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Diverticolite Acuta: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Diverticolite Acuta: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere un procedimento infiammatorio che compromette la parete del diverticolo, è la diverticolite.

Che cos’è la diverticolite acuta?

Risultanti essere delle amplificazioni dalla conformazione a borsa, solitamente rappresentate sotto forma di dita di guanto che tendono a svilupparsi verso le pareti del tubo digerente, sono i diverticoliti.

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Risultano essere delle strutture fosse che conservano la divulgazione con la parte del condotto gastro-intestinale dal quale vengono formate.

L’area all’interno del quale si sviluppano maggiormente risulta essere il colon e il sigma e risultano essere di una duplice variante:

  • diverticoli veritieri costituiti da ogni singolo strato paretale dell’intestino e risultano essere presenti il più delle volte dalla nascita
  • diverticoli falsari, alquanto contigui, costituiti solo da mucosa e sottomucosa e risultano essere ricavati a seguito di un contiguo accrescimento della compressione endo-luminale intestinale

La diverticolite, pertanto, risulta essere una complicazione della diverticolosi, terminologia che tende ad essere adoperata in maniera scorretta sotto forma di sinonimi.

Pertanto, risulta essere una patologia che sta ad indicare solo la compresenza di diverticoli, che spesso non subentra in ambito clinico.

Ciò nonostante, non si è a conoscenza del movente causa del subentro dell’infiammazione del diverticolo, sebbene pare sia causa dell’occlusione del basamento del diverticolo sul basamento ischemico. La diverticolite subentra con codeste sintomatologie:

  • dolenza verso la zona del fianco sinistro
  • coeso a febbre, voltastomaco, rigurgito e dissenteria

In caso di mancato trattamento, la diverticolite causa la formazione di una successione di complicazioni, alquanto rischiose per lo stato vitale del soggetto. Fra le peculiari, troviamo:

  • ascesso diverticolare
  • traforazione del diverticolo con annessa peritonite
  • occlusione intestinale
  • emorragia intestinale
  • sviluppo di fistole

La diagnosi accade attraverso gli ambulatori clinici e l’adoperamento della TAC, la quale ha la possibilità di contraddistinguere le situazioni di diverticolite esemplificata dai casi di diverticolite complessa. La cura risulta essere conservante nei soggetti in fase acuta, e prevede:

  • digiunare
  • idratazione
  • trattamento a base di antibiotici
  • chirurgia nei casi complessi e successivamente al secondario subentro di diverticolite

Cause

Non risultano noti i moventi della diverticolite, sebbene pare che il movente risulti visibile nell’occlusione del diverticolo per quanto concerne la sostanza fecale alquanto tosta e deidratata, dovuta ad un regime alimentare dal ridotto apporto di fibre vegetali, e dall’elevato quantitativo di carni rosse e con un ridotto apporto di liquidi oppure a seguito della stipsi.

All’ostruzione del diverticolo, sussegue una stasi batterica internamente al diverticolo, il quale, diffondendosi in maniera attiva, causa l’infiammazione della mucosa diverticolare e susseguentemente la proliferazione del procedimento infiammatorio alla parete del diverticolo.

Ricerche odierne tuttavia non credono a codesta presupposizione, affermando che il subentro della diverticolite risulti strutturato sulla micro-perforazione del diverticolo su condotto ischemico per pressione dell’arteria nutritizia nella zona del colletto diverticolare.

Il contraccambio del microcircolo che solitamente trasporta il flusso sanguigno dall’elevato quantitativo di ossigeno al diverticolo non risulta essere conosciuto, sebbene pare che risulti strutturato sui basilari pericoli cardio-vascolari, come nicotina, obesità, ipercolesterolemia e mancanza di sport.

L’assenza di conferimento sanguigno e nutrienti al diverticolo causa lo sviluppo di sostanze necrotiche sul quale risulta possibile espandere la flora batterica intestinale, causando l’inizio infiammatorio diverticolare.

