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Ipertermia: che cos’è, a cosa serve, tipologie, come funziona e controindicazioni

Ipertermia: che cos'è, a cosa serve, tipologie, come funziona e controindicazioni

Risultante essere una terapia clinica ideata al fine di trattare i tumori maligni, usata congiuntamente ad ulteriori terapie di radioterapia e chemioterapia è l’ipertermia oncologica.

Che cosa s’intende per Ipertermia?

Ad oggi, difatti, codesto trattamento non tende ad essere usato sotto forma di terapia secondaria, bensì sotto forma di coadiuvante di ulteriori terapie antitumorali. Codesta coesione permette di avere un’ottimale risultato terapico.

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In aggiunta, la congiuntura con l’ipertermia incentiva l’abbassamento delle controindicazioni connesse ai trattamenti di base. La funzione terapica per quanto concerne il trattamento curativo tumorale tende ad essere usato attraverso diversificate tecnologie ed abbordaggi.

La tempistica e la condizione termica risultano essere le duplici misure essenziali da identificare al fine di ottenere esiti ottimali. Ciò nonostante, risulta alquanto essenziale studiare il problema che causa l’innalzamento della temperatura ed il corrispettivo posizionamento.

Risulta difatti possibile usare delle onde piccole, delle radiofrequenze, delle particelle micro, degli ultrasuoni, dei laser, posti all’esterno oppure all’interno del corpo. Codeste differenze tendono ad essere decise dall’oncologo in base ai differenti tumori.

Nel campo oncologico, le probabilità di guarigione variano a seconda dei fattori e della grandezza del tumore così come del posizionamento dello stesso, del fattore d’età e dello stato di salute del soggetto. Differenti ricerche tendono a sottolineare che l’ipertermia risulti essere un eccellente aiutante alle corrispettive cure tumorali, in quanto avente un ridotto numero di effetti collaterali.

Tuttavia, per quanto concerne differenti varietà tumorali, sottoponendo il soggetto alla stessa radioterapia, risulta possibile avere un accrescimento del livello di risultato benevolo e della percentuale di vita, contrariamente al ricorso della singolare radioterapia. Tuttavia, per determinati tumori, le percentuali di riuscita risultano maggiormente elevati.

Tipologie di Ipertermia

Ipertermia classica 41-45°C

Codesta terapia ha la capacità di innalzare la temperatura calda delle cellule tumorali ovviando il danneggiamento dei tessuti salutari. Laddove la condizione termica ottenuta si pone fra i 41-43°C, l’obiettivo peculiare risulta essere di accrescimento dell’irascibilità della neoplasia alle cure radioterapiche e chemioterapiche.

Nel caso in cui la condizione termica ottenuta è posta fra i 43 ed i 46°C risulta essere maggiormente essenziale il risultato destinato della temperatura calda al decadimento delle cellule tumorali. In base alle problematicità, la cura dell’ipertermia ha una durata pari ad 1 ora e tende ad essere svolta 3 volte alla settimana. Terapie contigue difatti causano la termo-tolleranza all’interno delle cellule tumorali, permettendo loro di poter combattere l’elevata condizione termica.

In base al problema, la temperatura vanta di differenti grandezze e posizionamenti in differenti organi e zone del corpo.

Ipertermia total-body

Codesta terapia consiste nell’innalzamento della temperatura termica del corpo. L’obiettivo non è tanto quello di combattere il tumore, bensì di causare la fuoriuscita mediante l’accrescimento della potenza delle difese immunitarie.

Difatti le stesse hanno la funzione di combattere le cellule tumorali e di accrescere a contatto con l’elevata condizione termica del corpo. L’obiettivo dell’ipertermia total-body risulta essere quella di portare una febbre finta, causando una febbre della temperatura pari ai 41°C.

A tal punto risulta possibile usare stampe termiche e lenzuale ad acqua. L’uso di tale terapia risulta essere a scopo sperimentale al fine di curare le metastasi propagate. Il trattamento prevede difatti un controllo contiguo al fine di ovviare i danneggiamenti causati dall’ipertermia. Risulta in aggiunta essere un trattamento adiuvante, cui sottoporsi congiuntamente ad ulteriori cure antitumorali.

Ipertermia interstiziale

Così come nel caso della brachiterapia, la terapia dell’ipertermia interstiziale si basa sull’utilizzo di strumenti aventi la funzione di produrre un’ipertermia localizzata. Si tendono ad usare delle antenne che permettono di innalzare la condizione termica mediante la distribuzione di onde piccole.

