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Cruralgia: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Cruralgia: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

La cruralgia è un dolore che colpisce faccia anteriore od interna della coscia, più precisamente, la zona che viene attraversata ed innervata dal nervo curale. 
Fra le cause principali abbiamo danni, compressioni ed irritazioni al nervo crurale o radici dello stesso.

Questi fastidi al nervo crurale o radici, sono il risultato di differenti condizioni, fra le quali abbiamo:

Al dolore indotto dalla cruralgia si possono aggiungere anche senso di intorpidimento, formicolio, bruciore o debolezza all’arto. Affinché avvenga una corretta diagnosi, è utile avvalersi di:

  • Esame obiettivo
  • Anamnesi
  • Esame neurologico
  • Esami strumentali, tipo TAC, risonanza magnetica nucleare ed elettromiografia.
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E’ possibile trattare la cruralgia avvalendosi di una terapia causale, e che quindi vuole curarne le cause, e di una terapia sintomatica, la quale mira ad alleviarne i sintomi.

Che cos’è la cruralgia?

Con il termine cruralgia si suole intendere un dolore alla faccia anteriore od interna della coscia, con precisione, nell’area attraversata ed innervata dal nervo crurale. 
La cruralgia è conosciuta anche come nevralgia crurale, sciatica frontale.

Ad oggi, è stato riscontrato che la cruralgia vada a colpire maggiormente soggetti aventi più di 50 anni d’età. 

Che cos’è il nervo crurale?

Appartenente al plesso lombare, il nervo crurale, nervo femorale, è un nervo periferico molto voluminoso, posto negli arti inferiori. Nel suo tragitto dall’addome fino alla parte interna del piede, il nervo percorre la zona antero-mediale di coscia e faccia mediale dell’arto.

Nel decorso, nascono differenti diramazioni, o branche addominali del nervo crurale, che si dividono in branche della divisione anteriore del nervo crurale ed in branche della divisione posteriore del nervo crurale. Dal punto di vista motorio, questo nervo ha il controllo sui muscoli flessori dell’anca e sui muscoli estensori del ginocchio. Dal punto di vista sensitivo, il nervo controlla la sensibilità della parte antero-mediale della coscia, il lato mediale della gamba ed il lato mediale del piede.

Cause della cruralgia

Solitamente, la cruralgia rappresenta il risultato di danni, compressioni od irritazioni al nervo crurale o alle sue radici. In genere, questi fastidi sono apportati da:

  • Traumi alla struttura del nervo crurale o alle sue radici.
  • Ernia del disco intervertebrale alle vertebre lombari L2, L3 od L4; rappresenta la causa principale.
  • Presenza, vicino al nervo o alle sue radici, di massa tumorale od esteso ematoma.

Solo in rari casi i fastidi sono dovuti ad irregolarità delle ossa, dopo a fratture vertebrali, osteoporosi, artrosi con osteofiti e così via, e restringimento del canale vertebrale, o stenosi vertebrale lombare. 

Sintomi della cruralgia

Il sintomo per eccellenza legato alla cruralgia, è senz’altro il dolore nell’area anteriore od interna della coscia. Questo dolore compare d’improvviso od in modo progressivo. I casi più gravi, affiancato al dolore, hanno ulteriori disturbi nell’area addolorata, i quali consistono in:

  • Intorpidimento
  • Senso di bruciore
  • Formicolio
  • Debolezza all’arto in questione.

Effetti a livello motorio

Al livello motorio, questi danni, compressioni ed irritazioni del nervo, hanno la possibilità di generare atrofizzazione del muscolo quadricipite, ed incapacità sensitiva del ginocchio e flessione dell’anca. Gli effetti sono strettamente legati al luogo dove compare uno dei suddetti fastidi.

Effetti a livello sensitivo

Dal punto di vista sensitivo, i danni, le compressioni e le irritazioni del nervo, possono generare una perdita della sensibilità cutanea nell’area antero-mediale della coscia o nel lato interno di gamba e piede. Così come succede per gli effetti motori, anche questi sensitivi sono strettamente legati al luogo dove compare uno dei suddetti fastidi.

Occasionalmente, la cruralgia va associata anche al mal di schiena, e questo fenomeno, in medicina, viene indicato con il nome di lombocruralgia. 

Diagnosi della cruralgia

Affinché avvenga una corretta diagnosi della cruralgia, il soggetto deve sottoporsi ad una serie di valutazioni, tra le quali notiamo:

  • Esame obiettivo ed anamnesi, così da individuare i sintomi, la loro insorgenza, le loro caratteristiche, e così via.
  • Valutazione neurologica, così da capire in quale stato versa il nervo crurale ed ulteriori nervi del corpo che, in presenza di danni, compressioni od irritazioni, possono presentare i medesimi sintomi della cruralgia; è questa una diagnosi differenziale.
  • Esami strumentali che comprendono raggi X, TAC, risonanza magnetica nucleare ed elettromiografia. Il loro scopo è quello di individuarne le cause, e quindi se la cruralgia dipende da un tumore; in questo caso TAC o risonanza magnetica scovano la massa e l’esatta posizione e grandezza.

Possibili cure alla cruralgia

La cruralgia prevede 2 specifici trattamenti; prima di tutto una terapia causale, quale scopo è quello di curare le cause all’origine, e poi una terapia sintomatica, la quale mira al miglioramento dei sintomi.

Terapia causale

Come visto, quindi, la terapia causale si ha in base alla causa che vi è all’origine, come nel caso di un tumore, dove la terapia prevede l’esportazione della massa che va a comprimere od irritare il nervo, mediante intervento chirurgico. 

Laddove la cruralgia sia dovuta ad ernia del disco, si potrà passare a dei rimedi conservatori o chirurgici, così da risolvere questa fuoriuscita del disco intervertebrale.
La buona riuscita della terapia causale è comunque strettamente legata alla riuscita della cura della causa, per cui, alcune facilmente trattabili, altre meno.

Terapia sintomatica

La terapia sintomatica, che vuole migliorare i sintomi della patologia, prevede principalmente:

  • Riposo da ogni attività, che non vuol dire totale immobilità.
  • Assunzione di analgesici ed antiinfiammatori non steroidei, o FANS.

Gli analgesici riescono a dare sollievo dal dolore, mentre gli antiinfiammatori donano sollievo dall’infiammazione.

Laddove il dolore sia molto forte, ed i FANS non facciano effetto, i medici tendono a somministrare i cortocosteroidei, attraverso un’iniezione. Questi farmaci antiinfiammatori risultano essere molto più forti, per cui un uso prolungato può sortire degli effetti indesiderati, come osteoporosi, diabete, cataratta od obesità.

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