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Ipertrofia Funzionale: che cos’è, a cosa serve, allenamento e controindicazioni

Ipertrofia Funzionale: che cos'è, a cosa serve, allenamento e controindicazioni

Risultante essere un accrescimento della voluminosità muscolare totale, causa dell’accrescimento di ciascuna fibrocellula coesa all’agevolazione delle peculiari funzionalità e funzionalità motorie, è l’ipertrofia muscolare funzionale.

Che cos’è l’Ipertrofia funzionale?

Risultante essere un cambiamento adattativo che modifica la grandezza cellulare del tessuto oppure dell’organo senza intaccare il quantitativo, è l’ipertrofia. Tuttavia, successivamente al ricorso di un trattamento motorio particolare per l’accrescimento della massa muscolare, anticamente determinate ricerche evidenziarono una specie di proliferazione delle cellule.

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Fu scoperto che, in veridicità, codesta riguardava le cellule satelliti, ossia un complesso avente la capacità di svilupparsi, successivamente alle stimolazioni. Risulta essere soltanto mediante l’attività caratteristica, che consiste nell’operosità muscolare ad elevato vigore e nella riluttanza, maggiormente composta dall’utilizzo di eccessivi carichi, supplemento da un apporto nutrizionale idoneo, col quale risulta possibile ottenere un accrescimento della massa muscolare.

Risultante essere l’esito di una cascata di situazioni, che risulta essere considerata upstream signalling, causante situazioni susseguenti, è l’ipertrofia muscolare.

Codesta cascata di situazioni, presenta in successione:

  • stimolazioni meccanizzate e anaboliche che comportano danneggiamenti di struttura, accrescimento dello sviluppo di acido lattico e depauperamento delle riserve di vigore, specialmente per quanto concerne i fosfati e il glicogeno
  • input dall’esaurimento meccanico per quanto concerne le fibre muscolari
  • responso ormonale e infiammatorio
  • riassunto proteico e accrescimento delle fibre contrattili nonché accrescimento del pool enzimatico, degli organelli cellulari e dei substrati e energetici caratteristici, e dunque degli annessi citosol

Per quanto concerne l’operosità, risulta essere ritenuta sotto forma di capacità particolare oppure sotto forma di criterio di stima della medesima. L’azione del muscolo risulta essere infatti coesa all’operosità motoria e non alla funzione motoria.

Se difatti si prende in considerazione il muscolo retto addominale, la funzione motoria risulta essere quella di incurvare il torace superficialmente ai pelvi, contrariamente alla funzionalità motoria, la quale:

  • incentiva la possibilità di movimento del corpo che ha bisogno di codeste caratteristiche
  • cooperazione con la ventilazione polmonare, specie per quanto concerne l’espirazione preponderante
  • compone il core, per quanto concerne la stabilità del tronco

Pare normale che, in qualsiasi organo in buona salute, il retto addominale pare avere la capacità di dispensare codeste funzionalità. Ulteriore esempio riguarda il perfezionamento del trofismo dei quadricipiti di una persona di età avanzata comporterà un’esemplificazione della gestualità giornaliera quale alzarsi dal letto.

Ciò risulta possibile averno antecedentemente all’elettrostimolazione oppure mediante leg extension. Ciò nonostante, il quadricipite risulta essere un muscolo costituito da quattro capi articolari e coopera con differenti tipologie di movimento degli arti, della coscia e del bacino. Dunque, incrementando la capacità di movimento particolare della persona anziana, pare maggiormente giusto incrementare l’ipertrofia dei capi articolari intaccati.

Questo risulta essere ricavabile attraverso un protocollo di attività funzionale di vigore costituita su degli schemi motori e fattori fisici similari, aventi la capacità di incrementare le interazioni neuro-muscolari, le potenzialità di coordinazione e l’equilibrio.

A cosa serve l’Ipertrofia funzionale

Sui fattori nativi della nozione di attività ipertrofica funzionale, come esito di un’attività non soltanto di vigore ma che altresì incentiva lo sviluppo di massa e al tempo stesso, avente la capacità di incrementare le funzioni singolari e complessive. Ciò nonostante, la nozione di operosità si incrementa maggiormente.

