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Pediculosi: che cos’è, sintomi, diagnosi e possibili cure

Pediculosi: che cos'è, sintomi, diagnosi e possibili cure
Denominativo solitamente utilizzato per parlare di un complesso di animaletti parassiti ematofagi risulta essere pidocchi, i quali tendono a cibarsi di sangue. I pidocchi che solitamente attaccano l’essere umano causano la parassitosi cutanea conosciuta anche col nome di pediculosi e ftiriasi, la quale si differenzia in:

  • pidocchi del capo;
  • pidocchi del corpo o delle vesti;
  • pidocchi del pube;
Varietà di pidocchi

Tali animaletti parassiti non presentano ali e sopravvivono sulla cute dell’uomo a seconda della potenza col quale riescono ad attaccarsi ai peli ed i capelli, date le possenti zampe aventi uncini e pinze.

Gli animaletti che attaccano il cuoio capelluto ed il corpo non sono percettibili alla vista ma solo mediante analisi biologiche e morfologiche. Hanno una lunghezza pari ai 2/3 mm ed una larghezza inferiore ad 1 mm. La tonalità varia tra il bianco ed il grigio. Contrariamente agli animaletti che attaccano il pube, i quali presentano una conformazione compressa similare al granchio.

Sintomatologie e complicazioni

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Al fine di cibarsi, gli animaletti parassiti bucano la cute, facendo penetrare al suo interno della saliva. Ciascun parassita donna toglie al corpo all’incirca 1 mg di sangue quotidiano. Peculiari antigeni percettibili all’interno della saliva comportano fattori allergici da eritema o laddove il parassita buca delle papulose. Codesti fattori, causano prurigine causa della formazione di escoriazioni causa prurito. Pertanto, specialmente nel caso di pediculosi del corpo spesso comportano eccessive infezioni alla cute causa batteri nonchè fuoriuscita di follicoliti, foruncolosi ed impetiginizzazione.

Anni fa, tali parassiti risultavano alquanto dannosi poichè causavano ulteriori infezioni tra cui il tifo esantematico, con conseguente agente eziologico e febbre epidemica. Codeste patologie alquanto presenti tutt’oggi nei Paesi meno sviluppati sono causa della scarsa igiene causa di continue battaglia, calamità naturali e povertà.

Contaminazione

Gli animaletti parassiti non presentano ali e non vivono per lunghe tempistiche. Pertanto, la contaminazione solitamente accade cause vicinanza diretta. La pediculosi risultano abituale laddove il soggetto si trova in luoghi affollati eccessivamente e con poca igiene, contrariamente non risulta quasi presente nelle associazioni avanzate. Tende a svilupparsi principalmente a causa dell’utilizzo eterogeneo di pettinini, spazzole, sciarponi e cappelli nonchè durante i rapporti sessuali. La proliferazione dei parassiti non risulta pertanto bastevole al fine di evidenziare la situazione ed la pulizia del soggetto stesso. Risulta pertanto essenziale tenere a mente che i parassiti degli animali di casa non tramandano assolutamente pidocchi all’uomo nè tantomeno l’uomo può trasmetterli all’animale.

I parassiti che colpiscono il pube tendono a posizionarsi nella zona stessa e nell’area perianale, sebbene si possano identificare ugualmente nelle area aventi un elevato quantitativo di peluria, così come le ciglia e le sopracciglia e le attaccature della peluria posta sugli indumenti, sulle asciugami, sulle lenzuola ed il gabinetto. I parassiti che colpiscono il pube non risultano essere capaci di comportare infezioni, sebbene sia possibile comportare rossori alla cute.

La patologia dei pidocchi al cuoio capelluto, tende a colpire il cuoio della nuca e delle tempie, contrariamente alla patologia dei pidocchi che compromette gli abiti e del corpo che contrariamente alla prima si manifesta principalmente in età adulta e negli anziani, causa di stanze pubbliche ed oggetti personali invasi.

Pertanto le cause di tale pediculosi risultano svariate tra cui l’imponente tasso d’immigrazioni, la commistione, le escursioni all’estero e la prolungata persistenza in ambienti ricchi di persone.

Prognosi

Durante i primari stadi, la prognosi della patologia dei parassati consiste nel rintracciare i parassati, mediante l’uso di cristalli oculari di ingrandimento o microscopi ottici. Per esempio, le piattole risultano essere statiche e posizionate fermamente alla pelle laddove vi sono follicoli pilo-sebacei.

