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Macchie di Rorschach: cosa sono, test e generalità

Macchie di Rorschach: cosa sono, test e generalità

Non tutti sapranno che le macchie di Rorschach risultano essere macchie d’inchiostro dalle forme e dai colori differenti. Vengono adoperate per indagare sulla personalità di un dato soggetto, ed in genere ne servono 10 differenti, dove 5 sono monocromatiche e dal colore nero, 2 sono col rosso e col nero, ed altre 3 sono policromatiche.

Cosa sono le Macchie di Rorschach

Queste macchie di macchie di Rorschach sono simmetriche e si fanno osservare al soggetto seguendo un determinato ordine e regole, così da rendere il test molto più attendibile.

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Le macchie di Rorschach vennero create per la prima volta dallo psichiatra da cui prendono il nome, in seguito ad anni di studi in quanto strumento per diagnosticare la schizofrenia e non per indagare sulla personalità del soggetto, cosa che succede oggi giorno.

Adoperare le macchie di Rorschach in quanto strumento per effettuare un test proiettivo della personalità, avvenne soltanto nel 1939, sarebbe a dire ben 17 anni dopo il decesso dello psichiatra svizzero, che avvenne nel 1922.

Lo sapevi?

→ Adoperare le macchie di Rorschach in quanto strumento per determinare la personalità di un soggetto fece nascere molteplici dubbi, anche nello psichiatra svizzero; non è infatti un caso che il medico stesso le adoperasse per effettuare la diagnosi della schizofrenia. 

→ In seguito al decesso dello psichiatra, il test prese l’utilizzo dell’analisi della personalità, dove alcuni psicologi e psichiatri, tra i quali spiccano John Exner, Bruno Klopfer e Samuel Beck, ne vollero apportare migliorie ai criteri, così da rendere il test quanto più affidabile possibile.

Generalità delle macchie di Rorschach

Queste macchie di Rorschach risultano essere uno strumento molto utilizzato nel mondo psicodiagnostico. Come detto, sono delle figure, o meglio, macchie d’inchiostro, dalla forma astratta e priva di senso, utile per effettuare il noto “test di Rorschach“, così da meglio determinare quella che è la personalità di un soggetto.

Le macchie di Rorschach portano questo nome perché coniato dallo psichiatra svizzero Hermann Rorschach, che ne affermò la fama partendo dal 1921, pubblicandole all’interno del suo libro “Psychodiagnostik“.

Sono i campi psichiatrici psicologi a fare maggiore uso delle macchie di Rorschach, però, per averne un utilizzo corretto e dunque corretto test, le macchie devono essere adoperate soltanto da medici competenti del ramo. Anche se ancora ad oggi vengono molto usate in ambito clinico, esistono ancora molteplici dibattiti sulla funzionalità ed attendibilità delle macchie di Rorschach.

Test delle Macchie di Rorschach

Effettuare un test con le macchie di Rorschach risulta essere abbastanza complicato ed è importante seguire determinate regole, così da ottenerne una corretta esecuzione ed siti attendibili. E’ questo il motivo per cui vi abbiamo precedentemente detto che l’utilizzo deve esser riservato soltanto a specialisti aventi adeguata preparazione in merito.

Lo psicologo o lo psichiatra, stando seduti al lato del soggetto, potranno finalmente cominciare il test. E’ importante che l’esaminatore non sieda mai di fronte al soggetto, così da non influenzarne l’esito delle risposte. Il test prevede un’unica seduta priva di interruzioni, e prevede 6 diverse fasi che vi andiamo di seguito ad elencare.

Effettuazione del Test

Le macchie di Rorschach, presenti su di un foglio a sfondo bianco, e definite talvolta anche tavole, vengono poste una affianco all’altra secondo un ordine preciso, determinato già ai tempi dello psichiatra svizzero.

L’esaminatore va a porre le prima macchia nelle pani del soggetto, chiedendogli una spiegazione di ciò che ne vede all’interno. Il foglio non deve esser appoggiato sulla scrivania, e se ciò dovesse succedere, il medico è tenuto a prenderla e porla nelle sue mani. Quello che il soggetto vede nelle macchie si suole definire, nel gergo medico, come produzione. 

Non vi sono tempi precisi entro il quale si deve avere la risposta, ed il medico deve annotare il tempo che impiega il soggetto. Il medesimo procedimento va effettuato con tutte e 10 le tavole. 

Ulteriori prove supplementari

Una volta terminata l’osservazione di tutte e 10 le macchie di Rorschach, il soggetto dovrà effettuare prove supplementari chiamate pinacoteca seriazione. 

La prova pinacoteca prevede di mostrare di nuovo le 10 tavole al soggetto, una per volta, chiedendo un titolo a ciascuna macchia, proprio come se fosse dinanzi a dei quadri esposti proprio all’interno di una pinacoteca.

La prova seriazione prevede invece di andare a chiedere al soggetto di effettuare una classifica delle macchie, scegliendo quella piaciuta di più, arrivando a quella piaciuta meno.

Inchiesta

Durante la fase dell’inchiesta, l’esaminatore dovrà domandare al soggetto delle precise informazioni riguardanti le macchie di Rorschach.

Si può andare a domandare al soggetto quale parte o dettaglio ne ha iniziato la produzione, oppure dettagli approfonditi riguardo a ciò che si è osservato nella macchia, tipo se si è visto un animale se ne chiede la tipologia, e il perché è stato osservato proprio questo.

Siglatura

La fase della siglatura prevede la categorizzazione delle risposte seguendo ovviamente determinate regole dei protocolli standard, sempre basandosi sul tipo di interpretazione scelto dal medico. In base a ciò, ci teniamo a ricordare che negli anni i metodi inseriti sono stati molteplici, sempre aventi lo scopo di ottenere risultanti attendibili.

I metodi maggiormente impiegati oggi sono sicuramente:

  • Metodo Passi-Tognazzo, o metodo svizzero-italiano.
  • Metodo Exner, noto anche come Rorschach Comprehensive System, o RCS, ed è molto diffuso in America.
  • Metodo Rorschach Performance Assessment System, o R-PAS, che altro non è che un aggiornamento del metodo Exner, fondato su basi empirici, e ritenuto anche il più facile.
  • Metodo Klopfer, effettuato nel 1941, ed ebbe grande successo che ne permise la diffusione.

I suddetti metodi sono comunque tutti complessi e si necessita di grande preparazione medica per effettuarli correttamente.

Conteggio Generale dei Dati

Questa fase prevede che l’esaminatore effettui uno schema riassuntivo dove dovrà riportare il risultato del test, sotto forma di rapporti ed indici. 

Interpretazione

Questa è l’ultima fase, e prevede proprio l’interpretazione dei dati, rapporti ed indici ottenuti nelle precedenti fasi. Si potrà finalmente compilare un primo profilo della personalità del soggetto sottoposto al test.

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