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Disturbi alimentari (Dca): che cos’è, causa, controindicazioni e possibili cure

Disturbi alimentari (Dca): che cos'è, causa, controindicazioni e possibili cure

I Dca o meglio Disturbi del Comportamento Alimentari sono da sempre ben radicati nei soggetti, in particolar modo del periodo adolescenziale e di sesso femminile. Meno nota, ma non per questo non plausibile, la diffusione in soggetti maschili o donne in menopausa.

Che cosa sono i disturbi alimentari?

L’età del nascere di questa problematica sta diventando sfortunatamente sempre più prematura, anche se la sensibilità alla problematica sta via via crescendo sempre più. Al giorno d’oggi particolarmente legati alla problematica dei Disturbi Alimentari sono i termini Bulimia, Anoressia e Obesità, che con il grande sostegno dei social e dei media si stanno sviluppando sempre più nella vita quotidiana di tutti noi.

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Tutti ne parlano ma pochi sanno in realtà cosa vogliano dire veramente questi termini o le conseguenze che essi portano; è dunque obbligo capire meglio queste nozioni e dare sostegno e parere a tutti quei soggetti che ne soffrono o che provano a venirne fuori.

Nella trappola dei Disturbi alimentari si può cadere facilmente, soprattutto nel momento in cui l’autostima di sè risulti talmente bassa che porti a condizionare l’idea che abbiamo del nostro corpo e di quel chiletto in più. Sono questi dubbi e perplessità che portano i soggetti ad avere un giudizio anomalo riguardo se stessi.

Questo giudizio anomalo parte dal fatto che il soggetto risulta strettamente legato a quell’idea di essere magro, di perdere peso e di voler controllare con tutte le proprie forze la forma del corpo. In poche parole, il soggetto proporziona l’importanza del proprio corpo e quindi del proprio essere, in base al peso che segna la bilancia; è ciò che condiziona fortemente la relazione con il cibo. Purtroppo al giorno d’oggi questo fenomeno si sta sviluppando sempre più, soprattutto col nascere di nuove generazioni, che tendono a valutare e quindi a dividere in categorie le diverse forme fisiche.

I Disturbi alimentari possono essere divisi in 3 categorie:

  • Anoressia
  • Bulimia
  • Sindrome da alimentazione incontrollata (binge eating disorder) 

Queste differenti categorie sono tutte legate da un pensiero comune: IL CIBO. Portando, o ad una ossessione nel voler rimuovere il cibo dalla propria vita, e quindi spingendo i soggetti a perdere peso, o mangiando in maniera convulsiva portando il corpo ad una netta deformazione; in entrambi i casi l’autostima calerà notevolmente.

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Bulimia

La bulimia o fame da bue consiste nell’ingerimento convulsivo di cibo, infatti i soggetti che ne soffrono possono mandar giù centinaia e centinaia di calorie in pochissimo tempo. Al processo di ingozzamento però ne segue un altro, cioè il malato sforzo di eliminare tutto ciò che si è mandato giù, e ciò avviene o inducendosi al vomito oppure ingerendo grandi quantitativi di diuretici o lassativi.

Controindicazioni

All’impulsiva fame, dove si ingerisce di tutto basta che sia cibo, segue un enorme senso di colpa che la maggior parte delle volte porta questi soggetti ad ulteriori problematiche come la depressione. Rappresenta per chi ne soffre una vera e propria dipendenza, comparabile a quella dei tossici nei confronti delle varie droghe. Le ripercussioni sono gravi allo stesso modo intaccando la nostra vita, la nostra psiche e soprattutto la nostra salute. 

Anoressia

L’anoressia porta a pensare, ai soggetti che ne soffrono, che il proprio corpo sia sempre sovrappeso o troppo grasso, nonostante agli occhi degli altri risulti eccessivamente magro. Questo pensiero legato all’eccessivo grasso spinge i soggetti che ne soffrono a non rispettare tutti i pasti, o peggio saltarli, portandoli ad eccedere esclusivamente di farmaci come lassativi o diuretici al fine di raggiungere il peso desiderato ma che per loro, almeno la maggior parte delle volte, è inarrivabile.

Il problema dell’anoressia, la maggior parte delle volte, comincia con il voler intraprendere una dieta, e questo sfocia, nei soggetti più ossessionati, ad un incontrollabile dominio sulle calorie e sul peso. Sono soggetti che soffrono di un forte malessere che purtroppo non riescono a controllare o a comunicare.

Controindicazioni

Le ripercussioni che l’anoressia può esercitare sul nostro corpo possono risultare tra le più gravi, infatti intacca le nostre più importanti funzioni vitali portando ad insufficienza renale, osteoporosi, alterazioni cardiovascolari, perdita dei denti e dei capelli. 

Il problema dell’anoressia rispetto alla bulimia risulta essere molto più grave, poichè una durevolezza dell’anoressia può andare ad intaccare fortemente il nostro orologio interno provocandone un grande disordine. L’anoressia può portare i soggetti che ne soffrono anche alla morte.

Sindrome da alimentazione incontrollata (binge eating disorder)

I soggetti che soffrono di alimentazione incontrollata, ingeriscono elevati quantitativi di cibo, proprio come coloro che soffrono di bulimia. Al contrario dei bulimici però, questi soggetti non eliminano quanto ingerito. La causa di questa problematica è un eccessivo aumento di peso che può portare ad obesità.

In qualche caso succede però che ad una grande abbuffata segua un grande digiuno, infatti va a prevalere qui un senso di colpa talmente elevato che i soggetti che ne soffrono siano spinti o a digiunare per qualche giorno, o a buttarsi a capofitto in esercizi fisici talvolta estremi al fine di consumare le calorie di troppo.

La sindrome del night-eating rappresenta una diversa forma di questa problematica. Si presenta come una sorta di anoressia diurna ed insonnia notturna, la si può vincere ingerendo ingenti quantitativi di cibo; si parla di bulimia notturna.

Possibili cure dei disturbi alimentari

Questi Disturbi Alimentari possono essere sconfitti attraverso complicate terapie aventi il supporto di importanti esperti come dietologi, endocrinoligi e psicoterapeuti. Per combattere questi problemi ciò che gli esperti consigliano è:

  • Reperire quante più indicazioni plausibili relative al disturbo, cosicchè si possa capire quanto in realtà sia grande il problema e in qualche modo provare a venirne fuori;
  • Quando si prende consapevolezza che si sta entrando a far parte di questo mondo, la prima cosa da fare è parlarne con qualcuno, che sia un parente, amico o conoscente, in modo tale che vi possa indirizzare al più presto in qualche associazione. Bisogna COMUNICARE! 

Vi consigliamo:

  1. L‘ABA è un’associazione che dal 1991 si impegna ad aiutare tutti i soggetti aventi queste problematiche attraverso la prevenzione, la ricerca e l’informazione.
  2. SULLE ALI DELLE MENTI è un’associazione creata da volontari affinchè i soggetti che chiedono aiuto possano trovare qui un luogo sicuro attraverso la conoscenza e la prevenzione.

 

 

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