1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle(1 voti, voto medio: 5,00)
Loading...

Atelofobia (Paura delle imperfezioni): che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Atelofobia (Paura delle imperfezioni): che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Si suole intendere l’atelofobia in quanto disturbo psicologico che prevede un timore per le imperfezioni, in maniera molto generale, per cui per ogni aspetto della vita quotidiana, come:

  • aspetto fisico
  • relazioni interpersonali
  • suola o lavoro
  • idee e pensieri.

Questa paura porta il soggetto a sentirsi inadeguato, con una continua ricerca della perfezione. L’atelofobico è convinto dell’erroneità di qualsiasi azione svolta durante la giornata, per cui non all’altezza delle aspettative di chi lo circonda. Questa sorta di insoddisfazione generale viene sovente seguita da ansia e sintomi somatici, tipo:

  • sudorazione forte
  • brividi o vampate di calore
  • battito del cuore accelerato
  • nausea
  • senso di mancanza d’ossigeno.

Così come per molte altre fobie, anche l’atelofobia può avere ripercussioni negative nella vita del soggetto, limitandolo fortemente. E’ importante però sapere che è una condizione affrontabile mediante psicoterapia.

Che cos’è l’atelofobia?

Come appena osservato, l’atelofobia è una condizione caratterizzata dal forte timore di non poter raggiungere la perfezione per quanto riguarda idee, azioni o convinzioni. Il soggetto in questione risulterà essere molto critico per quanto riguarda le sue parole ed azioni, sentendosi insicuro in ogni ambito.

Si deve sapere però che la fobia non è risvolta soltanto ad imperfezioni fisiche, ma a tutto ciò che concerne la sua quotidianità. E’ comunque una condizione che varia da soggetto a soggetto, ed ognuno può avvertirla in maniera più o meno grave, con annessi sintomi.

Cause dell’atelofobia

Pubblicità
Aloe Ferox Bioness

E’ possibile classificare l’atelofobia in quanto disturbo ansioso con alle spalle una forte idea del raggiungimento della perfezione. A questo proposito il soggetto si porrà determinati obiettivi, quasi sempre irraggiungibili, così da potersi sentire gratificato e quindi accettato.

La fobia viene sostenuta da una sorta di circolo vizioso:

  1. Porsi delle aspettative esagerate
  2. Provare a raggiungere l’agognata perfezione
  3. Restare delusi perché non è stata raggiunta la meta.

Questa paura va oltre l’idea della perfezione, in quanto l’atelofobico ne diventa quasi ossessionato, al punto di andare a compromettere anche la sua vita privata e sociale. I soggetti più a rischio risultano essere le donne, perché più vulnerabili al confronto con il sesso opposto. Ad ogni modo l’atelofobia colpisce prevalentemente tutti quei soggetti più suscettibili indipendentemente dal sesso.

A cosa è dovuta l’atelofobia?

Non è sempre facile da capire da cosa possa essere scatenata l’atelofobia, nonostante siano stati identificati diversi fattori, inclusi ambientali, caratteriale e biologico-genetici. Si può dire che l’atelofobia possa essere innescata da:

  • traumi
  • episodi drammatici avvenuti nella vita
  • ricordi tristi per una perdita o un insuccesso
  • aspettative alte da parte di amici o parenti
  • ulteriori eventi negativi, al punto di non essere accettati.

Possono essere proprio questa serie di esperienze a far incrementare l’insicurezza del soggetto, portandolo ad auto incolparsi del fallimento, sentendosi così inadeguato. Vi sono casi in cui la causa può essere una fonte esterna, come un conoscente, amico o collega, i quali spingono il soggetto a sentirsi inadeguato; forte contributo possono dare anche le esperienze d’amore andate male e tendenze al perfezionismo.

Sintomi dell’atelofobia

Il soggetto atelofobico ha il solo obiettivo di correggere i suoi difetti, fino a raggiungere l’apprezzamento degli altri. Un’elevata accettabilità risulta comune come insonnia ed incapacità nel rilassarsi anche per poco. Mentre pensa a raggiungere solo la sua meta, l’atelofobico risulta spaventato al punto da non riuscire ad arrivarci, proprio perché irraggiungibile o perché si sente inadatto, fino a mollare l’ideale.

