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Eritrofobia: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Eritrofobia: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere una patologia che prevede il timore di divenire rosse, è l’eritrofobia. Conosciuta ugualmente col denominativo di ereutofobia, e dunque la paura di divenire rosse è l’eritrofobia.

Che cos’è l’Eritrofobia?

Codesta fobia risulta coesa all’anormale attività emozionale. Il soggetto che è affetto congiunge manifestazioni sgradevole ai rossori del viso. Il rinovellamento di codeste stimolazioni fobiche e della paura di sentenziare ulteriori soggetti, causa l’eritrofobia.

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I soggetti aventi codesto fastidio presentano insicurezza e stati d’ansia ugualmente soltanto alla probabilità di produrre codesta reattività dinanzi ad ulteriori persone. Tende di conseguenza a prodursi un decorso peccaminoso, che in casi di mal gestione, hanno il pericolo di dare vita a stati d’ansia anticipatorie che a loro volta formano il responso fisiologico del rossore.

Dunque, maggiore è il subentro di rossore nel pensiero del soggetto è maggiore sarà effettivamente il rossore. La causa risulta essere quella di vedere in maniera pregressa la diminuzione delle relazioni coi familiari, amici e colleghi in ambito lavorativo. In soggetti affetti da maggior gravità, l’eritrofobia causa sintomatologie fisiche e sbigottimento, con eccessiva fuoriuscita di sudore, cardiopalmo, manchevole respirazione e voltastomaco.

Cause dell’Eritrofobia?

Risultante essere un disturbo all’interno del quale la stimolazione fobica risulta essere dovuta dalla paura di divenire rosse, è l’eritrofobia. Il movente causa non risulta tuttavia essere noto. Ciò nonostante, vi sono determinate manifestazioni che causano il subentro della problematica.

Anzitutto, bisogna sottolineare che l’eritrofobia risulta essere un fastidio fobico esemplificato che rientra nel test psicologico maggiormente avvallato, e dunque subentra nei pazienti affetti da ulteriori fobie e fastidi d’ansia. L’eritrofobia risulta maggiormente evidente nei soggetti di età giovanile, specialmente nella fase adolescenziale.

La reattività alla fobia risulta coesa ai traumi cui è stato sottoposto il soggetto. Codeste manifestazioni traumatiche e indesiderate causano l’accrescimento di martirio. Attraverso un processo di meccanizzazione di salvaguardia, il soggetto affetto da eritrofobia, al fine di ovviare l’elevata vulnerabilità, ha una reattività nell’estraniarsi dal mondo circostante, ovviando l’affronto e il superamento della problematicità.

Codesta patologia varia a seconda dei preponderanti stati d’ansia, appoggiati dall’esitazione e dai pensieri passivi. Questo causa l’avviamento di manifestazioni all’interno del quale il soggetto studia il disagio di arrossire, cosiddetta ansia anticipatoria. Dettagliatamente, il timore di divenire rosso risulta essere sintomatologia dell’ansia sociale, causa della paura di essere giudicati dagli altri. Per i soggetti affetti da eritrofobia, l’essere guardati, causa il subentro dell’arrossamento sotto forma di spossatezza e inettitudine.

L’arrossamento diviene, pertanto, similare al senso di avere atteggiamenti comportamentali inadeguati e dunque di essere burlati. I soggetti affetti dal timore di divenire rossi tende ad avere un atteggiamento caratteriale chiuso e introverso o eccessiva emotività. I soggetti affetti da stati depressivi risultano maggiormente ipersensibili e dunque maggiormente affetti a produrre codesti processi di meccanizzazione di salvaguardia ovviando stimolazioni fobiche.

L’eritrofobia tende ad essere strettamente connessa alla mancanza di salvaguardia dell’emotività e alla paura di risultare deboli in caso di rapporti interpersonali. Dunque, il timore di divenire rossi subentra ugualmente nei soggetti affetti da fastidi ossessivo-compulsivi, i quali tendono a non manifestarsi suscettibili emotivamente e dunque tendono a non manifestare le corrispettive insicurezze. Ciò causa la salvaguardia della propria persona al fine di tenere sotto controllo la reattività in casi di timore.

Sintomi dell’Eritrofobia

In codesta situazione, il divenire rossi compromette specialmente il viso, più precisamente la zona delle guance. Dinanzi al timore, coloro che sono affetti da codesto fastidio prendono in considerazione stratagemmi di ovviamente e, in determinati rapporti interpersonali, presenta atteggiamenti comportamentali peculiari.