In fasi posticipate, è possibile rintracciare le uova, attaccate ai peli, capelli o abiti. Risulta possibile inoltre evidenziare contratture causa eccessivo prurito e laddove si parla di pediculosi pubica, di chiazze cerulee. Abituale risulta essere in aggiunta la visione di ridotte chiazze di sangue o di frammenti di tonalità scura sugli indumenti intimi, così come resti di croste di ridotta dimensione ematiche e defecazione dei pidocchi.

La compresenza di tali parassiti deve essere analizzata in maniera meticolosa, in quanto il quantitativo risulta differente a seconda del paziente affetto e del tipo, seppur abitualmente non tende a superare le 10 quantità. Pertanto risulta alquanto fondamentale ricercare le uova, analizzarle, le quali risultano evidenziabili mediante l’utilizzo della luce Wood, laddove è possibile identificarle grazie al colore giallastro verdognolo che esse assumono.

Terapia

Molteplici risultano essere i composti adoperati così come le terapie capaci di curare la pediculosi.

Fra i trattamenti naturali alquanto efficaci al fine di uccidere i pidocchi, troviamo gli oli essenziali a base di menta, di timo, di rosmarino, di eucalipto e di cannella, da adoperare con attenzione ovviando la vicinanza con il bulbo oculare.

Ulteriore terapia capace di uccidere le uova e dunque ovviare il taglio dei capelli prevede l’uso di un pettinino stretto, da utilizzare ripetitivamente fra i capelli precedentemente risciacquati mediante l’uso di acqua bollente ed aceto. Alquanto efficiente risulta essere il DDT, che anni fa tende ad essere adoperato o sotto forma di lozione oppure in polvere.

All’interno della lavatrice

É possibile eliminare le uova deposte dai pidocchi sugli abiti e gli indumenti intimi mediante temperature umido secche. Basta difatti deporre il vestiario all’interno di una stufa per circa 3 ore a 75° C, oppure per 2 ore ad 80° C o per 1 ora a 90°C. Contrariamente è possibile lavare gli indumenti a temperature elevate utilizzando del detersivo di sodio o pulenti contenenti piretrine. Uguale procedimento deve essere adoperato per i pettinini e le spazzole i quali devono essere posti all’interno dell’alcool per 1 ora.

Contrastare i parassiti che colpiscono il pube

Al fine di annientare la patologia dei pidocchi dal cuoio capelluto e dal pube, risulta opportuno adoperare soluzioni, polveri e shampoo insetticida contenente antiparassitari, da utilizzare previa consultazione specialistica e farmaceutica. Per determinate tipologie di prodotto risulta opportuno seguire il procedimento per circa 10 gg.

L’utilizzo di tali soluzioni risulta non prescritto a coloro che sono in fase di gestazioni o a bambini di età inferiore ai 2 anni poichè tossici. Risulta alquanto fondamentale accostare codeste soluzioni all’eliminazione delle lendini e far seguire tali trattamenti agli stessi parenti o a conoscenti a stretto contatto col paziente affetto da pediculosi al fine di non incorrere nella formazione di pidocchi.

Varietà di pidocchi

Lendini

Durante la loro vita, l’animaletto donna è capace di porre sul cuoio all’incirca 50/300 uova racchiuse in una pillola di chitina. Queste uova sono conosciute col denominativo di lendini. Hanno una lunghezza pari agli 0,8 mm ed una larghezza pari ai 0,3 mm e solitamente tendono a schiudersi tra il 7 e l’8 giorno. All’occhio queste uova sono somiglianti a lievi puntini bianchi principalmente presenti sul retro della testa, oppure tendono ad attaccarsi agli indumenti, alla barba e ai peli del corpo. Data questa peculiarità si differenziano dalle squame di forfora.

Dove sono localizzate

I parassiti del cuoio capelluto pongono le loro uova specialmente dietro la nuca, in prossimità delle tempie e posteriormente alle orecchie. I lendini risultano contrariamente presenti all’interno delle cuciture degli indumenti intimi. Gli stessi peli della barba, delle sopracciglia, delle ciglia, del pube e delle ascelle spesso sono soggette alle uova delle lendini. Durante il decorso vitale, le lendini femmine pongono dalle 100 alle 300 uova durante gli 8/10 uova al dì, specialmente nel decorso notturno.

Profilo

Il profilo delle lendini le vede di tonalità biancastro giallognola e spesso grigia con una conformazione ovale. I quantitativi di lendini sono visibili all’occhio sebbene sia favorevole l’utilizzo di aggeggi oculari o dermatoscopi.

Lendini o forfora?

Contrariamente alle lendini, la forfora si presenta sotto forma di squame capaci di distaccarsi con destrezza attraverso l’agitazione del cuoio capelluto. Pertanto risulta opportuno non confonderle in quanto la forfora è connessa alla prurigine del capello.

