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Alluce Rigido: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Alluce Rigido: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Si parla di alluce rigido in quanto patologia degenerativa dell’articolazione alla base del primo dito del piede, sarebbe a dire dell’alluce. All’origine vi è un processo artrosico il quale porta a graduale diminuzione di mobilità dello stesso, che diviene incapace di flettersi od estendersi.

L’alluce rigido è legato anche a dolore nella deambulazione, gonfiore ed osteofiti fra primo metatarso e base della falange prossimale. Può avere numerose cause scatenanti, tra cui traumi sia acuti che cronici, patologie sistemiche, tipo gotta, artrite reumatoide e così via, e conformazione del piede. Il trattamento va invece effettuato in base all’entità della degenerazione.

Che cos’è l’alluce rigido?

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Come visto, quindi, l’alluce rigido è una patologia che colpisce l’articolazione metatarso-falangea, la quale unisce falange prossimale dell’alluce, primo dito del piede, e testa del primo osso metatarsale.

All’occhio, l’alluce presenterà la punta sollevata ed iperestesa. All’alluce rigido sono legate anche tumefazioni dolorose che si estendono dorsalmente all’articolazione. Questa rigidità dell’articolazione può bloccare lo stesso movimento dell’alluce verso l’alto, limitando nel compiere anche piccoli gesti, tipo mettere le scarpe.

E’ una patologia che colpisce soprattutto gli uomini avente età compresa fra i 30 e 60 anni.

Articolazione metatarso-falangea

All’interno delle dita del piede risiedono delle ossa note come falangi, disposte in fila; all’interno dell’alluce ve ne sono ben 2, mentre nelle altre dita almeno 3. Prima della falange vi è un altro osso, ovvero il metatarsale, ed in ogni piede ve ne sono 5, una per ogni dito.

Fra metatarso e falange abbiamo poi l’articolazione metatarso-falangea, chiusa nella capsula articolare. La suddetta struttura fa sì che le ossa scivolino in maniera fluida, l’una sull’altra, nei movimenti. Laddove le superfici divengano irregolari, si crea attrito, portando ad una scomparsa della cartilagine.

Cause dell’alluce rigido

L’alluce rigido si ha in seguito ad un processo artrosico che si ha a partire della prima articolazione metatarso-falangea. Ricordiamo che l’artrosi è una malattia degenerativa che prevede un assottigliamento della cartilagine all’interno delle articolazioni, sostituito poi da un nuovo tessuto osseo.

Nel caso dell’alluce rigido, lo sviluppo è legato a quello degli osteofiti, che vanno a disporsi sul dorso del dito, generando una limitazione nei movimenti, e quindi mentre si cammina, creando attrito contro la scarpa. Con lo svilupparsi della patologia, si avrà anche dolore ed impedimento parziale o totale nel muovere le articolazioni, arrivando, qualche volta, ad uno blocco completo, definito anchilosi. E’ questo il motivo per cui l’alluce rigido viene sovente definito Hallux limitus oppure flexus. 

Laddove la patologia faccia la sua comparsa senza motivo, e quindi per causa idiopatica, si definisce il fenomeno alluce rigido primario, mentre l’alluce rigido secondario si contraddistingue per le cause traumatiche post-chirurgiche.

Fattori che lo predispongono o aggravano

All’alluce rigido sono riconosciuti molteplici fattori, singoli o associati, che possono provocarlo. Questa patologia può esser anche risultato di processi irritativi od infiammatori di natura biomeccanica, sistemica oppure congenita.
Abbiamo quindi:

  • Insorgenza da piccoli traumi microtraumi accumulati nel tempo. Nel momento in cui si ha un danneggiamento a carico della cartilagine, può insorgere un processo artrosico. Effettuare determinati sport, come calcio, danza classica, arrampicata sportiva, rugby e così via, e determinate calzature, possono incrementarne il rischio.
  • L’alluce rigido si può avere anche come esito chirurgico che provocano blocco eccessivo e prolungato dell’articolazione. Un esempio può essere la cura dell’alluce valgo; ulteriori evenienze sono fibrosi ed infezione post-chirurgica.
  • Laddove la comparsa si abbia durante l’adolescenza, la causa può essere una predisposizione congenita.
  • Ulteriori cause possono essere alcune malattie sistemiche metaboliche, come la gotta, ed infiammatorie, come l’artrite reumatoide.

Ulteriori fattori predisponenti sonno essere:

  • Invecchiamento cartilaginea, sia precoce che naturale
  • Traumi acuti, come frattura o lussazioni all’articolazione metatarso-falangea
  • Artrite psoriasica
  • Osteocondrite.

