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Melanconia: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Melanconia: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

La melanconia, definita anche depressione melanconica, è un ulteriore disturbo psichiatrico che prevede un grave abbassamento umoristico ed incapacità di trarre qualsiasi giovamento da eventi o azioni; fattore definito come anedonia.

In genere il disturbo non è dovuto a condizioni esterne, nonostante all’origine vi siano cause biologiche, le quali vanno ad interagire sulle funzioni cerebrali. La causa può essere anche una certa predisposizione genetica. 

Le terapie associate al disturbo prevedono la somministrazione di farmaci antidepressivi, combinati ad approcci solitamente adoperati per combattere la depressione maggiore, questi sono:

  • terapia cognitivo-comportamentale
  • psicoterapia interpersonale.

Che cos’è la melanconia?

Come appena visto, la melanconia è una forma depressiva abbastanza grave, dal profilo clinico emblematico:

  • Cronico ed immotivato calo dell’umore
  • Anedonia, quale mancanza di qualsiasi interesse nello svolgere attività di regola gratificanti
  • Forte rallentamento delle attività psichiche e motorie.

Cause della melanconia

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All’origine della melanconia vi è la combinazione di diversi fattori biologici, genetici psicosociali:

  • Fattori biologici. Ad oggi non sono ancora molto chiari, anche se si potrebbe avere qualche disfunzione da parte dei neurotrasmettitori, ovvero sostanze coinvolte nella trasmissione degli impulsi nervosi. Il loro ruolo è importante all’interno dei meccanismi implicati nella regolazione del tono umoristico, la reattività alle situazione ed il rapporto con l’esterno. I pazienti aventi disturbi psicotici, in ospedale oppure gli anziani, sono i soggetti con maggiore predisposizione alla melanconia.
  • Fattori genetici. La predisposizione alla melanconia può essere presente anche nei famigliari più stretti.
  • Fattori psicosociali. In genere la melanconia si manifesta senza motivo, e solo in alcuni cali la si può legare ad eventi negativi, come situazioni di stress, delusioni, lutto improvviso e così via.

Come visto, la melanconia è molto manifesta nei soggetti anziani, questa però non viene facilmente individuata, in quanto i sintomi fanno sovente pensare alla demenza senile.

Sintomi della melanconia

I principali sintomi associati alla melanconia sono:

  • Costante e forte tristezza
  • Calo di interesse per azioni od attività di norma piacevoli
  • Risveglio mattutino precoce rispetto alla norma
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Anoressia cronica e calo di peso
  • Forti sintomi mattutini
  • Forti sensi di colpa talvolta inopportuni.

L’esordio di questi sintomi non è solitamente associato ad un dato evento, ed anche in presenza di avvenimenti positivi e piacevoli, il soggetto non migliorerà il suo umore, nemmeno per un periodo limitato. E’ inoltre possibile associare la melanconia ad ulteriori segni, siano essi somatici che organici:

  • mal di testa
  • scarse energie
  • mialgie
  • adinamia
  • scarsa mimica facciale
  • ansia
  • attacchi di panico
  • deliri paranoidi…

Diagnosi della melanconia

La diagnosi della melanconia è basata principalmente sulla valutazione clinica, con criteri DSM, e prevede la presenza di almeno uno dei seguenti sintomi:

  1. Anedonia, quale calo di interesse per qualsiasi attività piacevole
  2. Scarsa reattività umoristica per eventi positivi.

Vi deve invece essere anche la persistenza di almeno 3 dei seguenti sintomi:

  • Depressione priva di motivi
  • Grave anoressia con calo di peso
  • Forte agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Risvegli mattutini precoci
  • Forti sensi di colpa, talvolta inopportuni
  • Aggravamento dei sintomi mattutini.

In base al DSM-IV, le peculiarità della melanconia vanno invece applicate ad un episodio depressivo, verificatosi con:

  • Disturbo depressivo maggiore, sia questo singolo o frequente
  • Disturbo bipolare di Tipo I
  • Disturbo bipolare di Tipo II.

Possibili cure alla melanconia

La melanconia richiede sovente un trattamento farmacologico, considerando anche le basi biologiche. Visto che la patologia non è provocata da fattori esterni, ma da disfunzioni neurobiologiche, è opportuno stabilire una terapia che agisca in questo senso. Gli antidepressivi maggiormente adoperati sono:

  • Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRIs, come fluoxetina, paraxetina, sertralina ed escitalopram
  • Inibitori della recaptazione della serotonina.noropinefrina, o SNRIs, come duloxetina venlafaxina
  • Norepinefrina ed inibitori della recaptazione della dopamina, o NDRI, come il bupropione.

Ulteriori farmaci adoperati per contrastare il disturbo sono:

  • Stabilizzatori dell’umore, quali mirtazapina, trazodone, vortioxetina vilazodone
  • Antidepressivi triciclici, quali imipramina, nortriptilina amitriptilina
  • Inibitori della monoamminossidasi, quali tranilcipromina, fenelzina isocarbossazide.

Ai farmaci va poi associato ulteriori trattamenti, tipo la psicoterapia cognitivo- comportamentale, così da risolvere od alleviarne i sintomi.

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