Eliminazione delle uova

Allo scopo di annientare l’invasione, l’eliminazione delle lendini dagli indumenti, dal cuoio capelluto e dal corpo ha una elevata importanza.

  • Indumenti: da sciacquare con temperature elevate (minimo 60°) al fine di annientare la lendine e le corrispettive uova. Laddove non si ha la possibilità di sciacquarli accuratamente, risulta opportuno poggiarli all’interno di buste di plastica per all’incirca una decina di giorni;
  • Al fine di avere una maggiore certezza risulta opportuno sciacquare ugualmente le lenzuola e peluche così come giochi di pezza;
  • Di rilevante importanza risulta la rasatura dei peli della barba, delle ascelle e del pube;
  • Fondamentale risulta l’utilizzo shampoo, gel e soluzioni a base di antiparassitari facilmente trovabili presso farmacie e parafarmacie senza alcuna ricetta medica;
  • L’utilizzo di un pettinino stretto risulta fondamentale al fine di pettinare il cuoio capelluto precedentemente umidificato con aceto o soluzioni a base di antiparassiti. Questo perchè l’uso di un pettinino risulta essenziale poiché shampoo e lozioni antiparassitarie hanno un beneficio limitato. Risulta pertanto un passaggio alquanto delicato che bisogna ripetere per svariati giorni;
  • Al fine di ovviare eventuali fuoriuscite, ciascun soggetto parentale o che è stato a contatto col soggetto affetto deve sottoporsi a controllo abituale al fine di avere la certezza di mancata contaminazione;
  • Successivamente all’utilizzo risulta essenziale porre spazzole e pettinini all’interno di acqua rovente al fine di distanziare le uova dei parassiti stessi;

Piattole

Che cosa sono?

I parassiti del pube conosciuti anche col nome di piattole, risultano essere animaletti che si posizionano in differenti aree coperte da peluria, specialmente nella zona dei genitali. Soltanto il cuoio capelluto tende a non essere compromesso. Codesti parassiti possono essere infettati mediante accostamento fisico, durante i rapporti sessuali o mediante l’utilizzo di vestiario e indumenti intimi contagiati. Le tracce peculiari causa della pediculosi del pube tendono a subentrare sulla cute causando prurigine, rossori e fuoriuscita di chiazze di tonalità bluastra. La prognosi delle piattole risulta alquanto facile da identificare, difatti lo specialista mediante l’utilizzo di un oggetto oculare d’ingrandimento riesce ad evidenziarne la presenza. La cura consiste nell’utilizzo di pomate e shampoo insetticida.

Pertanto il contagio da piattole risulta essere un’epidemia parassitaria che colpisce principalmente il soggetto maschile.

Peculiarità delle piattole

Codesti parassiti presentano una dimensione pari ai 2 mm ed una conformazione tonda con un capo ovaidale. Inoltre presentano 2 grandi antenne. Hanno delle protuberanze di peluria e vanno dalla tonalità giallognola-grigia alla rossastra. Sul corpo presenti sono tre zampe, le cui anteriori sono somiglianti a 2 grandi unghione e conferiscono l’abilità di attaccarsi alla peluria. Tendono a formarsi mediante la deposizione di uova di piccola grandezza. Successivamente alla deposizione, codeste uova risultano racchiuse all’interno di borsa di piccola grandezza aventi la capacità di attaccarsi alla peluria presente su ciascuna parte del corpo. Le borse hanno tonalità marrone esternamente e bianca internamente. Tendono a cibarsi di sangue mediante punturine cutanee.

Dove si posizionano?

Tali parassiti si attaccano in ciascuna zona coperta dalla peluria tranne che sul cuoio capelluto. Solitamente, si attaccano nella zona genitale sebbene risulta possibile trovarle ugualmente nell’area ascellare, degli arti inferiori, nell’area toracica, nella schiena, nell’area addominale, nella barba e nei baffi cosi come nelle ciglia e sopracciglia.

Movente

Tali parassiti sono trasmissibili mediante avvicinamento fisico, poiché la trasmissione delle piattone accade mediante sfregamento. Difatti queste non hanno ali e dunque non possono nè volare nè saltare.

Passaggio

Il contagio accade successivamente ai rapporti sessuali in quanto l’utilizzo di contraccettivi non assicura la prevenzione efficiente ed il contagio parassitario. Spesso però gli stessi oggetti adoperati sono capaci di comportare il contagio. Solitamente, gli oggetti causa della trasmissione risultano essere:

  • Gli indumenti;
  • Le lenzuola;
  • Gli asciugamani;
  • Il wc;

Il contagio pertanto accade raramente mediante l’uso di tali oggetti.

