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Pranoterapia: che cos’è, come funziona, a cosa serve, dove si pratica e controindicazioni

Pranoterapia: che cos’è, come funziona, a cosa serve, dove si pratica e controindicazioni

La pranoterapia è indicabile come tipologia di medicina alternativa quale scopo è quello di trattare differenti disturbi, soltanto mediante mera imposizione delle mani. La pratica viene effettuata da uno specialista indicato sotto il nome di pranoterapeuta oppure pranoterapista, nonostante ad alcuni piaccia indicarlo anche come guaritore. 

La parola pranoterapia nasce dall’unione di prana, che viene dal sanscrito e significa “soffio vitale”, e da terapia. Il concetto vero e proprio del prana sembra provenire dalla religione induista, con la quale di vuole indicare l’energia vitale che anima cose ed uomo. 

In base a quanto appena affermato, la pratica della pranoterapia sembri mirare ad arrivare al benessere spirituale di un soggetto. Nonostante ciò, sembrano esser numerosi i pranoterapeuti, anche italiani, che vogliono proporre la terapia nella cura e nel trattamento di diversi disturbi. La sua efficacia non è stata però non scientificamente provata, motivo per cui la medicina moderna la rifiuta. 

Come funziona la Pranoterapia?

Si effettua la pranoterapia mediante imposizione delle mani del pranoterapeuta sul corpo del soggetto in questione, ponendole sulla zona con disturbo da trattare. Mediante questa imposizione, si fa passare il prana dal corpo del pranoterapeuta a quello del soggetto.

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Sembrerebbe essere proprio il pranoterapeuta ad avere in sé l’energia vitale superiore degli altri soggetti, e quindi, mediante l’imposizione delle sue mani, si va a trasferire una parte di questa al malato, dove il prana è minore e sbilanciato.

A cosa serve la Pranoterapia?

Le fondamenta della pranoterapia si poggiano sul concetto del prana, o soffio vitale, presente, secondo l’induismo, in ciascun essere vivente sia sano che malato. Seguendo questa filosofia, il corpo si ammala dato lo scarso livello energetico del soggetto. In parole povere, per la pratica, l’uomo si ammala per via di uno sbilanciamento del prana nel soggetto. 

Il pranoterapeuta, con la sua maggiore energia corporea, è capace di trovare gli squilibri del prana nei malati. Una volta trovati, quest’ultimo è capace di dare al paziente una parte delle sua energia, ristabilendone così un equilibrio combattendo il disturbo.

Dettagliatamente, il pranoterapeuta è capace di trasmettere via biorisonanza dei cambi elettromagnetici cerebrali sotto forma di biofotoni a date frequenze, le quali possono mutare in base a disturbo persistente.

Dove si pratica la pranoterapia?

La pratica della pranoterapia può esser praticata in differenti centri benessere, siano questi SPA, Hammam o saune. Per aprire uno dei suddetti stabilimenti, si riceverà un kit per l’imprenditoria, il quale servirà ad eliminare qualsiasi difficoltà.

Controindicazioni della pranoterapia

La pranoterapia non presenta alcuna controindicazione, ed il soggetto, nonostante il pranoterapeuta non dimostri avere grandi esperienze, otterrà comunque dei risultati al termine, seppur minimi.

E’ opportuno ricordare che quando si parla di pranoterapeuta non si parla di “mago”, per cui dove pone le mani apporta guarigione; necessita anch’egli di un po di tempo per avere risultati ottimali.

Visto che non è in alcun modo previsto l’utilizzo di farmaci, la pranoterapia non presenta nemmeno alcun effetto collaterale. Ad ogni modo è sempre indicato rivolgersi al medico curante per ottenere approfondimenti diagnostici o cure specifiche ed efficaci.

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