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Pesce ricco di Mercurio: esposizione oltre i limiti di sicurezza

Pesce ricco di Mercurio: esposizione oltre i limiti di sicurezza

A partire dagli anni Cinquanta, fino agli anni Novanta, c’è stato un esponenziale aumento della richiesta di pesce, grazie allo sviluppo di sistemi di cattura industriali e di flotte organizzate. Naturalmente, ciò ha portato ad un impoverimento delle zone marine abitualmente adibite alla pesca, e si è sentita la necessità di spostarsi verso acqua più proficue, ossia acque internazionali e più profonde.

Così, si è cominciato a praticare la pesca nelle acque dell’Oceano Pacifico nord-occidentale, dell’Oceano Pacifico centro-occidentale e dell’Oceano Indiano.

Tuttavia, le zone appena elencate sono anche quelle dove, negli stessi anni, si è avuto il boom del processo di industrializzazione. Le numerose industrie rilasciavano nell’atmosfera ingenti quantità di mercurio, che venivano assorbite dalle nuvole e fatte ricadere sul nostro pianeta e nelle acque degli oceani attraverso la pioggia.

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Ecco spiegato perchè, al giorno d’oggi, delle 80 milioni di tonnellate di pesce che si pescano ogni anno, la maggior parte contiene quantità di mercurio al di sopra della soglia di sicurezza pari ad 1,6 microgrammi. Tutto ciò è dannoso in particolar modo per i feti e per il loro sviluppo delle funzioni superiori.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Montreal in Canada e pubblicato su Scientific Reports, combinato con i dati della FAO riguardanti il consumo di pese in 175 paesi tra il  2010 ed il 2011, si evince che: nelle Maldive hanno consumato 23 microgrammi di metil-mercurio; a Kiribati ne hanno consumati 8 microgrammi; in Islanda, invece, 7.5 microgrammi; in Malesia e Samoa 6.4 microgrammi; in Polinesia Francese 5 microgrammi; in Lituania, Giappone e Barbados 4,8 microgrammi; in Corea del Sud 4,7 microgrammi; in Italia 1,3 microgrammi; in Portogallo 3,4 microgrammi; in Finlandia 2,6 microgrammi; in Spagna 2,4 microgrammi; in Francia 1,8 microgrammi; in Gran Bretagna 1,1 microgrammi; in Germania e negli Stati Uniti 0,8 microgrammi.

Tuttavia non bisogna disperare: si può contrastare l’assorbimento di mercurio da parte del nostro organismo, dal momento che tale processo non è immediato. Ad esempio, una tecnica efficace potrebbe essere quella di cuocere il pesce molto bene, e di abbinarlo ad alimenti contenenti elevate quantità di polifenoli ed antiossidanti. In tal modo, se ne facilita l’espulsione dall’organismo e, seppur venisse assorbito, la sua azione verrebbe contrastata.

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