L’attività al fine di risultare benevola deve riguardare un duplice fattore:

  • stile di vita di qualsiasi soggetto
  • atleticità di un soggetto praticante sport

Scopo peculiare di codesta funzionalità risulta essere che il fisico divenga maggiormente operoso per quanto concerne la messa in moto delle funzioni e i movimenti giornalieri. Esempio peculiare risulta essere quello svolto dagli infanti.

Naturalmente, l’operosità non varia soltanto dal vigore e dall’ipertrofia, altresì ulteriormente dalla flessibilità muscolare e dalla mobilità articolare, dalle potenzialità nervose globali e dalla composizione corporea. Il fisica si modella a seconda delle stimolazioni dell’ambiente all’interno del quale passa il vissuto.

Pertanto, risulta essere per tale motivazione che l’esteticità di un corpo atletico sta a significare un soggetto in buona salute e con vigore. L’ipertrofia funzionale sviluppa una coesione fra fisico e attività che incentiva gli esiti sportivi oppure le funzioni per il quale si sta svolgendo allenamento.

Risulta essere per tale motivazione che vi sono strutture muscolari differenti da uno sportivo, in quanto quest’ultimo presenta muscolatura maggiormente ridotta poiché la sua funzione necessita di tassi di energia per lassi temporali maggiori.

Dunque, a ciascuna funzione è pari una necessità energetica alta oppure media, e ciò causa l’essenzialità dell’ipetrofia. Per quanto concerne il fattore cellulare vi sono due tipologie di ipertrofia oppure due differenti adattabilità che causano l’ipertrofia, ossia:

  • ipertrofia del sarcoplasma
  • ipertrofia del sarcomero

Ipertrofia del sarcoplasma

Quest’ultima risulta dovuta all’accrescimento proteico e dai liquidi fra le fibre muscolari. Pertanto, l’ipertrofia del sarcoplasma sviluppa muscoli maggiormente grossi seppur non abbia la capacità di accrescere il vigore del muscolo. Dunque, un abbassamento della densità delle fibre muscolari non è pari all’accrescimento del vigore muscolare.

L’ipertrofia sarcoplasmatica comporta un accrescimento del peso corporeo ovviando un accrescimento del vigore e non appoggia l’operosità del sistema vascolare. Per tale causa risulta essere solitamente denominata ipertrofia non funzionale. Realmente, bisogna affermare che l’ipertrofia del sarcoplasma non accade autonomamente.

Contrariamente a quanto affermano il maggior numero di amanti dell’attività fisica funzionale, il medesimo allenamento con utilizzo di pesi comporta ipertrofia non soltanto del sarcoplasma, altresì anche del sarcomero e dunque dei complessi contrattili. Ciò non spiega quanto i body builder abbiano la capacità di avere accrescimenti di vigore concentrico ed eccentrico mediante specifici trattamenti.

Quel che accade risulta essere una ridotta coesione fra voluminosità e potenzialità di vigore concentrico, seppur non risulta possibile ritenerlo sotto forma di fattore aggravante. Fra le proteine difatti rientrano quelle di stabilità, i tessuti connettivali ecc, i quali cooperano al fine di rendere robusto il muscolo.

Ipertrofia del sarcomero

Quest’ultimo risulta essere dovuta dall’accrescimento delle fibre contrattili. Denominata ulteriormente come ipertrofia delle miofibrille, prevede l’accrescimento della grandezza e del quantitativo di sarcomeri che costituiscono le miofibrille, le quali costituiscono le fibre muscolari.

L’esito risulta essere un accrescimento delle potenzialità di sviluppare la tensione muscolare e dunque il vigore. Tuttavia, in codesta situazione risulta opportuno affermare che le preponderanti diversificazioni fra il rapporto peso/potenza risultano causa di diversificate tipologie di ipertrofia.

Allenamento

Risulta opportuno tenere a mente che al fine di praticare attività funzionale risulta essenziale sottoporsi a visita specialistica, svolgendo elettrocardiogramma sotto sforzo.

