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Regolo Ostetrico (Ruota della Gravidanza): che cos’è, a cosa serve e come funziona

Regolo Ostetrico (Ruota della Gravidanza): che cos'è, a cosa serve e come funziona

Al fine di conferire dalla alla gestazione, gli specialisti fanno riferimento, solitamente, al giorno di avvio del mestruo conclusivo. Nel caso in cui la gravidanza dovesse andare avanti regolarmente, ovviando complicanze, presenta un lasso temporale pari ai 280 giorni, e dunque 40 settimane partendo dal giorno di reminescenza.

Ciò nonostante, una gestazione fisiologica risulta possibile termini con calma ugualmente nel periodo compreso fra le 37 e le 42 settimane.

Che cos’è il regolo ostetrico?

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Pertanto, risultante essere uno strumentario, è il regolo ostetrico, il quale ha la possibilità di conoscere il periodo di gestazione e misurare l’eventuale data della nascita del bambino.

Nel caso in cui il mestruo dovesse essere di 28-30 giorni e la gestazioni dovesse andare avanti senza problematicità, la nascita risulta possibile si presenti in qualunque attimo rientrante nel lasso temporale fra le due settimane antecedenti e le due settimane susseguenti la data eventuale.

Al fine di affermare approssimativamente la data ricavata mediante il regolo ostetrico, risulta probabile fare fede ad eventuali moventi soggettivi, quali la data di fecondazione oppure dell’attività sessuale di fecondazione. L’istruzione data dal regolo ostetrico fa parte della datazione colta nell’anamnesi dallo specialista della ginecologia e favorisce, dunque, il monitoraggio dei livelli di sviluppo del feto, i quali devono essere appoggiati da ricerche in laboratorio, test ecografici ed ulteriori esami specialistici.

Essendo uno strumentario costituito da un duplice disco di cartone al quale è riportato un numero, è il regolo ostetrico. Le ruote risultano congiunte centralmente mediante occhiello, tale da favorire il voltaggio volontario in senso orario ed antiorario. La ruota posta al di sotto e di dimensione elevata risulta divisa in 12 gruppi con graduazione dei giorni del mese.

Contrariamente, il disco posto al di sopra e di ridotte dimensioni, presenta, le 40 settimane di gestazione divise in 3 trimestri. Ciò conferisce nozioni efficienti, quali gli esami diagnostici cui sottoporsi durante la gestazione e gli stadi di crescita del feto. L’eventuale data della nascita fetale risulta misurata agglomerando 9 mesi + 1 settimana al primario giorno dal mestruo conclusivo. In relazione a questo, lo specialista permette il roteaggio della ruota al di sotto del regolo ostetrico, attestando il conteggio delle settimane di gestazione attuate dalla madre o dalla coppia.

All’interno del regolo ostetrico, la data eventuale della nascita del feto risulta riportata dalla freccia. In relazione a ciò, lo specialista della ginecologia pianifica congiuntamente alla madre il calendario con le differenti ecografie e visite al fine di tenere sotto controllo la gestazione. Pertanto, conosciuto ugualmente col denominativo di ruota della gestazione, gestogramma, disco gestazionale e P-Ruller, è il regolo ostetrico.

Bisogna tuttavia tenere a mente che, la tempistica della gestazione risulta pari alle 40 settimane finite, e dunque 280 giorni, 10 mesi lunari oppure 9 mesi solari + 1 settimana. Nell’attimo della fecondazione fino all’attimo della nascita del feto, devono passare all’incirca 266 giorni, prendendo in considerazione la tempistica della fase luteinica che si aggira attorno ai 14 giorni.

A cosa serve il Regolo Ostetrico

L’utilizzo del regolo ostetrico risulta essenziale al fine di attestare l’età gestazionale in un preciso attimo. Dunque, codesto strumento incentiva il calcolo in tempistiche della gestazione e, prendendo in considerazione che ciascun lasso temporale della gravidanza è pari ad una sessione particolare di sviluppo fetale, il regolo ostetrico risulta efficiente al fine di:

  • tenere sotto controllo la crescita del feto internamente all’utero
  • attestare la data eventuale della fecondazione e la corrispettiva data del parto
  • informare la gestante delle date di scadenza, in relazione alle visite mediche nel corso della gravidanza, e dunque esami del sangue, ecografie, ecc

Il regolo ostetrico risulta efficiente al fine di redigere il planner di assistenza migliore per la gestante. Un bambino nato precocemente necessita di ulteriori cure, e lo stesso vale per una gravidanza che supera le 42 settimane e che necessita di induzione del travaglio.

Come funziona il Regolo Ostetrico

Convenzionalmente parlando, la datazione settimanale di gestazione prende in considerazione il primario giorno del mestruo conclusivo, prendendo in fede che una gravidanza normale ha una durata pari ai 280 giorni al quale bisogna addizionare 7 giorni e togliere 3 mesi (cosiddetta regola di Naegele).

