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Power Rack: che cos’è, a cosa serve e in cosa consiste

Power Rack: che cos'è, a cosa serve e in cosa consiste

Conosciuto ugualmente col denominativo di castello squat, il power rack risulta essere uno strumento ideato durante gli anni ’40 dall’aspetto similare ad un’intelaiatura rettangolare.

Vi sono molteplici tipologie, di differente difficoltà, sebbene il power rack sia quello tradizionale.

Che cos’è il Power Rack?

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Dalla conformazione rettangolare, il power rack presenta appoggi modificabili per la dimora dei bilancieri, dei bastoni di padronanza e per gli strumenti (quali impugnature per gli allungamenti verticali, cosiddetto pull-up).

Risulta essere il sostenitore vantaggioso dell’innalzatore di pesi, così come del body builder, in quanto permette padronanza e funzionalità specialmente nello svolgimento degli esercizi essenziali, quali:

  • Squat.
  • Bench press su panca piana con uso di bilancieri.
  • Pull-up oppure allungamenti alla sbarra.

Lo stesso permette di svolgere il deadlift, e difatti tende ad essere prescritto a soggetti aventi stanghe allungate e complicanze al rachide ed alle ginocchia oppure al bacino. Equanime principio risulta legato al good-morning, allo stacco alla rumena ed agli affondi posteriori. Naturalmente, il power rack non risulta un supplente dello spotter, specialmente per quanto concerne lo svolgimento di massimali e sessioni a sprofondamento con elevati pesi.

Ciò nonostante, tende a contenere da codesto bisogno in qualsiasi situazione, e permette di sostenere l’operosità del personal trainer in momenti di bisogno, sebbene risulta difficoltoso che lo spotter, posto alle spalle del soggetto che pratica squat, possa avere la capacità di controllare attraverso le braccia un peso eccessivamente elevato nei casi di aiuto.

Questo perché risulta essere un macchinario così semplice da essere, naturalmente per coloro che non hanno praticità, del tutto futile. Difatti, risulta difficoltoso rintracciarlo all’interno dei centri sportivi. Tuttavia, i soggetti che non hanno mai testato il prodotto, o non hanno mai sentito la necessità di usarlo, quasi certamente non hanno mai praticato sport in maniera seria.

A cosa serve il Power Rack

Coloro ad avere la necessità di incalzare nei rep ad ogni sessione al fine di ottenere benefici dall’attività fisica risultano essere i culturisti ed i body builder. Risulta futile affermare che, al fine di raggiungere il decadimento muscolare, l’affaticamento diviene talmente elevato tanto da compromettere la conclusione degli esercizi finali.

Nel corso di uno stato vitale a base di sport, spesso succede di non avere più la fermezza del bilanciere, con conseguente perdita di bilanciamento, trafittura articolare oppure muscolare, decadimento della derisione, o esemplificato sbaglio nel corso del conteggio del carico elevato. In tal caso, il power rack risulta essenziale al fine di ovviare infortuni preponderanti. L’utilizzo del power rack tende ad avvantaggiare l’utilizzo di metodologie, meccanismi e tecniche di attività alquanto difficoltosi da svolgere. Le sbarre e le fasciature del power rack permettono di incentivare il dissesto, permettendo di porre il bilanciare sul basamento e dunque svolgere l’attività fisica fino alla fine, grazie ad una sicurezza alta.

Codesto aggeggio, mediante le pale traforate per la regolamentazione, incentiva il subentro delle sbarre al fine di svolgere attività. Risulta essere un’attività solitamente svolta dai culturisti. Spesso, si tende a suddividere l’esplorazione di ciascun’attività in 3 stadi, e dunque ridotto, centrale ed elevato. Al fine di appuntare le alture, bisogna utilizzare una duplice sbarra, e posizionare una sbarra nell’area superficiale ed un’altra nell’area inferiore, affinché risulti possibile dare vita ad un’esplorazione dell’attività legata.

Se si prende in considerazione la panca orizzontale con pesi, bisogna porre la panca all’interno del power rack e porre una sbarra all’altura del petto, misurando col torace in fase di inspirazione ed allargamento. Contrariamente, la seconda sbarra deve essere posta usando l’altura del bilanciere nel momento in cui gli omeri risultano paralleli alla pavimentazione. Per quanto concerne il posizionamento centrale, la sbarra inferiore deve essere posizionata in alto, mentre quella alta a 15 cm dall’allargamento totale del braccio. Il posizionamento elevato contrariamente prevede il rimanente tragitto. Operando con codeste esplorazioni limitate, risulta possibile sopraffare lo sticking point e le angolature laddove presente è una elevata complessità, svolgendo attività fisica sui posizionamenti laddove risulto vantaggioso attuare il segno più piccolo al bilanciere.

Nel momento in cui si svolge allenamento con pesi, il soggetto inizia a svolgere lavoro di eccentricità del moto. Spesso non ci si rende conto di quanto accade, sebbene l’iniziazione della sessione in codesto modo incentiva l’uso di riempimenti, poiché durante la fase di eccentricità si accatasta vigore elastico che risulterà di conseguenza dato durante la sessione susseguente. Da questo momento, bisogna dunque porre la barra di baldanza parallelamente alla gabbia toracica, ed inspirare ponendo il peso superficialmente alla stessa, svolgendo di conseguenza la sessione concentrica. In tal modo, il vigore di abbassa, ed in aggiunta, al fine di smuovere il peso da codesto posizionamento risulterà opportuno svolgere velocizzazione elevata rispetto a quanto viene svolto regolarmente, accatastando il vigore flesso della sessione eccentrica.

Utilizzando la panca orizzontale con peso e ponendo le due barre, risulta possibile svolgere repliche internamente a codesta esplorazione. All fine di codesto set, bisogna lavorare isometricamente di fronte la sbarra posta in cima sino al decadimento, o per pochi secondi fino a che bisogna riprendere con lo svolgimento di quale replica.

Ulteriore procedura laddove il power rack risulta essere efficiente risulta essere quella della sessione bloccata. Bisogna iniziare dal posizionamento parallelo alla gabbia toracica del peso, svolgendo replica, sino a che in conclusione della sessione eccentrica risulta possibile adagiare il bilanciere superficialmente al tetragono, e riprendere fiato per pochi secondi, per poi svolgere un ulteriore replica e riprende fiato nuovamente, sino a che non si giunge la cifra di repliche predefinite.

In che cosa consiste il Power Rack

Ingegnoso nonostante la modestia, il power rack risulta essere uno scheletro di una scatola, o per meglio dire, una voliera avente pali e assi di metallo e a set quadrati, con peculiarità di: poderosità, fermezza e regolamentazione. Il bilanciere totale non supera un quintale e mezzo. Risulta essere un macchinario composto da 4 pali in metallo e sbarre di padronanza aventi band pegs.

Al di sotto risultano congiunti su 3 bracci mediante assi di coesione, mentre al di sopra ulteriori 4 assi, del quale, un’asse risulta essere intesa come espediente per gli allungamenti. Pali ed assi tendono ad essere regolamentati da freccie perpendicolari con una struttura avente portata avversa sebbene non superi i 500 Kg.

Si consiglia tuttavia di non congiungere il power rack al multi-power, in quanto quest’ultimo risulta avere linee guida di laccio per i pesi.

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