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Areca o Betel: che cos’è, proprietà, utilizzi, benefici e controindicazioni

Areca o Betel: che cos'è, proprietà, utilizzi, benefici e controindicazioni

Risultante essere una pianta di palme adoperata per ornamentare le aree interne delle case e che ha una crescita rapida è l’Areca.

Che cos’è l’Areca?

Quest’ultima si presenta alquanto leggiadra e differente da altre data la ramificazione. Tende a prediligere ambienti con lucentezza pur non soggetti a sole preponderante e a temperature calde annualmente parlando.

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Non predilige le temperature fredde, in quanto il clima ottimale affinché cresca non deve superare i 20°, dunque si consiglia di tenerla internamente alle case durante la stagione invernale così come estiva.

Tuttavia, nel caso in cui dovesse essere posta esternamente, risulta consigliabile prediligere zone ombrate durante le stagioni dalla temperatura maggiormente alta. Per quanto concerne l’abbeveraggio, si consiglia di conservarla umidita anche se con parsimonia.

Settimanalmente da marzo sino ad agosto, deve essere concimata, seppur con ridotti dosaggi. Risulta essenziale mantenere umido l’ambiente e sottoporla a vaporizzazione. Il frutteto, denominato noci di betel, tendono ad essere adoperati in Malesia e nelle Filippine al fine di svolgere riti caratteristici e formare filtri afrodisiaci e stimolanti.

Rientrante nel complesso familiare dell’Arecacee, l’Areca catechu tende a svilupparsi nell’Oriente asiatico. Composta dal frutteto e dunque dalla noce di areca e dalla noce di betel è la droga. Al suo interno, chimicamente parlando, presenta gli alcaloidi piperidinici, di cui: arecolina, arecaidina, guvacolina e gervacina.

Il denominativo betel sta ad indicare la miscelazione delle noci di areca, e dunque fogliame di piper betle e calce, ossia una pianta erbacea del complesso familiare delle piperaceee, conosciuta in Oriente col denominativo di vermicida. Il fogliame di piper betle tendono ad essere adoperate singolarmente per fini psicostimolanti dai popoli Indiani e dell’Asia sud-orientale, in maniera equanime ai popoli del Kath.

Proprietà dell’Areca o Betel

Risultante essere una pianta dannosa, che anticamente tendeva ad essere adoperata sotto forma di vermifugo nel campo veterinario, è l’areca. Quest’ultima tende inoltre a causare effetti collaterali per quanto concerne il sistema cardiovascolare parasimpaticomimetico, congiuntamente alla compresenza di alcaloidi suddetti.

L’areca non tende ad essere adoperata per fini medicinali e di cosmesi. Sebbene venga delegittimata a causa dei danneggiamenti causa della prevaricazione e della contigua mordatura del frutteto in determinate culture dell’Asia e dell’Oceania, la noce di betel vanta di molteplici effetti benefici per il corpo.

Le caratteristiche lassative, antidepressive, ipotensive, antitumorali, antinfiammatorie, antibatteriche e benevoli per il sistema immunitario, risultano evidenziate in molteplici ricerche nell’ambito della scienza. Presenta al suo interno caffeina e supplementare il consumo di caffè durante il giorno. Tende ad essere consigliata specialmente per le caratteristiche benefiche afrodisiache.

Risulta essere vantaggioso per contrastare il deterioramento e agevolare il conseguimento di regimi alimentare nonché istigare le prestazioni psico-fisico. Le caratteristiche benefiche anabolizzanti e l’azione incentivante hanno permesso la proliferazione della noce di betel sotto forma di integratore naturale al fine di incentivare l’accrescimento della massa magra.

Inoltre, la funzione antinfiammatoria agevola l’abbassamento e la riduzione della dolenza susseguentemente l’attività fisica.

Utilizzi dell’Areca o Betel

La presenza all’interno dell’Areca degli alcaloidi, specialmente dell’arecolina, operano funzione parasimpaticomimetica, cooperando coi recettori muscarinici e i recettori nicotinici del sistema parasimpatico.

Codesta cooperazione causa la fuoriuscita di effetti quali: ipotensione, bradicardia, accrescimento della tonicità muscolare, accrescimento dell’essiccazione della saliva, essiccazione gastrica, essiccazione pancreatica, lacrimale e dei bronchi, così come miosi, broncospasmo e brulichio.

In aggiunta, contrasta la funzione del GABA, e dunque dell’acido gamma-amminobutirrico, congiungendosi ai recettori e svolgendo azione istigante per quanto concerne il cervello. Determinate ricerche svolte sugli animali, hanno attestato che gli estratti di areca hanno la capacità di svolgere funzione antidepressiva mediante processi di meccanizzazione di funzione che consiste nell’inibire i monoammino ossidasi (MAO). Tuttavia, data la funzione svolta dagli alcaloidi, tende ad essere vista come una pianta dannosa. Dunque, l’uso non viene approvata ufficialmente per scopi terapeutici.

Anticamente tendeva ad essere adoperata sotto forma di vermifugo nel campo veterinario. In aggiunta, dati gli effetti istiganti, l’areca tende ad essere adoperata da differenti popoli sotto forma di droga abusiva. Nel campo medico tradizionale cinese, contrariamente, la noce di areca tende ad essere adoperata sotto forma di trattamento curativo per la cura di problematicità della digestione, di dissenteria, di oliguria, di edemi e epatiti croniche.

Nel campo medico indiano, la polpa di sementa di areca tende ad essere adoperato sotto forma di calmante. Contrariamente agli infusi della radica della pianta, tende ad essere adoperato sotto forma di trattamento curativo al fine di combattere la screpolatura alle labbra. La noce di areca tende inoltre ad essere adoperato nel campo omeopatico, somministrandola in granulato oppure gocce.

Il campo medico omeopatico tende ad utilizzare codesta pianta al fine di trattare elmintiasi, glaucomi, miopia e accrescere il quantitativo di saliva. Il dosaggio da somministrare risulta differente da soggetto a soggetto, a seconda della tipologia di fastidio da curare e della varietà di utilizzo e di miscelazione omeopatica da adoperare. L’utilizzo della noce di areca per la cura dei fastidi non risulta attestato da esperimenti scientifici. Per tale motivazione, risulta probabile la mancata efficienza terapeutica e i risultati tossici per lo stato salutare del soggetto.

Controindicazioni dell’Areca o Betel

L’uso della noce di areca risulta alquanto controindicato data la funzione dannosa svolta dagli alcaloidi presenti al suo interno. La somministrazione risulta connessa al subentro di malattie cardiovascolari e neoplastiche.

In aggiunta, laddove dovessero esserci sovradosaggi, risulta possibile che il soggetto vada incontro a morte. La presenza di componenti causa ipersensibilità.

Risulta possibile il subentro di interazioni farmacologiche nel caso di somministrazione di:

  • prociclidina, causa di irrigidimento, bradicinesia e brulichio
  • flufenazina, causa di brulichio e acinesia
  • broncodilatatori, causa dell’abbassamento dell’efficienza del prodotto farmacologico

 

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