Ipertermia infusionale e Ipertermia a perfusione

Codesta terapia consiste nell’uso di lavaggi peritoneali a base di medicazioni poste a condizioni termiche elevate. Tende ad essere usata al fine di curare neoplasie peritoneali di complessa cura, ad esempio il mesotelioma peritoneale ed il tumore allo stomaco.

Aventi il medesimo obiettivo risultano essere ulteriori terapie ipertermiche che consistono nella creazione di decotti di composti terapici ad elevate temperature all’interno di ulteriori concavità, ad esempio la concavità pleurica oppure quella vescicale.

Ipertermia ablativa

Per quanto concerne codesta terapia la condizione termica risulta maggiormente elevata, sebbene tendano ad essere utilizzate soltanto per una ridotta tempistica. Similari condizioni termiche hanno la capacità di formare necrosi rapide.

La condizione termica tende ad essere prodotta mediante l’utilizzo della corrente elettrica mediante elettrodi oppure l’utilizzo di laser oppure radiazioni elettromagnetiche, poste in maniera diretta superficialmente al tumore. La complessità riguarda la conserva dei tessuti in buona salute nella zona limitrofa al cancro.

Innovativi progressi nel campo ipertermico

Il campo scientifico ipertermico risulta essere in costante accrescimento, al fine di creare terapie al fine di annientare le cellule tumorali ovviando il danneggiamento delle cellule in buona salute.

I progressi odierni risultano connessi alla termometria assolutamente leggera mediante l’utilizzo di scanner a risonanza magnetica, che vedono l’utilizzo della magnete fluido ipertermia e dell’utilizzo di liposomi termosensibili. Codesti risultano essere dei prodotti farmacologici posti internamente alle vescicole lipidiche ed aventi la capacità di far uscire quanto presente al loro interno con condizioni termiche di 40-43°C.

Codesti prodotti farmacologici risultano essere pertanto l’accordo migliore per quanto concerne le terapie curative di ipertermia.

Come funziona la Ipertermia

L’efficienza dell’ipertermia oncologica risulta connessa all’angiogenesi dei tessuti tumorali. Dunque, l’area tumorale ha un ponteggio vascolare alquanto mal funzionante.

Dunque, grosse aree di tumore tendono ad avere quantitativi ridotti di sangue ed ossigeno. Mediante codeste modificazioni dei vasi sanguigni, la massa neoplastica si presenza impossibilitata allo sperpero della temperatura calda.

Quest’ultima ottenuta attraverso l’ipertermia causa danneggiamenti alla membrana plasmatica, allo scheletro cellulare ed al nucleo. Codesti danneggiamenti causano il decadimento delle cellule tumorali. Il corpo di conseguenza espone reattività all’accrescimento della condizione termica accrescendo il decorso del sangue.

In tal modo, i quantitativi sanguigni tendono ad assimilare la temperatura calda salvaguardando i tessuti dai danneggiamenti termici. In tal caso, le cellule tumorali che si assoggettano ad un leggero accrescimento del calore hanno elevati quantitativi di ossigeno e sangue. Risultati ottimali risultano pertanto ricavabili svolgendo la terapia ipertermica nel corso dei 120 minuti successivi alla radioterapia.

Per quanto concerne la termo chemioterapia, contrariamente, le duplici terapia tendono ad essere svolte contemporaneamente. Dunque, l’ipertermia oncologica conferisce l’abbassamento della massa tumorale a seguito dell’operazione di ablazione di chirurgia. In aggiunta, visibili risultano essere gli effetti benevoli antalgici, per quanto concerne l’abbassamento della dolenza con conseguente lo schiacciamento tessutale della massa neoplastica.

Controindicazioni Ipertermia

La meccanizzazione della funzione ipertermica e dei corrispettivi effetti benevoli per quanto concerne la terapia curativa tumorale, causerebbero l’elevato ardore per quanto concerne codesta terapia curativa. Anche se vi sono modeste testimonianze di risultato, il conseguimento dell’ipertermia presenta controindicazioni.

In primis per quanto concerne l’ambito clinico che prevede impossibile lo svolgimento dell’operazione. Determinate operazioni, ad esempio, hanno delle operazioni di chirurgia a tutti gli effetti contrariamente ad ulteriori che risultano annesse al solo studio sperimentativi.

In aggiunta, bisogna vincere delle limitazioni legate allo sprigionamento della temperatura calda, dell’avvallamento e della compattezza dell’ambito teorico così come dell’esigenza di una giusta dose termica al fine di ovviare danneggiamenti ai tessuti in buona salute.

Pertanto, risultano augurabili ricerche vantaggiose e progressi in ambito tecnologico al fine di terminare i registri efficienti e di base cui fare ricorso all’interno dei differenti ambiti clinici.

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