I sintomi possono differire da soggetto a soggetto, anche in base alla gravità della condizione. I tipici sintomi che vanno a caratterizzare l’atelofobia sono però:

  • Irritabilità
  • Pensiero fisso sulle imperfezioni
  • Pessimismo
  • Scarsa autostima
  • Desiderio del voler raggiungere la perfezione, partendo dall’aspetto fisico, fino al lavoro e l’ambito sociale
  • Forte delusione per mancato conseguimento dello scopo
  • Costante preoccupazione per quanto riguarda il successo dello scopo
  • Emozioni negative, quali rabbia, tristezza, senso di inadeguatezza e senso di colpa.

Il disturbo può innescare una stressante ed angosciosa situazione che spinge il soggetto alla “lotta o fuga“. La reazione si innesca anche per altre fobie, in quanto l’organismo risponde alla paura con un’estrema espressione istintiva di sopravvivenza, rispondendo anormalmente a livello emotivo.

In parole povere, il cervello andrà ad interpretare questo senso di imperfezione in quanto minaccia, preparando così il corpo a tenersene alla larga. Questo risulta essere uno dei segni più eloquenti che un soggetto sta vivendo un disturbo fobico.

Sintomi fisici

sintomi fisici che possono caratterizzare l’atelofobia sono invece:

  • Pianto
  • Tremore
  • Battito cardiaco accelerato
  • Brividi e pelle d’oca
  • Sudorazione fredda o vampate di calore
  • Formicolio e prurito
  • Nausea e vomito
  • Mal di testa
  • Affanno e senso di soffocare
  • Intorpidimento
  • Sensazione di svenimento oppure vertigini
  • Confusione e senso di “testa vuota”
  • Sensazione di oppressione o dolore al petto
  • Incremento della tensione dei muscoli
  • Secchezza orale
  • Costante inquietudine
  • Costante bisogno di recarsi al bagno, per diarrea, urgenza minzionale e così via.

Diagnosi dell’atelofobia

Laddove la sintomatologia dell’atelofobia influisca pesantemente sulla quotidianità del soggetto, risulterà allora necessaria una consultazione medica, o di uno psichiatra psicologo, per razionalizzarne la causa.

Per prima cosa, lo specialista dovrà andare a capire da cosa origina il disagio, specificandone significato e portata. Per cui andrà a:

  • Domandare al paziente quali sono i suoi sintomi e cosa li provocano
  • Stabilire la gravità di questi
  • Escludere qualsiasi altra patologia o disturbi ansioso.

La diagnosi verrà formulata soltanto dopo che lo specialista avrà osservato la reazione del soggetto al solo pensiero di fallire. 

Possibili cure all’atelofobia

E’ possibile trattare l’atelofobia mediante percorso terapico con lo scopo di affrontare le cause d’ansia e manifestazioni annesse. Scelta e combinazione delle terapie spetta allo specialista dopo averne stabilito la gravità. Tra quelle maggiormente scelte ci sono:

  • tecniche di rilassamento
  • meditazione
  • psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Questi interventi mirano a far razionalizzare al soggetto atelofobico il proprio timore, così che possa invertire la sua tendenza. Lo specialista potrà poi dare sostegno al soggetto, facendolo concentrare sulla sua facoltà di reazione ai pensieri ansiosi, per poi modificarne il circolo, affrontando le sue convinzioni negative. 

Insieme alla terapia psicologica può essere combinata anche una terapia farmacologica, così da meglio controllarne i sintomi, tipo l’ansia. Tra i farmaci maggiormente prediletti troviamo:

  • benzodiazepine
  • beta-bloccanti
  • antidepressivi triciclici
  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, o SSRI
  • inibitori delle monoamino ossidasi, o MAOI.

I farmaci possono però soltanto calmare momentaneamente il disturbo, ma non risolverlo in maniera definitiva. La terapia deve avere lo scopo di ripristinare l’equilibrio nella vita del soggetto, senza però intaccare senso di competizione e creatività del soggetto. La psico-terapia dovrà modificare l’ansia dell’imperfezione con il senso di realizzazione nell’aver svolto un buon lavoro.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.