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Emofobia: che cos’è, cause, sintomi e possibili cure

Emofobia: che cos'è, cause, sintomi e possibili cure

Che cos’è l’emofobia?

Si parla di emofobia in quanto nevrosi che genera nel soggetto un senso di timore nei confronti del sangue. Un taglio incidentale, un prelievo o semplicemente una scena violenta in Tv, possono bastare per innescare un alto grado di ansia, forte repulsione e sintomi fisici.

Questa vista può scatenare sintomi come:

  • ansia
  • tremore
  • brividi
  • pallore
  • annebbiamento della vista
  • capogiri e mal di testa
  • nausea
  • mal di stomaco
  • sudorazione
  • senso di astenia.
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Il termine deriva dal greco e vuol dire: aima, “sangue”, e phobos, “fobia o paura”. A dispetto di ulteriori fobie, una forte emofobia può portare addirittura a svenimento, in quanto un eccessivo riflesso vasovagale può generare bradicardia e abbassamento della pressione arteriosa.

L’emofobia può portare i soggetti che ne soffrono a fare a meno di oggetti taglienti ed appuntiti come i coltelli o gli aghi, o ad evitare situazioni sanguinolente; il fenomeno viene altresì chiamato ansia anticipatoria oppure evasione dello stimolo fobico. 

Le cause non sono state ancora chiarite, nonostante la condizione sia una reazione legata a fattori psicologici, tipica di persone che sviluppano facilmente stati di ansia. Degli studi medici hanno evidenziato che l’emofobia possa essere una conseguenza di eventi spiacevoli successi nel passato, tipo trauma infantile che ha generato vulnerabilità psichica.

Laddove la condizione raggiunga livelli patologici ed invalidanti, è possibile intervenire mediante psicoterapia cognitivo-comportamentale. 

Cause dell’emofobia

Come appena visto, le cause all’origine dell’emofobia non sono state ancora chiarite, anche se risulta essere una reazione legata a fattori psicologici, ed i soggetti maggiormente coinvolti sono quelli con facile tendenza a condizioni ansiose.

Vi sono però ricerche mediche che hanno visto l’emofobia in quanto conseguenza di un evento spiacevole successo in passato, proprio come un trauma infantile che ha generato la vulnerabilità. Ulteriori studi sostengono che tra i fattori scatenanti vi possano essere 3 categorie con cui meglio identificare i soggetti a rischio emofobia, e quindi:

  1. Traumi, come grave incidente sia personale che di amici o parenti stretti, dove si è assistito ad una grave emorragia.
  2. Ansia e protezione genitoriale, e quindi trasmessa attraverso i comportamenti di quest’ultimi.
  3. Carattere, e quindi tendenza all’emotività che potrebbe portare allo sviluppo dell’emofobia.

Sintomi dell’emofobia

E’ possibile suddividere i sintomi dell’emofobia in ben 2 differenti fasi, e quindi:

  1. Manifestazione di palpitazioni, aumento del battito cardiaco e parallelo alzamento della pressione arteriosa.
  2. Con perdurata vista del sangue, si va incontro a nausea, pallore, sudorazione e poi svenimento.

sintomi fisici quindi legati all’emofobia sono:

sintomi psicologici possono invece essere:

  • Senso di distacco, come per la derealizzazione
  • Timore della morte
  • Panico ed ansia
  • Voglia di scappare
  • Svenimento.

Possibili cure all’emofobia

Il trattamento che viene maggiormente selezionato per la cura dell’emofobia è senz’altro la psicoterapia individuale. 

Visto che l’emofobia si manifesta solitamente in forme leggere, ci si può quasi sempre convivere senza grandi problematiche, però laddove assuma un carattere più grave e patologico, è consigliato chiedere un parere ad un professionista.

 Durante le varie sedute della terapia, si andranno ad affrontare le proprie paure, risaltando quelli che sono i pensieri negativi che generano la fobia, per poi cambiare gli schemi del pensiero.

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