L’eritrofobia causa pertanto:

  • stati nervosi e panico dinanzi all’eventualità di divenire rossi
  • ovviare sguardi con altri soggetti
  • nervosismo all’interno di ambienti pieni di gente

In aggiunta, coloro che sono affetti da eritrofobia presentano:

  • la predilezione di ambienti ombreggiati e l’utilizzo di occhiali per il sole oscuranti
  • occultare il proprio viso coprendolo con un fazzoletto
  • utilizzare creme colorante oppure fondotinta al fine di ridurre l’arrossamento e abbassare il subentro del disturbo

L’eritrofobia, inoltre, causa una successione di fattori fisiologici-somatici, di cui:

  • accrescimento del battito del cuore
  • affanno
  • sensazione di mancamento e vertigini
  • voltastomaco
  • essiccazione alla cavità orale
  • eccessivo sudore
  • brulichio
  • pianto
  • infiacchimento

Inoltre, tende ad essere un fastidio confutante, poichè causa il subentro di svariate funzioni e situazioni. Per tale motivazione, nel caso in cui le sintomatologie dovessero deliminatarsi in maniera preponderante compromettendo il regolare stile di vita, risulta raccomandabile la consultazione specialistica.

Diagnosi dell’Eritrofobia

Codesta sindrome risulta possibile identificarla mediante l’agevolazione e l’esperienza di psicologi e psicoterapeuti. Il quadro clinico risulta essenziale al fine di capire la motivazione causa della paura e dell’insicurezza e redigere la problematicità internamente alla storia vitale del paziente affetto, evidenziando il senso e il tasso. Tutto questo incentiva la redazione, in aggiunto, delle eventuali cure specifiche.

Possibili cure dell’Eritrofobia

In base alla complessità, l’eritrofobia tende ad essere curata con differenti trattamenti terapici. Codeste operazioni hanno lo scopo di portare il soggetto a comprendere il proprio timore, prestando attenzione alla probabilità di reazionare all’ansia e dunque trattare i convincimenti passivi coesi al pensiero di divenire rossi.

Prodotti farmacologici

Il trattamento con farmaci tende ad essere raccomandato a soggetti affetti da problematicità preponderante, specialmente al fine di tenere sotto controllo le sintomatologie delle malattie ad esse connesse, quali stati depressivi e stati d’ansia.

I prodotti farmacologici spesso raccomandati, risultano essere le benzodiazepine, i betabloccanti, gli antidepressivi triciclici, gli inibitori della serotonina (SSRI) e gli inibitori delle monamino ossidati (MAOI).

Psicoterapia

Risultante essere efficiente al fine di cambiare il decorso degli stati d’ansia sociale, operare sulla sicurezza di sè stessi e sulla causa dell’arrossamento per i soggetti, è la psicoterapia. Durante la terapia curativa, il paziente affetto da eritrofobia apprende il modo migliore al fine di esternare l’emotività e dimensionare le situazioni che causano pudore.

L’eritrofobia tende ad essere trattata mediante trattamento terapico cognitivo-comportamentale. Codesto permette di far apprendere il metodo migliore al fine di ovviare pensieri passivi e coesi all’azione dell’arrossamento, mediante le stimolazioni fobiche. In codesto caso, il soggetto tende ad essere sottoposto a condizioni di timore con l’eventualità di comprendere metodi di controllo dell’emotività aventi la capacità di abbassare l’ansia e il timore di cadere.

La sensibilizzazione sistemica causa l’esporsi alle stimolazioni fobiche. Dunque, il soggetto contrasta ogni convincimento passivo coeso all’arrossamento. Solitamente, al fine di contrastare l’eritrofobia in maniera efficiente, la psicoterapia risulta coesa alla distensione psichica, dunque: training autogeno, attività di respirazione, yoga e distensione pregressa. Codeste terapie agevolano il controllo dell’ansia.

I soggetti affetti da eritrofobia devono sottoporsi a trattamenti di simpatectomia del torace endoscopico. Codesta terapia ha l’obiettivo di delimitare la reattività da parte del cervello che guida il rossore. Naturalmente, l’operazione ha lo scopo di abbassare le sintomatologie, seppur non la totale rimozione del movente causa della fobia. Difatti, susseguentemente all’intervento di chirurgia, il soggetto è possibile manifesti timore di essere giudicato.

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