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Gonalgia: che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Gonalgia: che cos'è, sintomi, cause, diagnosi e possibili cure

Essendo il ginocchio l’articolazione posta fra la coscia e le gambe, esso che congiunte le ossa (dunque femore, tibia e rotula), nonché cartilagini, muscoli, legamenti, tendini, menischi, vasi e nervi.

Tale arto dona fermezza e riluttanza al fine di mantenere il peso corporeo. Al tempo stesso, risulta essere elastico e permette di mantenersi in piedi agevolando il moto. Il denominativo gonalgia, tende ad essere usato al fine di specificare la dolenza alle ginocchia, sintomatologia alquanto sviluppata che tende a compromettere lo stato salutare di ciascun soggetto, qualsiasi essa sia l’età.

Molteplici risultano essere i moventi ad essa connessi. Questo perché il ginocchio risulta essere alquanto articolato e scabroso, dunque maggiormente soggetto a danneggiamenti. Non soltanto permette il sostegno del peso, bensì agevola il moto del complesso strutturale delle articolazioni.

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In aggiunta, tale area risulta maggiormente soggetta a traumi. A seconda del movente di base, la terapia curativa richiede il ricorso a prodotti farmacologici antinfiammatori, a base di corticosteroidi nonché lo svolgimento di fisioterapia.

Sintomi della Gonalgia

Risultante essere una dolenza del ginocchio è la gonalgia. Quest’ultima varia a seconda della preponderanza. Solitamente, risulta possibile contraccambiare la dolenza acuta a quella cronica.

Tale condizione tende ad essere connessa alla fuoriuscita articolare (dunque tumefazione dell’arto), dolenza durante il movimento ed impossibilità di svolgere le proprie funzioni. Tuttavia, spesso subentrano scricchiolii durante il movimento dell’articolazione con conseguente dolenza.

Risulta spesso connessa alla compresenza di neuropatie e l’accrescimento del subentro di osteoporosi. Spesso, la dolenza risulta essere un movente confutante, poichè compromette le funzionalità giornaliere e lo stato vitale dei soggetti affetti da gonalgia.

Causa della Gonalgia

Risultante essere una sintomatologia che presenta svariati movente è la gonalgia. Lo studio eziologico cambia a seconda della fascia d’età del soggetto. Difatti, i soggetti praticanti sport così come le persone anziane manifestano artrosi dell’articolazione, contrariamente ai soggetti in fase adolescenziale che presentano sindrome di Osgood Schlatter.

Ovviando i reuma infiammatori, tale condizione risulta essere causa della modificazione del regolare funzionamento articolare. La dolenza subentra a seguito di segnalazioni nociceptivo segnalati dai legamenti, dalle compresse articolari e della membrana sinoviale così come dall’osso subcondrale. Contrariamente, il menisco e la cartilagine risulta sprovvista di compimenti nervosi, dunque tale condizione risulta essere causa di modificazioni che comportano ulteriori modificazioni sulla struttura. Ciò che comporta danni di svariato tipo sono fratture dispotiche e mirate.

Queste compromettono varie zone articolari e solitamente presentano dolenza, rigonfiamento, edemi ed impossibilità di moto. Coloro che agevolano l’adesione fra le articolazioni e svolgono azione ammortizzante sono i menischi. Traumi a quest’ultimi risultano solitamente connessi a contorsioni della gamba, piegature e calci. In aggiunta, causano rigonfiamento alle articolazioni, chiusura articolare e dolenza nel corso dell’attività motoria. Chi invece permette la fermezza dell’articolazione sono i legamenti, i quali congiungono la tibia ed il femore. L’eventuale lesione risulta connessa a traumi con conseguente dolenza acuta e scricchiolio. Ciò che invece subentra a seguito di una gonalgia acuta oppure cronica causata dallo scorretto schieramento delle ginocchia e dalla rottura cartilaginea è la sindrome femoro-rotulea.

Quest’ultima risulta costituita dalla compresenza di dolenza successivamente al contiguo deambulo, contrariamente alla gonalgia, la quale non si manifesta in caso di ozio. Colui che è posto nella zona anteriore dell’articolazione e che permette l’attività motoria è la rotula. Quest’ultima, successivamente a lesioni ed eccessivo affaticamento, causa disturbi di mancata stabilità e traumi. Comporta non soltanto dolenza bensì anche scricchiolii con conseguente senso di avvallamento. A seconda della compresenza dell’igroma nella zona poplitea, subentra la gonalgia.