Peculiare movente causa per la formazione dei diverticoli e della diverticolite risultano essere:

  • regime alimentare inadeguato e non regolare, soprattutto a base di un ridotto apporto di fibre vegetali e l’elevato apporto di carni rosse con una ridotta deidratazione. Ciò causa lo sviluppo di feci toste e dunque annessa occlusione del diverticolo e subentro di infiammazioni
  • stipsi, e dunque fattore che accresce l’eventualità che le feci, restando per lunghe tempistiche all’interno del colon, subiscono mancata idratazione, diventando essiccate e toste. Ciò incentiva l’occlusione dei diverticoli e l’annessa infiammazione
  • età, e dunque formazione dei diverticoli e della diverticolite, dovuta al regresso abbassamento del movimento dell’intestino e la debolezza della parere del sistema gastro-intestinale
  • obesità
  • nicotina
  • assenza di sport
  • quadro genetico di diverticolosi e diverticolite
  • eccessivo consumo di FANS, ad esempio l’aspirina

I cibi aventi al loro interno sementa anticamente risultavano essere visti come la causa del probabile subentro di situazioni di diverticolite, sebbene l’ambito letterario odierno ha negato codesta affermazione.

Sintomi

Peculiari sintomatologie annesse alla diverticolite, risultano essere:

  • dolenza all’addome, e dunque sintomatologia peculiare della diverticolite. Solitamente tende ad essere coeso alla fossa iliaca sinistra e risulta essere contiguo e di vigore differenziabile
  • stati febbrili
  • modificazioni dell’alvo, che subentrano in caso di dissenteria e stipsi
  • voltastomaco e rigurgito
  • crampi all’addome
  • rigonfiamento addominale
  • meteorismo
  • sangue all’interno delle feci
  • fastidi della minzione, quale complessità nell’espellere urina oppure dolenza nel corso dell’orinazione, dovuta alla pressione del diverticolo infiammato superficialmente alla parete vescicale o causa dell’infiammazione della parete vescicale

In caso di mancata cura idonea e rapida, l’infiammazione del diverticolo comporta una successione di complicazioni, alquanto rischiose per lo stato vitale del soggett. Fra queste rientrano:

  • ascesso, e dunque presenza di pus internamente al diverticolo. Risulta essere una complicazione annessa alla traforazione microscopica del diverticolo. Tende a subentrare attraverso le difese immunitarie che permettono di contenere l’infezione nella zona senza proliferarla. Subentra sotto forma di dolenza nella zona dell’ascesso, spesso all’interno dei quadranti inferiori. Spesso l’ascesso risulta essere malleabile e subentra congiuntamente a stati febbrili così come rigurgito e voltastomaco
  • traforazione, e dunque situazione alquanto sporadica seppur rischiosa e letale. Subentra in maniera volontaria, specialmente nei soggetti che non si sottopongono a trattamenti idonei e specifici, sebbene risulti essere una complicazione che subentra in qualsiasi soggetto affetto da diverticolite. Nel momento in cui la sostanza fecale entra all’interno della zona peritoneale, diviene movente della peritonite, la quale a sua volta, causa dolenza acuta, contrattura della parete addominale, stati febbrili, voltastomaco e rigurgito, tachicardia e deidratazione
  • fistolizzazione, e dunque ignota divulgazione degli organi cavi, causa dell’azione dranante dell’ascesso all’interno degli organi limitrofi. Maggiormente contigue risultano essere le fistole colo-vescicali, contrariamente a quelle sporadiche, che risultano essere quelle colo-vaginali, colo-cutanee, colo-ileali e colo-coliche
  • ostruzione dell’intestino, causa della restrizione dell’infiammazione nel condotto intestinale
  • emorragia dell’intestino, dovuta alla fenditura del ramo perforante dell’arteria marginale del colon per quanto concerne l’ascesso diverticolare. Subentra con la compresenza di sangue rossastro bruno all’interno delle feci