Praticamente, il regolo ostetrico tende ad essere adoperato dallo specialista della ginecologia scrivendo la data riferita al giorno di apparizione del mestruo conclusivo. Ciò permette di avere la data eventuale della nascita fetale. L’epoca del parto visibile dal regolo ostetrico risulta strutturata su 2 quesiti peculiari:

  • data di avvio del mestruo conclusivo, poiché la tempistica tende ad essere computata in settimane finite, partendo dal primario giorno del mestruo conclusivo. Dunque, risulta essenziale essere a conoscenza della data
  • tempistica normale della gestazione, la quale risulta essere solidificata in 40 settimane, e dunque 9 mesi + 7 giorni. Questo lasso temporale risulta tuttavia impreciso, in quanto le nascite accadute in lieve anticipazione oppure proroga, e dunque nel lasso temporale compreso fra la 30esima e la 40esima settimana di gravidanza fanno parte della prassi.

Al fine dunque di conferire data alla gestazione, nel corso dell’anamnesi, lo specialista della ginecologia utilizza la regola di Naegele:

  • utilizzando la data riferita al primo giorno di avvio del mestruo conclusivo al quale vengono addizionati 7 giorni, sottratti 3 mesi e addizionato 1 anno. Esemplificando codesto conteggio, bisogna addizionare 9 mesi + 7 giorni al primario giorno del mestruo conclusivo

Laddove, dunque, la data di avvio del mestruo conclusivo dovesse essere il 4 giugno, la data eventuale della nascita si aggirerà attorno all’11 marzo dell’anno seguente. Tuttavia, con il regolo ostetrico codesto conteggio risulta essere macchinale ed alquanto esemplificato:

  • lo specialista pone l’indicatore posto superficialmente al disco posto internamente verso il giorno e il mese riportato dalla gestante e pari all’epoca di avvio del mestruo conclusivo, dunque redige la tempistica della gravidanza in settimane finite per difetto. Il regolo ostetrico informa, in aggiunta, della data eventuale della fecondazione, la data eventuale del parto e le visite di controllo cui deve sottoporsi periodicamente la gestante.

Al fine di ottenere approssimativamente l’esito, risulta probabile prendere in fede:

  • la data eventuale della fecondazione, prendendo in ipotesi il mestruo regolare, al fine di calcolare con il regolo ostetrico la fine della gestazione. Praticamente, piuttosto che addizionare 7 giorni, all’interno del regolo ostetrico, al primo giorno di avvio del mestruo conclusivo vengono calcolati 14 dalla presumibile data di fecondazione. Tuttavia, è opportuno affermare che  sancire con attenzione codesta data risulta maggiormente difficoltoso per la donna, ovviando l’utilizzo di stick di ovulazione ed ulteriori strumenti al fine di individuare con precisione il momento della fase ovulatoria. L’instabilità che coopera all’interno del ciclo ovulatorio, in aggiunta, risulta elevato. Sebbene si presenti un lasso temporale di 14 giorni, la fase follicolare subisce dei preponderanti dondolamenti che non superano le 3 settimane. Dunque per un’elevata percentuale di donne, la fase luteinica risulta essere maggiormente assidua ed ha una durata pari ai 14 giorni
  • Epoca eventuale di fecondazione, e dunque il corretto giorni di fecondazione risulta vantaggioso al fine di misurare con il regolo ostetrico l’eventuale data della nascita, la quale, accade alla fine del 266° giorno susseguente al coito fecondante. Ciò nonostante, per la gestante e la coppia, tenere a mente codesta nozione risulta non essere un procedimento rapido, in quanto si tende a consumare un solo e singolare rapporto senza precauzioni susseguentemente al mestruo conclusivo. Al di là del conteggio, risulta probabile usare il regolo ostetrico al fine di attestare l’età concezionale. Dunque, bisogna tenere a mente che l’età concezionale viene presa in considerazione nel momento in cui la durata della gestazione risulta misurata partendo dall’attimo della fecondazione. L’età gestazionale risulta affermata misurando, contrariamente, il primario giorno dal mestruo conclusivo.

Nei soggetti aventi mestruazioni precise, il conteggio del regolo ostetrico risulta essere sicuro per quanto concerne il conferire una data imprecisa delle settimane di gestazione e dunque, una data partendo dalla nascita del feto.

Bisogna tuttavia tenere a mente che, ciò risulta essere un’informazione, poiché la gravidanza ha una durata pari alle 40 settimane, sebbene risulti possibile avvenga la nascita in una data qualunque iniziando dalla 38esima settimana sino alla 42esima settimana. Ciò nonostante, la precisione del regolo ostetrico risulta essere favorevole. Codesta indicazione risulta difatti fondata mediante visita ecografica ed ulteriori controlli specialistici svolti durante la gravidanza.

Esame che permette di sistemare un esito del regolo ostetrico risulta essere l’ecografia del primo trimestre. Codesto esame, difatti, agevola l’evidenzi-azione della camera gestazionale e la grandezza embrionale, permettendo allo specialista della ginecologia di affermare oppure aggiustare la data stimata inizialmente, ponendo data all’avvio della gestazione con un limite di fallo alquanto riduttivo, che si aggira attorno ai 3 giorni.

Questo perchè l’esito del regolo ostetrico risulti possibile si presenti impreciso e assolutamente inaffidabile nei soggetti aventi mestruazioni non regolari o che si sono affidati a fecondazione assistita, utilizzo di anticoncezionali ormonali, amenorrea patologica oppure iatrogena, sono affetti da patologie materne, hanno subito eventuali infortuni e problemi che compromettono il regolare flusso gestazionale.

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