Ciclo vitale

Nel momento in cui una persona subisce il contagio, i parassiti hanno una vita che va dagli 1 ai 3 mesi. Durante questi mesi, le piattole donne lasciano le loro uova, che si aprono dopo i 10 gg. La formazione di nuove piattole avviene dopo le 3 settimane. Contrariamente le piattole rintracciabili all’interno degli oggetti non sopravvivono oltre le 48 ore, successivamente alle 48 ore si estinguono causa mancata nutrizione.

Sintomatologie e Complicazioni

Le sintomatologie e le tracce delle piattole appaiono dopo settimane dalla trasmissione e comportano:

  • Prurigine nella zona dove si è poggiato il parassita;
  • Rossori causa costante prurigine;
  • Macchie di polvere nera internamente agli indumenti intimi;
  • Chiazze di tonalità bluastra sulla cute, causa delle punturine da parassita;
  • Piccole Chiazze di sangue di ridotta dimensione sulla pelle;

Spesso accade che tali parassiti non comportino sintomatologie o comunque segni particolarmente visibili.

Prurigine

La prurigine risulta essere la sintomatologia peculiare di tale patologia. Tende a colpire prettamente l’area laddove si è posizionato l’animaletto. Tale sintomatologia non risulta subito evidente in quanto si evidenza dopo qualche settimana dal contagio. Inoltre la prurigine è causa non delle punturine bensì di una reazione allergica alla salivazione degli stessi animaletti. La prurigine risulta elevata nel decorso notturno poichè durante la notte tali animaletti hanno maggiore attività.

Consultazione Medica

Laddove le macchie da piattola risultano percettibili, risulta opportuno sin da subito chiedere consultazione medica.

Prognosi

Laddove il contagio presenta sintomatologie, la prognosi risulta facile e veloce, mentre diventa difficile laddove il contagio non comporta sintomatologie. Al fine di evidenziare gli animaletti e le corrispettive uova deposte, risulta opportuno svolgere test specifici nel corso del quale lo specialista utilizza un oggetto oculistico d’ingrandimento.

Test Specifico

Nel corso del test, lo specialista usa un oggetto oculistico d’ingrandimento al fine di evidenziare ciascuna area contaminata dai parassiti e dalle corrispettiva uova. Facile risulta essere l’individuazione mediante tonalità e mediante le tracce di punturine. Le stesse uova sono evidenti grazie alla tonalità che va dal marrone nel momento in cui sono ancora chiuse a quando si aprono e quindi diventano biancastre. Dato il contagio, risulta fondamentale risalire al movente del fastidio. Bisogna pertanto sottoporre il soggetto ad analisi cautelari il cui scopo è quello di evidenziare le infezioni sessualmente trasmissibili. La compresenza di un’infezione sessualmente trasmissibile congiuntamente ai parassiti del pube, ha bisogno di un trattamento specifico capace di contrastare ciascun disturbo.

Terapia curativa

Al fine di trattare tali parassiti risulta opportuno ricorrere ad insetticidi specifici da utilizzare previa prescrizione specialistica su ciascuna area del corpo contaminata. Codesti composti risultano essere pomate, lozioni e shampoo antiparassitario. Laddove dovessero essere compromesse le stesse ciglia e sopracciglia, risulta opportuno seguire una terapia curativa particolare contenente vaselina. Al fine di ovviare ulteriori trasmissioni risulta opportuno tenere sotto controllo la zona trattata e dunque eventuale presenta di parassiti ancora vivi prestando attenzione a disinfettare bene indumenti, lenzuola ed oggetti maggiormente soggetti a contaminazione.

Trattamento personale

Gli insetticidi è possibile trovarli sotto forma di pomate, lozioni e shampoo da utilizzare sulla zona contaminata per circa 10 gg previa prescrizione specialistica o farmaceutica. É opportuno però ricordare che i ragazzi di età inferiori ai 18 anni ed i soggetti femminili in fase di gestazione o nutrimento del neonato necessitano di prodotti specifici per la loro situazione. Sul mercato difatti vi sono differenti composti insetticidi a seconda di ciascun soggetto.

Terapia curativa per ciglia e sopracciglia

Laddove i parassiti risultano propagati nell’area ciliare e sopraciliare, risulta opportuno utilizzare composti caratteristici poichè quelli di base tendono ad essere adoperati per tutto il corpo e quindi comporterebbero rossori alla zona dell’occhio. Codesti prodotti invece non ungono e contengono vaselina, ingrediente capace di annientare totalmente il parassita.