Tale trauma spesso si ingrandisce causando dolenza e declinazione dell’articolazioni. Ulteriore movente comunitario della gonalgia nei soggetti adolescenti è la sindrome di Osgood Schlatter. Quest’ultima causa dolenza e rigonfiamento alle ossa ed alla rotula. Si aggrava nel momento in cui il soggetto svolgendo sport comporta la formazione di preponderanti stiramenti sui tendini posti superficialmente alla tibia. Infiammazione causata dall’eccessivo carico delle funzioni è la tendinite del tendine rotuleo.

Tale fastidio risulta presente specialmente nei soggetti praticanti sport e che svolgono contigue pressioni sul tendine rotuleo. Tale condizione subentra sotto forma di dolenza e rigonfiamento dapprima nella zona anteriore all’articolazione e poi inferiormente alla rotula. Si aggrava nel momento in cui si pressa il tendine. Lesioni contigue causano l’infiammazione della sacca che svolge azione di abbassare lo sfregamento fra le ossa, la muscolatura ed i tendini.

Tale condizione, denominata borsite rotulea, subentra successivamente all’inginocchiarsi per lunghe tempistiche, causando rigonfiamento e dolenza. Ulteriori patologie, strettamente connesse alla gonalgia, presentano:

  • Artrite;
  • Necrosi avascolare;
  • Emartrosi;
  • Osteomielite;
  • Condromalacia rotulea;
  • Tendinite della zampa d’oca;
  • Malattia di König;
  • Tumore;
  • Gotta;
  • Artrite reumatoide;

Ulteriori moventi di minaccia che causano la fuoriuscita della gonalgia, risultano essere:

  • L’eccessivo peso corporeo;
  • L’utilizzo ed i pesi eccessivi, causa di infiammazioni, tendiniti e gonartrosi;
  • Lesioni oppure rotture;
  • Ginocchio valgo;
  • Avanzamento dell’età;
  • Scarsa riluttanza e flessuosità della muscolatura;

Diagnosi della Gonalgia

In caso di gonalgia, risulta favorevole chiedere consulto specialistico. La diagnosi consiste nel sottoporsi ad un’anamnesi ed un test specifico. Successivamente a ciò si stira una cartella con le peculiarità ed i moventi legati al subentro della gonalgia. Solitamente, le sintomatologie meccanizzate connesse alla gonalgia sono sintomo di una condizione dell’arto, contrariamente alla mancata fermezza che è sinonimo di un trauma dei legamenti oppure di una preponderante lussazione della rotula.

La dolenza successivamente a lesioni risulta sinonimo della compresenza di fratture. Spesso però la diagnosi richiede anche un test radiografico, una risonanza magnetica, un’ecografia ed una tomografia computerizzata. La dolenza acuta e cronica inerente all’arto necessita di un’analisi radiografica al fine di stimare l’abbassamento della superficie articolare. Al fine di pronosticare traumi al menisco, fratture del legamento crociato anteriore oppure posteriore, necrosi avascolare, osteomielite, tumori, ecc.. risulta opportuno sottoporsi ad una risonanza magnetica.

Nel caso di gonalgia acuta oppure cronica il cui movente è ignoto richiede il ricorso ad un test del fluido ricavato. Successivamente a tali test, lo specialista raccomanda la terapia specifica a seconda del problema rilevato.

Possibili cure della Gonalgia

Tale condizione risulta essere curata in base al movente che ha scaturito la stessa. Solitamente, si tende a prescrivere attività di mobilizzazione e fortificazione della muscolatura, iniezioni localizzare a base di ingredienti condroprotettori (ad esempio acido ialuronico), antinfiammatori e prodotti farmacologici aventi la capacità di tenere sotto osservazione la dolenza.

Laddove tale condizione risulta connessa a lesioni, si consiglia l’ozio e la sospensione di sforzi fisici. Ulteriore accortezza prevede l’utilizzo di ghiaccio sulla zona dolorante innalzando l’articolazione. Benefici risultano visibili a seguito dell’utilizzo di ortesi che rinforzano l’arco plantare oppure di tutori che conferiscono stabilità e fermezza alla rotula. Al fine di ripristinare legamenti e menischi, risulta opportuno sottoporre il soggetto ad operazioni chirurgiche per via artroscopica.

Laddove il soggetto manifesti artrosi preponderante, contrariamente, risulta opportuno sottoporre lo stesso ad operazioni di successione dell’arto con inserimento di protesi. Tuttavia, si consiglia di prestare attenzione a determinate accortezze che favoriscano il mantenimento della corretta funzione dell’arto, come:

  • Chiedere consulto specialistico ai primi accenni di cedimento ed in seguito a sintomatologie come stati febbrili e tremiti;
  • Svolgere attività sportiva;
  • Sottoporsi a sport motori come bicicletta e nuoto;
  • Salvaguardare gli arti da lesioni utilizzando ginocchiere;
  • Salvaguardare il peso ed abbassarlo al fine di non portare l’arto a preponderanti pressioni;
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