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L’Albinismo: che cos’è, cause, diagnosi e tipologie

L'Albinismo: che cos'è, cause, diagnosi e tipologie

Risultante essere un complesso di anormalità genetiche legate al riassunto della melanina, è l’albinismo. La terminologia discende dalla lingua latina, albus, che sta a significare bianco. Fra le malattie coese alla modificazione della tonalità cutanea, l’albinismo fa parte delle ipopigmentazioni maggiormente problematiche.

La melanina, e dunque il pigmento causa della tonalità cutanea, capillare e oculare, si presenta totalmente manchevole. In determinate situazioni, ciò nonostante, l’albinismo compromette solo determinate zone del corpo.

Il riassunto melaninico, pertanto, non risulta del tutto manchevole, seppur basso. Per tale motivazione, la sindrome risulta suddivisa in:

  • albinismo totale, e dunque sindrome sporadica, costituita da capelli bianchi oppure giallognoli paglierino, epidermide bianco e bulbo oculare bluastro oppure grigiastro
  • albinismo parziale, e dunque sindrome maggiormente contigua, che osteggia soltanto delle zone del corpo, quale l’area limitrofa dell’epidermide, una parte del capello e gli occhi
  • albinismo oculo cutaneo, e dunque sindrome che intacca ulteriormente il cuoio capelluto, l’epidermide e il bulbo oculare. In tale situazione, non risulta possibile il riassunto melaninico
  • albinismo oculare, e dunque melanina del tutto manchevole all’interno della retina, che causa un quantitativo ridotto di diottrie. Si presenta nei neonati ogni 15.000 nascite
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A ciascuna di codeste varietà è coesa un’epoca particolare nel popolo. Al fine di redigere un quadro statistico, un soggetto ciascun 17.000 presenta un tipo di albinismo.

Prendendo in considerazione che codesta rischiosa sindrome compromette qualsiasi complesso etnico e di discendenza animale, l’albinismo risulta essere una patologia genetica alquanto proliferata non soltanto tra gli animali, altresì anche tra i vegetali.

Cause dell’Albinismo

Essendo l’albinismo una patologia genetica, il movente causa va di pari passo con una modificazione dei geni adoperati per quanto concerne lo sviluppo melaninico. Ad oggi risultano evidenziati 11 geni compromessi in codesta meccanizzazione e risultano coesi all’enzima tirosinasi.

Benché avvenga la produzione di un quantitativo ridotto melaninico e si osteggi lo sviluppo del pigmento medesimo, risulta bastevole che soltanto uno dei geni abbia un anomalia. Pertanto, risulta possibile comprendere che la giusta funzionalità della tirosinasi risulta essere essenziale per lo sviluppo del pigmento di melanina.

L’enzima risulta compromesso specialmente per quanto concerne l’albinismo oculo-cutaneo. Nel caso in cui ambo i parenti dovessero presentare albinismo, gli stessi figli presenteranno codesta sindrome.

Al di là di questo, i parenti presentano una colorazione normale dell’epidermide, del bulbo oculare e del cuoio capelluto, e non hanno un quadro familiare di albinismo. In tal caso, nei figli risulta possibile il subentro di un cambiamento puntiforme dell’enzima tirosinasi, dunque l’organismo non ha più la capacità di riassumere la melanina.

Sintomi dell’Albinismo

Spesso si dice di soggetti affetti da albinismo, soltanto coloro che presentano una pelle bianca, capelli bianchi e occhi rossi. Tuttavia, sebbene ciò contraddistingua la categoria, risulta vantaggioso affermare che lo sviluppo e la funzionalità cutanea e del capello risultano comuni.

Quanto è differente, risulta essere la colorazione, che va dal bianco alla tonalità comune. In casi acuti, risulta possibile la manifestazione di danneggiamenti che subentrano susseguentemente all’eliofobia.