Sintomi dell’alluce rigido

I sintomi dell’alluce rigido sono molto variabili, andando dalla rigidità articolare fino al dolore acuto nei pressi della prima articolazione metatarso-falangea. In genere il dolore si avverte nelle prime ore del mattino ed in seguito ad attività fisiche, anche moderate, tipo passeggiate.

Quando si ha dolore a riposo, vuol dire che vi è un progressione della malattia, legata a gonfiore ed infiammazione, complicata talvolta dagli osteofiti. Questo fenomeno si ha in seguito a sporgenza sottocutanea dell’osso neoformato, il quale provoca conflitto e sfregamento nelle scarpe.

Quando si giunge ad una fase più avanzata, si può avere una totale compromissione, determinando difficoltà anche nei gesti più semplici, tipo indossare una calzatura o passeggiare.

Ulteriori disturbi

Vediamo insieme quali possono essere ulteriori disturbi legati all’alluce rigido:

  • Il dolore patologico può costringere il soggetto a deambulare portando il peso del corpo sull’esterno della pianta del piede. Questo determina arrossamento doloroso, calli duroni, arrossamento al quinto metatarso e tendinite dei peronei, oppure borsite. 
  • Progredendo, la patologia può apportare lombalgia dolori al ginocchio. 
  • Infiammazione e degenerazione fibrotica possono intaccare anche strutture vicine, tipo il nervo interdigitale, portando a neuroma di Morton. 

Diagnosi dell’alluce rigido

Si valuta l’alluce rigido mediante esame del piede, e quindi palpandolo, osservando la deformità dell’articolazione e la mobilizzazione della prima articolazione metatarso-falangea.

Conferme si possono avere mediante esame radiografico, con il quale si stabilisce grado ed estensione della degenerazione. Possono risultare utili anche TAC o risonanza magnetica.

Possibili cure all’alluce rigido

Il trattamento per l’alluce rigido è strettamente legato ai sintomi e allo stadio di degenerazione dell’articolazione metatarso-falangea. L’obiettivo finale è comunque quello di diminuire l’infiammazione degenerazione all’origine.

Farmaci e terapie fisiche

Se l’alluce rigido è di lieve entità, basta la somministrazione di farmaci antiinfiammatori topici, come creme ed unguenti, oppure intra-articolari, come infiltrazioni di cortisone, al fine di diminuire dolore ed infiammazione articolare. Si hanno buoni effetti, però il miglioramento sintomatico è soltanto momentaneo.

Come alternativa si può avere un intervento fisioterapico quale fine è quello di mobilizzare l’articolazione metatarso-falangea e ridurre il dolore. All’interno del trattamento conservativo sono incluse anche terapie fisiche tipo la tecarterapia oppure laser.

Calzature e mezzi ortesi

Laddove vi sia dolore, si può optare per ridurre la forza di estensione articolare metatarso-falangea, mediante utilizzo di calzature adeguate al caso. Le calzature devono quindi essere abbastanza larghe e comode onde evitare conflitto e costrizione all’alluce. Inserendo plantari su misura suolette, si può pensare ad una riduzione dei sintomi.

A volte vengono adoperate anche calzature tipo MBT, o a dondolo, che vanno a ridurre i movimenti della prima articolazione metatarso-falangea.

Intervento chirurgico

Nel momento in cui i rimedi sopra citati non risultassero idonei nella gestione della patologia, può esser richiesto un intervento chirurgico basandosi sempre sull’entità della gravità. Lo scopo finale è quello di combattere il dolore restituendo normale movimento all’articolazione.

Le forme meno gravi di alluce rigido, possono rendere sufficiente una tecnica percutanea mininvasiva per decomprimere la capsula articolare ed esportare gli osteofiti del metatarso e della falange, effettuata dall’ortopedico. Questo intervento, definito cheilectomia, prevede un incremento di movimento con riduzione del dolore.

I risultati non risultano essere sempre costanti, in quanto non si va a contrastare l’evoluzione del processo artrosico. I casi meno gravi richiedono necessario le osteotomie metatarsali, le quali eliminano parti di ossa esuberanti, così da migliorare i movimenti dell’alluce.

Se si ha eccessiva rigidità nell’articolazione, possono essere richiesti interventi di emiartroplastica, sostituendo una delle componenti articolari, ed artroplastica, ricostruendo l’articolazione, sostituendo tutte e 2 le componenti danneggiate.

Ai casi più gravi è raccomandata l’artrodesi metatarso-falangea, la quale richiede un’unione fra osso metatarsale e prima falange, rimuovendo così il dolore ma bloccando il movimento dell’alluce.

L’alternativa è un intervento chirurgico che va a sostituire l’articolazione con una protesi artificiale, od artroprotesi, e che mira a trattare l’alluce rigido con eliminazione o riduzione del dolore e permettere di muoversi sufficientemente ed indossare comuni calzature.

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