolenza dovesse regredire dopo pochi giorni oppure settimane, risulta possibile che il rigonfiamento continui ad essere per lunghe tempistiche.

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