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Arti Marziali: cosa sono, classificazione, tipologie e quali scegliere

Arti Marziali: cosa sono, classificazione, tipologie e quali scegliere

Risultanti essere metodologie di lotta aventi la capacità di insegnare la pratica dell’autodifesa, dell’offesa, dell’attività militare, delle competizioni, nonché accrescere la crescita psico-fisica e dello spirito sono le arti marziali.

Spesso tende ad essere accostato a differenti tipologie di lotta . Difatti nel 1550 d.C. tale attività prendeva il nome di “Arti di Marte”. Vi sono tutt’oggi soggetti che ritengono che molteplici pratiche devono essere denominate come “Arti di combattimento” oppure “sistemi di combattimento” in quanto non adoperate e formate da soggetti specializzati. Solitamente, la tipologia deve essere scelta in base alle corrispettive peculiarità anche fisiche.

Per tale motivazione vi sono svariate tipologie di arti marziali che permettono di comprendere qual’è quella specifica a ciascun soggetto.

Tipologie di arti marziali

Molteplici risultano essere le tipologie di arti marziali, come:

  • Arti tradizionali e storiche con corrispettivo stile moderno (come il folk wrestling);
  • Tecniche, come l’armatura (ad esempio la spada, il bastone, ecc..) oppure la tipologia di lotta (come l’hand-to-hand e lo striking;
  • per ornamento oppure scopo;
  • all’interno della tradizione cinee, laddove metodologie esterne contrastano quelle interne e prevedono l’utilizzo di aste;

Classificazione delle arti marziali

La varietà riguarda la tecnica, e dunque:

Sprovviste dell’utilizzo di armi

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Questo perchè l’attività senza l’utilizzo di armi tende ad essere inclusa in un gruppo che prevede lo strike oppure pugni verso oggetti, sul grappling oppure il combattimento;

Strikes

Risulta essere un combattimento fisico che colpisce una zona del corpo oppure un oggetto che comporta lesioni sul proprio combattente. Vi sono differenti tipologie. Il pugno con la mano serrata, il pugno con la gamba oppure il piede, il pugno con la testa. Vi sono ulteriori tipologie utilizzate per tale attività, come il Buffet che prevede pugni continui e forti verso il proprio combattente, conosciuti col denominativo di combo.

Grappling

Risulta essere una lotta body-to-body che consiste nel prendere il proprio combattente e combattere come se si stesse praticando wrestling. Presenta differenti tecniche adoperate in molteplici attività, stili ed arti.

Le competizioni di combattimento però prevedono la presa di posizione a terra ed una conclusione nel momento in cui l’avversario accetta la perdita, atto conosciuto ugualmente col denominativo di tap out. Solitamente, non prevede lo strikes oppure l’utilizzo di armature. Sebbene vi siano determinati stili di lotta conosciuti specialmente per le tecniche di grappling.

Con armatura

Specialmente a lama e fuoco. Prevedono lo eskrima, il silat, la kalaripayat, il kobudo e l’HEMA. Ugualmente arti marziali asiatiche prevedono l’uso di armatura, come il kenjutsu, il kendo, il bojutsu ed il kyudo.

Arti specifiche alla lotta

Di cui fa parte la Box oppure il pugilato.

Specifiche per lo stato salutare ed il benessere

Questo riguarda le arti marziali asiatiche, aventi la capacità di dare delucidazioni per quanto concerne la costituzione ossea, l’erboristeria ed ulteriori quesiti del campo medico tradizionale.

Ulteriore riguarda l’attività contemporanea delle arti marziali fisiche. Codesta pratica ha la funzione di ricavare differenti benefici ad esempio:

  • abbassamento dell’esaurimento psichico;
  • accrescimento dell’autostima e dell’umore;
  • accrescimento del vigore, della flessuosità dei muscoli e del movimento degli arti;
  • accrescimento dell’agilità, della riluttanza aerobica e della velocità;
  • accrescimento del coordinamento, dell’efficacia cardio-circolatoria e della respirazione;
  • salvaguardia e trattamento curativo dell’obesità;
  • salvaguardia dalle malattie connesse all’aterosclerosi, ecc..;

Quali arti marziali scegliere

Tale pratica tende ad essere connessa alla religione ed allo spirito. Per quanto concerne le arti asiatiche, molteplici sono le attività connesse alla filosofia indù-buddista, avente la capacità di giungere alla luce. Per quanto riguarda le pratiche del Giappone, spesso risultano connesse alla filosofia buddista Mahayana.

Prevedono le nozioni di mente vuota e di mente del principiante. Coloro che sono soliti praticare Aikido difatti manifestano un’elevata sicurezza filosofica inerente al vigore ed allo spirito interno. In Corea invece si focalizzano sullo spirito e la filosofia del credente. Questo prevede principalmente pratiche come Il Taekkyon ed il Taekwondo, la cui pratica prevede il processo meditativo e l’attività personale.

