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Neuromielite Ottica: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Neuromielite Ottica: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Quando parliamo di neuromielite ottica  dobbiamo sapere che si tratta di una patologia caratterizzata dall’infiammazione di quello che risulta essere il sistema nervoso dell’individuo affetto, questa patologia si distingue per la vasta manifestazione del sangue e delle emoglobine di tipo G.

La manifestazione di questi anticorpi comporta l’agire autoimmunitario che causa la distruzione della mielina, ovvero quella sostanza che va a proteggere i nostri nervi.

Sintomi della Neuromielite Ottica

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I sintomi più frequenti di questa patologia possono essere l’alterazione visiva che comporta nell’individuo una visione degli oggetti o delle cose ad esso circostanti in modo sfocato o doppiato, riducendo addirittura questo al rischio di cecità e comportando anche dolore.

C’è da dire che questa patologia può anche comportare delle complicazioni a livello del midollo spinale. Possono manifestarsi anche delle distorsioni degli arti e di rado anche sensazioni di nausea irresistibile.

Inoltre, in alcuni soggetti possono anche presentarsi delle alterazioni legate al sonno, poiché si manifestano una serie di danni correlati all’ipotalamo. A quella che risulta essere questa patologia possono anche collegarsi una serie di malattie come autoimmunitarie.

Cause della Neuromielite Ottica

Quest’anticorpo va ad attaccare gli astrociti, che sono delle cellule altamente potenti di gran lunga più numerose dei neuroni e che oltre a difendere la ripartizione e la rimarginazione del sistema nevoso, tendono anche a regolare l’acqua che passa nei tessuti. Nel momento in cui vengono attaccati questi canali, l’anticorpo va ad annientare la guaina attuando un processo infiammatorio e comportando l’accumulo dell’acqua, così si avvertono i primi sintomi che possono essere di natura sensitiva, motoria e visiva.

Diagnosi e possibili cure della Neuromielite Ottica

La diagnosi di questa patologia viene fornita attraverso una visita neurologica, che consente di visionare al meglio la movimentazione degli arti, il potere dei muscoli, gli stimoli e le funzioni. Gli esami in questi casi risulta assumere una particolare importanza.

Attraverso la risonanza magnetica è possibile confermare quelle che erano inizialmente le supposizioni, e si vanno anche a mettere in luce quelli che possono essere i traumi che vanno a comprimere i nervi ottici e il midollo spinale. La diagnosi inoltre, può essere effettuata anche attraverso semplici accertamenti del sangue, in modo da andare ad individuare se vi è la presenza di anti corpi 4, che sono le fonti tradizionali di questa patologia.

Attraverso quello che risulta essere l’esame del liquor inoltre, si vanno anche ad individuare una numerosa serie di globuli bianchi e anche di proteine. Poi c’è anche la risonanza magnetica nucleare che va a dimostrate come già abbiamo detto il grado di questa patologia che è andata a colpire sia il nervo ottico che il midollo spinale. La cura correlata a questa patologia risulta essere molto rapida e può essere bloccata attraverso l’assunzione di una serie di cortisonici.

Ci sono anche una serie di pratiche a livello clinico, per andare a gestire e mantenere pacata la patologia a livello cronico attraverso agenti immunosoppressori come possono essere ad esempio: l’azatioprina, il micofenolato e il metotrexate e farmaci biologici come il rituximab.

Quando questa patologia non viene diagnosticata o non viene curata in modoc consono, potrebbe anche comportare il decesso del paziente in arco temporaneo di 5 anni, causando una serie di problemi correlati alla respirazione e agli eccessi di attacchi legati alla mielite. Una percentuale considerevole di individui affetti da questa patologia perdono completamente la vista a uno o ad entrambi gli occhi e inoltre sono ad alto rischio di paraparesi permanente.

La cura ottica correlata a questa patologia prevede una quantità considerevole di corticosteroidi attraverso endovena per andare a controllare le eventuali recidive che in una cerchia di casi richiedono anche l’utilizzo di plasmaferesi.

L’assunzione di questi farmaci come micofelato mofetil, tende a prevenire quelle che possono essere le recidive. La prognosi potrebbe risultare controversa, in quanto le recidive potrebbero essere caratterizzate da una ripresa autonoma, ma in alcuni casi questo recupero non c’è.

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