Diagnosi

Per quanto concerne il quadro diagnostico, tende ad essere redatto attraverso l’identificazione del quadro clinico del soggetto e lo svolgimento della TAC con contrasto. La TAC con contrasto permette difatti di identificare:

  • la compresenza di diverticolite, attraverso l’iperemia posta al diverticolo infiammato
  • la compresenza di complicazioni, e dunque ascesso, traforazione e compresenza di fistole ignote

Mediante la TAC risulta in aggiunta possibile identificare la complessità della diverticolite, in maniera da redigere la cura migliore.

Possibili cure

Il trattamento curativo risulta diversificato in base alla complessità e compresenza di complicazioni. Nel caso di diverticolite di primo stadio e in mancanza di complicazioni, il trattamento curativo risulta essere nettamente di conservazione, e strutturato sul digiunare, sull’elevata deidratazione e sul trattamento curativo a base di antibiotici.

I pazienti che contrariamente manifestano diverticolite in fase acuta, hanno bisogno di operazioni maggiormente preponderanti, che variano in base alla complessità della diverticolite e delle annesse complicazioni.

Nei soggetti in fase acuta lieve, tende ad essere raccomandata terapia a base di antibiotici e con azione drenante dell’ascesso sviluppatosi, contrariamente alle situazioni maggiormente acute e complesse, i quali hanno bisogno di operazione di chirurgia del condotto deteriorato.

Operazione chirurgica

In sporadiche situazioni, l’operazione di chirurgia diviene la sola scelta valida al fine di prevenire oppure curare le complicazioni della diverticolite. Lo scopo della chirurgia risulta essere l’eliminazione della parte compromessa dell’intestino. Tende ad essere svolto in situazioni di fretta oppure prefisso e redatto con quiete.

In tal caso viene informato il soggetto degli eventuali pericoli e dell’eventualità di incorrere in complicazioni. Successivamente all’operazione, il soggetto viene sottoposto alla colostomia, e dunque formazione di una divergenza intestinale mediante la fenditura all’interno della pancia che permette la rimozione delle sostanze fecali mediante la fenditura differente dalla regolare.

Regime alimentare

Un regime alimentare per la diverticolite, in base all’affermazione della Mayo Clinic, risulta essere la momentanea soluzione che consiste nel sostituire un regime alimentare liquido al fine di permettere la digestione, sino al momento in cui la fuoriuscita di sangue e la dissenteria non risultino ridotti ed eliminati definitivamente.

Risulta pertanto essere un trattamento rischioso, seppur delimitato che consiste nel digiunare, fatta eccezione dei liquidi limpidi, la cui consumazione risulta consigliata. Nell’attimo di rilevazione dei vantaggi lo specialista raccomanda di avviare l’inserimento di cibi dal ridotto quantitativo di fibre, come:

  • cozione della frutta eliminando la pelle oppure la sementa
  • cozione delle verdure, quali fagiolini, carote e patate, eliminando la pelle
  • uova, pesce e pollo
  • pane bianco, riso, pasta e cereali dal ridotto quantitativo di fibre
  • latticini tollerabili

Codesto regime alimentare non ha avvertenze, sebbene risulti possibile evidenziare che:

  • digiunare richiede il consulto specialistico e deve essere fatto per un ridotto lasso temporale al fine di ovviare il subentro di spossatezza ed ulteriori complicanze
  • bisogna sceglierla congiuntamente ad uno specialista
  • bisogna ovviare lo scambio con un regime alimentare per la diverticolosi, che consiste nell’elevata consumazione di fibre affinché si prevenga la formazione di diverticolite

Susseguentemente al totale ripristino, risulta consigliabile seguire un regime alimentare regolare dall’elevato quantitativo di fibre, prestando attenzione all’inserimento a gradi.

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