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Messico vieta bevande zuccherine e cibi ipercalorici ai minori

Messico vieta bevande zuccherate e di cibi ipercalorici ai minori

Nel Messico del sud, precisamente a Oaxaca, lo stato ha interdetto il mancato spaccio di bevande zuccherate e junk food ai bambini. Una scelta radicale per il paese al fine di abbassare il problema dell‘obesità infantile e il diabete, malattie evidenziate ulteriormente a causa dell’odierna emergenza sanitaria.

La proibizione risulta legata principalmente alle scuole elementari e secondarie superiori nonchè ai distributori automatici, sebbene risulti essere scelta dei genitori e dei tutori assecondare codesta decisione in ambito familiare e di tutela.

La congregazione di Oaxaca difatti ha accettato una misura offerta a Novembre 2019 che reclama l’inserimento dell’articolo 20 Bis della legge sui diritti delle ragazze, dei ragazzi e degli adolescenti (Ley de los Derechos de Niñas, Niños y Adolescentes) con l’evidente proibizione di spaccio e distribuzione ai bambini di bevande zuccherate e cibi con conservanti dall’elevato quantitativo di chilo calorie.

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Il codice legislativo dichiara che risultano dispensati dalle proibizioni le madri, i padri e i tutori legali, i quali risultano essere consapevoli della consumazione di codesti prodotti. Risultante essere in primaria posizione nella graduatoria mondiale riguardante l’obesità infantile e alla seconda posizione per l’obesità in fascia d’età adulta, è il Messico. Le statistiche dell’Ocse affermano che il 73% del popolo messicano risulta essere in sovrappeso o affetto da obesità.

Per tale motivazione, durante il 2014 risulta essere stato il Messico uno dei primi ad inserire la soda tax, riducendo la consumazione delle stesse di all’incirca il 7,5%. Organizzazioni internazionali, come l’Unicef e la FAO (ossia l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), sembrano aver decantato la disposizione riguardante la salute degli infanti.

La prassi legislativa risulta essere bloccata a causa del Covid-19 e, secondo quanto riportato dal Guardian, ha trovato molteplici riluttanze in relazione ai clan delle bibite zuccherate e in relazione al parere del pubblico, il quale è risultato essere non intenzionato a cambiare. Bisogna difatti tenere a mente che le entrate economiche della soda tax non risultano essere giunte al popolo mediante programmi salutari, a differenza di quanto presumeva la legge.

Ciò nonostante, i danneggiamenti abitudinari alquanto consolidate e solitamente essenziali sembrano aver giunto ai tassi di pericolosità e secondo Hugo López-Gatell, artefice dello scritto di legge, le bibite dolciastre risultano essere causa del decesso di quaranta mila messicani in 12 mesi a seguito del subentro di diabete, ipertensione e patologie coese all’obesità.

Contrariamente, le aziende produttrici affermano che le bevande dolci conferiscono soltanto il 5,8% delle chilo calorie quotidiane dei messicani e non risultano essere causa di malattie e decessi. Naturalmente ciò non risulta essere veritiero, specialmente dati i quantitativi dissipati. L’associazione no profit di bevitori El poder del Consumidor, afferma che ciascun cittadino consuma annualmente 163 lt di bibite zuccherate e in determinate zone malfamate, il 70% degli infanti delle scuole elementari preferisce fare colazione bevendo una soda.

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