Sopravvivenza delle uova

Laddove le uova dovessero sopravvivere, lo specialista consiglia al soggetto affetto da contaminazione un successivo decorso curativo capace di rimuovere le piattole immature e quindi incapaci di sprigionare uova. Solitamente in conclusione della terapia successiva vi sono uova schiuse ma non bisogna allarmarsi in quanto risultano essere quanto è rimasto e quindi le uova delle piattole annientate.

Lavaggio di oggettistica contaminata

Al fine di disinfettare il tutto accuratamente risulta opportuno sciacquare ciascun vestiario ed oggettistica adoperata per la pulizia quotidiana al fine di ovviare l’eventuale presenza di parassiti. La pulitura prevede dunque l’uso di una lavatrice ad una temperatura pari ai 50° C poichè soltanto l’acqua rovente è capace di annientare le piattole.

Effetti collaterali

I composti antisettici sono capaci però di causare rossori, prurigine, infiammazioni e pirosi. In tal caso risulta opportuno sciacquare il tutto con acqua rovente e successivamente chiedere consulto specialistico esponendo le sintomatologie che sono state percepite. Composti quindi contenenti alcol sono capace di modificare il colore della peluria. Laddove il soggetto contaminato dovesse evidenziare la compresenza di parassiti susseguenti ad un avvicinamento sessuale risulta opportuno tenere al corrente il convivente ed i corrispettivi parenti in quanto patologia trasmissibile.

Prodotti farmacologici

I prodotti farmacologici maggiormente adoperati al fine di trattare i parassiti risultano essere gli antiparassitari e gli insetticidi. Codesti prodotti farmacologici risultano essere lozioni, gel, pomate, schiume e shampoo da adoperare nell’area da trattare.

Piretroidi sintetici

Risultanti essere molecole sintetiche, i piretroidi risultano essere insetticidi biologici estraibili mediante piante rientranti nel gruppo delle Asteraceae. Codesti prodotti farmacologici risultano essere rintracciabili come shampoo, schiuma, polverine, gel e lozioni.
I piretroidi maggiormente adoperati risultano essere:

  • Permetrina: Presente sotto forma di shampoo e lozioni cutanee. Tende ad essere adoperata maggiormente come lozione da utilizzare sui capelli inumiditi per una decina di minuti. Dopodichè bisogna lavare in maniera accurata il capello ed utilizzare un asciugacapelli. Solitamente, al fine di rimuovere i parassiti e le corrispettive uova basta una singola terapia curativa. In aggiunta vi sono sul mercato spray contenenti permetrina facilmente adoperabili sul vestiario ed i tessuti precedentemente al deporli nella lavatrice.
  • D-fenotrina: Presente sotto forma di shampoo e gel. Tende ad essere adoperata maggiormente sotto forma di shampoo laddove deve essere utilizzato sul capello un quantitativo di 30 gr. da tenere in posa per circa 5 minuti. Bisogna poi sciacquare il tutto per poi ripetere il trattamento un ulteriore volta. Solitamente, basta una sola terapia curativa al fine di rimuovere totalmente la presenta dei parassiti sebbene la ripetizione del trattamento dopo qualche giorno non risulta affatto sfavorevole. In aggiunta, congiuntamente alla tetrametrina risulta ottimale.
  • Bioalletrina: Presente come shampoo o lozione, tende ad essere utilizzata sul cuoio capelluto, tralasciando il composto il posa per qualche minuto per poi sciacquare accuratamente.

Ulteriori prodotti farmacologici

  • Malathion: Risultante essere un insetticida organofosfato alquanto efficiente per l’essere umano, il malathion tende ad essere adoperato al fine di trattare i parassiti del cuoio capelluto e del pube. Acquistabile come gel e shampoo, tende ad essere maggiormente adoperato sotto forma di gel, laddove viene utilizzato sui capelli e la peluria secca mediante utilizzo di pettinini, lasciando in posa per una decina di minuti. Successivamente è possibile risciacquare il tutto rimuovendo pertanto la presenza di uova e corrispettivi parassiti annientati mediante uso di un pettitino stretto.
  • Ivermectina: Risultante essere un prodotto farmacologico adoperato non soltanto dall’uomo bensì anche dagli stessi specialisti degli animali, l’Ivermectina risulta acquistabile sotto forma di capsule (da deglutire) o lozioni (da porre sul cuoio capelluto secco per una decina di minuti). Inoltre, non risulta essere il prodotto farmacologico primario per trattare i parassiti, difatti, tende ad essere adoperato per curare contaminazioni infestanti irremovibili mediante ulteriori terapie curative.
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