Questo accade, in quanto, l’epidermide essendo manchevole di pigmentazione, risulta sprovvisto di protezione. Nelle persone in buona salute, l’esposizione ai raggi solari incrementa lo sviluppo melaninico. Pertanto, il colorito ottenuto permette di salvaguardare l’epidermide dai raggi ultravioletti. Ciò però non accade nei soggetti affetti da albinismo, poiché la melanina tende a non essere sviluppata e dunque l’epidermide risulta manchevole di protezione e il pericolo di incorrere in eritemi solari accresce, incentivando pertanto il subentro di tumori della pelle.

Cause dell’alterazione della tirosinasi risultano essere gli occhi. Nel corso della crescita embrionale e durante la fase susseguente alla nascita, risulta impossibile sviluppare un corretto quantitativo di melanina e ciò comporta danneggiamenti agli occhi e cambiamenti dell’iride, della retina e dei nervi ottici. Il nistagmo, lo strabismo e la mancanza visiva, risulta essere cause dell’albinismo.

La corrispettiva rischiosità risulta essere pari al quantitativo melaninico sviluppato nel corso della crescita oculare. In sporadiche varietà di albinismo, la medesima funzionalità uditiva e il coagulamento sanguigno manifestano determinati fastidi. I soggetti albini manifestano solitamente sensazione di malanno, discriminazione e diversificazione dalla restante popolazione. Le problematicità sociali e psichiche causa di codesta sindrome risultano alquanto complesse.

Bisogna difatti considerare che i soggetti affetti da albinismo, solitamente, si disgregano dai coetanei, causa dei quesiti cui sono spesso soggetti a replicare per quanto concerne la sindrome e dunque causa dell’esaurimento psicologico e morale. Sebbene l’avanzamento dell’età e la crescita fisica non risultino essere intaccati dalla sindrome, gli effetti psichici della sindrome non devono essere sottostimati. Fra le cure naturali maggiormente adoperate nel caso di unghia deboli, vi è l’equiseto.

Diagnosi dell’Albinismo

La diagnosi della sindrome tende ad essere eseguita sotto forma di:

  • visita specialistica, al fine di tenere sotto controllo la colorazione dell’epidermide e del cuoio capelluto
  • esame oculistico, al fine di evidenziare la compresenza di nistagmo, strabismo e astigmatismo
  • paragone con la colorazione dell’infante e del complesso familiare
  • quadro salutare durante la fase vitale (cosiddetta anamnesi), facendo riferimento alle fuoriuscite di sangue inaspettate ed elevate, lividi e infezioni ignote

Al fine di affermare la diagnosi della sindrome e redigere la tipologia di albinismo e la corrispettiva trasmissibilità, lo specialista sottopone il soggetto ad esami genetici.

Possibili cure dell’Albinismo

L’albinismo non risulta avere trattamenti curativi chiari sebbene risulti essere una patologia che non si aggrava con la crescita. Il trattamento ha lo scopo di affievolire le sintomatologie. Risulta, tuttavia, opportuno tenere sotto controllo mutamenti che intaccano specialmente la funzionalità visiva. Il medico raccomanda esami oculari, utilizzo di occhiali da vista e sole con protezione UV.

In determinate situazione risulta opportuna l’operazione di chirurgia al fine di abbassare il nistagmo, contrariamente al trattamento di chirurgia, il quale non risulta essere curativo per lo strabismo. L’infante durante l’età scolara viene soccorso da particolari supporti per soggetti non vedenti.

Data l’assenza melaninica, i soggetti affetti da albinismo presentano un elevato pericolo di bruciature e tumori alla pelle. Esporsi ai raggi solari per un ridotto lasso temporale e seguire determinate accortezze, risulta vantaggioso al fine di salvaguardare la salute del soggetto. Risulta raccomandabile sottoporsi a esame dermatologico annuo che presenti il quadro dei nei e rediga ciascun mutamento in relazione alla grandezza, alla conformazione e alla tonalità.

Laddove un parente dovesse avere albinismo, antecedentemente al pensare di rimanere incinta risulta raccomandabile chiedere consulto specialistico al fine di avere nozioni in relazione ai modi di familiarità della sindrome e le eventuali percentuali di contagio.

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