Affinché risulti possibile avere ipertrofia funzionale, risulta opportuno enfatizzare attività esplosive e moto composto adoperano catene cinetiche, dunque svolgendo attività della gestualità e non del muscolo, adoperando i pianti di movimento e prediligendo funzioni che prevedono l’utilizzo di preponderanti accelerazioni e carichi pesanti, ovviando la perdita di rapidità.

Dunque, un’operosità di ipertrofia funzionale richiede studio dell’adattabilità:

  • di ipertrofia del sarcomero
  • alla predisposizione delle fibre
  • alla compromissione totale delle catene muscolari
  • all’accrescimento di rapidità di svolgimento
  • all’accrescimento di coordinamento inter ed intramuscolare
  • di reclutamento delle fibre

Codesta tipologia di attività incrementa il miglioramento della potenzialità del cervello per quanto concerne lo sviluppo di vigore, soprattutto:

  • reclutamento, prigionando il fattore della grandezza, antecedentemente reclutando i motoneuroni maggiormente ridotti per poi giungere a quelli maggiormente grossi. L’attività esplosiva permette il coinvolgimento delle UM
  • rate coding, e dunque meccanismo essenziale per la modulazione del vigore muscolare. Successivamente al reclutamento, l’attività motoria subisce eccitazione e soltanto successivamente al raggiungimento di un particolare livello di eccitazione risulterà probabile coscrivere ulteriori, al fine di accrescere oppure appoggiare il vigore sviluppato
  • sincronizzazione, poiché solitamente le UM operano in modo asincrono, sebbene nel corso di un lavoro massimale autonomo le UM operano in maniera sincrono. L’esito risulta essere un accrescimento di vigore

Agevola pertanto le potenzialità del SNC di coscrivere velocemente le fibre muscolari. Svolgendo allenamento in modo ordigno, non risulta possibile incorrere nello sticking point, utilizzando ulteriormente i cambiamenti balistici, e ricavando la potenzialità di imprimissione del vigore, adoperando il totale coordinamento intra ed intermuscolare.

Incentiva la possibilità di imprimissione ulteriormente attività di tipologia anabolica, cardio-vascolare, svolgendo allenamento delle fibre di tipo II. Fattori positivi di codesta tipologia di ipertrofia risultano differenti:

  • incremento dei risultati nelle attività sportive
  • accrescimento dell’efficacia durante l’attività lavorativa
  • incremento salutare

Controindicazioni dell’Ipertrofia funzionale

Fattori negativi e controindicazioni dell’attività ipertrofica funzionale risulta essere che non risulta essere ipertrofico, altresì funzionale. L’ipertrofia si accresce mediante stimolazioni differenti da quelle selezionale da codesto sistema.

Secondario fattore negativo risulta  essere che presenta molteplici avvertenze, quali quelle coese all’allenamento funzionale e al movente della rapidità di svolgimento. Risulta coese specialmente:

  • a soggetti affetti da obesità preponderante
  • soggetti affetti da preponderante sottopeso ed anoressia nervosa
  • soggetto aventi un elevato pericolo di ischemie cardiovascolari e cerebrali
  • BPCO
  • soggetti affetti da preponderanti patologie del rachide e ulteriori patologie articolari, quali la spalla, il gomito, il polso, la mano, l’anca, il ginocchio, la caviglia e il piede. Risultano peculiari delle discopatie, lombalgia, l’artrite reumatoide, l’artrosi in acuzie, mancata stabilità articolare, lassità dei legamenti, piede piatto, epicondilite e epitrocleite, sciatalgie, ecc
  • atteggiamento postulare inadeguato, quale causa di iperlordosi, scoliosi, ecc
  • malattie del tendine croniche oppure acute
  • fratture alle ossa articolari delle gambe

Dunque, coloro che appoggiano l’attività ipertrofica funzionale ritengono che codesto sistema abbia la capacità di permettere di incrementare maggior vigore ed efficacia contrariamente al bodybuilding.

Questo perché il body builder vanta di uno scopo alquanto differente. Nel culturismo si va all’ispezione dello sviluppo totale, proporzionato, simmetrico e specialmente con ridotti livelli di grasso nel corpo. Questo perché il body builder incrementa maggiormente il tricipite della sura rispetto a quanto riuscirebbe a svolgere 100 burpees.

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