In Russia, invece, vi è la Systema che riguarda pratiche connesse alla respirazione ed alla distensione al fine di agevolare l’autocoscienza e la serenità al fine di agevolare il soggetto in differenti campi: fisici, della psiche e dello spirito. Ulteriori, prevedono la danza, al fine di agevolare la rabbia a seguito di combattimento. Esempio risulta essere la capoeira oppure la Maori che prevede congiuntamente l’ascolto di musica.

Arti Marziali Cinesi

In Cina, le arti marziali sono conosciute ugualmente col denominativo di Kung fu e Wushu. Consistono in attività fisiche come lo Shaolinquan, il quale copia il moto dei 5 animali e le metodologie risultano connesse alle filosofie, alle credenze religiose ed alle narrazioni tradizionali della Cina antica.

Arti Marziali Giapponesi

In Giappone, le arti marziali sono connesse alle attività provenienti dai paesi giapponesi. Tendono difatti ad essere utilizzate tre terminologie avverse:

  • Budō, inerente ad uno stile di vita che riguarda entità fisiche, dello spirito e morali aventi la funzione di agevolare lo sviluppo soggettivo ed il realizzarsi;
  • Bujutsu, connesso all’attività della lotta veritiera;
  • Bugei, per quanto concerne l’adeguamento ed il progresso delle attività e delle norme agevolandone pertanto i sistemi e lo studio;
  • Koryū Bujutsu, come il Sumo, lo Jujutsu e la Scherma nonchè il Naginatajutsu, il Sōjutsu, il Shinobi ed ulteriori arti marziali come il Koryū;
  • Gendai Budō, come lo Judo, il kendo, l’laidō, l’aikido, il kyūdō, il Karate, lo Shorinji kempo;

Arti marziali coreane

In Corea, le arti marziali risultano essere metodologie presenti sin dall’età preistorica. Per tale motivazione, i coreani hanno propagato tali attività e congiunte scienze militari singolari affinchè ci possa essere difesa non soltanto della persona ma dello stesso popolo. Si dividono in 3 complessi:

  • il Sado Musul;
  • il Bulgyo Musul;
  • il Gungjung Musul;

Durante il 1958, tali attività si riunirono in un singolare complesso conosciuto col denominativo di Kuk Sool Won. Ad oggi, tale attività in Corea tende ad essere praticata da ogni singola persona, specialmente il Taekwondo. Ulteriori attività prevedono l’utilizzo di armature come: il tiro con l’arco ed il kumdo.

Tuttavia, le attività maggiormente praticate e note risultano essere il Taekwondo e l’Hapkido sebbene ad oggi stiamo risalendo le percentuali di soggetti praticanti il Ssireum, il wrestling coreano, il taekkyon ed il foot fighting coreano. Durante il 2011, ha ottenuto riconoscimento dell’UNESCO il Taekkyon specialmente per quelle attività che prevedono l’utilizzo della spada, dei coltelli e del tiro con l’arco.

Arti marziali occidentali

Durante la seconda metà del XIX secolo si sono diffuse molteplici pratiche di arti marziali in Occidente. Quelle maggiormente gettonate risultano essere:

  • il Pygmachia, il Pale, il Pankration, la scuola di scherma tedesca, francese, spagnola, inglese ed italiana, il glima, il lausatök, il pugilato senza uso di niente, savate e la canne, il bataireacht ed il coraíocht, il ristynes, il jogo do pau, il pugilato russo, sambo, il systema e ARB, la scherma scozzese e backhold scozzese, la lotta canaria e leonese, il juego del palo, la lotta svizzera, il khridoli, la nova scrimia, il combat hopak, il bataireacht e coraíocht, nel continente Europeo;
  • nel continente Africano, l’istunka, il nguni stick fighting e musangwe, il nuba fighting, il surma stickfighting, il tahtib, il laamb wrestling, l’evala wrestling, il dambe, il moraingy, l’engolo;
  • il coreeda ed il mau rākau in Oceania;

Arti marziali mescolate

Le arti marziali mescolate prevedono un’attività da lotta che prevede il colpo e appunto la lotta non soltanto a terra ma anche in piedi utilizzando pratiche che mescolano varie arti marziali. Durante il XX secolo, differenti tipologie furono mescolate in Giappone e negli stati delle Quattro Tigri Asiatiche. In Brasile si diffuse l’attività sportiva di Vale Tudo, che prevedeva lottatori di differenti tipologie che lottavano seguendo regimi che non esistevano.

Ulteriore riguarda Masahiko Kimura lottatore che combatte Helio Gracie durante il 1951. Ulteriore fu il combattimento fra l’esperto di pugilato Muhammad Ali ed il combattente Antonio Inoki durante il 1976. Durante il 1980, invece, la CV Productions Inc. diede vita alla primaria coesione della MMA negli USA conosciuta col denominativo Tough Guy Contest, il quale successivamente prese il nome di Battle of the Superfighters.

Durante il 1993, si diffuse il Jiu-Jitsu brasiliano portato dalla famiglia Gracie, il quale fu ritenuto un incontro avente la finalità di giudicare la pratica delle arti maggiormente efficienti durante le lotta senza armi. Successivamente a tali modificazioni, l’attività sportiva si è propagata in tutto il mondo velocemente data anche la pratica del pagare per vedere nel caso della boxe e del wrestling.

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