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Morbo di Kawasaki: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Morbo di Kawasaki: che cos'è, sintomi, cause e possibili cure

Risultante essere una patologia eziologica infettiva è il Morbo di Kawasaki. Quest’ultimo consiste in una vasculite febbrile acuta, peculiare dei bambini di età inferiore ai 4 anni. La vasculite risulta essere una flogosi dei vasi sanguigni strettamente connesse alle arterie e dunque tale patologia di Kawasaki risulta essere una patologia autoimmunitaria che compromette la funzionalità della arterie.

La terminologia risulta connessa a colui che l’ha scoperta e dunque Tomisaku Kawasaki, uno specialista che dopo aver analizzato attentamente la febbre di un infante di 4 anni con presenta di labbro e lingua rossa, iperemia orofaringea, ed eritema nonché linfadenopatia ha dedotto si trattasse della Sindrome Mucocutanea Linfonodale.

Tale patologia risulta ad oggi propagata in ciascuna parte del mondo e tende a compromettere lo stato salutare dei soggetti in Asia. Tuttavia, il periodo di assoggettarsi al morbo risulta alquanto basso o comunque totalmente assente specialmente nei soggetti di pelle negra e del Caucaso.

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Spesso si sente parlare di Morbo di Kawasaki endemico, patologia che si manifesta ogni 3 anni specialmente nel corso delle stagioni primaverili ed invernali. Tende a compromettere lo stato salutare degli uomini e dei bambini di età inferiore ai 4 anni.

Per tale motivazione, tale patologia ad oggi risulta essere la secondaria infiammazione delle arterie che compromette lo stato salutare dei bambini successivamente alla porpora di Schonlein-Henoch, in quanto sono state analizzate delle percentuali che hanno mostrato:

  • il subentro di tale patologia nei soggetti di età inferiore ai 4 anni;
  • subentro del morbo di Kawasaki in soggetti di età inferiore ai 2 anni (tra i 9 e gli 11 mesi);
  • Soggetti affetti da tale patologia durante i primi 6 mesi di vita;

Cause del Morbo di Kawasaki

Rientrante fra le patologie eziologiche non del tutto note, il morbo di Kawasaki risulta essere infettivo tanto da subentrare a seguito di patologie virali. Per quanto concerne la patologie eziologica, risulta probabile che il morbo di Kawasaki sia connesso ad intossicazioni da mercurio, fattori allergici, patologie immunologiche ed infezioni.

Vi sono poi ulteriori fattori infettivi causa della patologia, come ad esempio: virus di Episten-Barr (causa del medesimo linfoma di Burkitt), Retrovirus, Parvovirus B-19, streptococchi e stafilococchi. Vi sono poi altri fattori causa del Morbo di Kawasaki riguardanti le malattie connettivali autoimmuni.

Sintomi del Morbo di Kawasaki

Il morbo di Kawasaki risulta distinguibile in un triplice stadio:

  • Acuta febbrile, fase che non supera il mese e che presenta una febbre alta, mutazione dell’umore, irrascibilità, anoressia, shock setticemico, fuoriuscita pleurica, rush cutaneo, papule, macule e prurigine. Spesso manifesta anche la produzione di iperemia congiuntivale, eritema buccale, traumi della mucosa orale ed eritemi alle mani. Risulta essere un prodromo peculiare del primo stadio è la linfadenopatia cervicale, laddove i linfonodi risulta causare dolenza, si presentano mollicci causando rossori e calore alla pelle;
  • Stadio sub-acuto, durante il quale il soggetto manifesta perdita delle squame della pelle, congiuntamente a trombocitosi. Solitamente presenta artriti ed artralgie, nonchè contratture vascolari, mutazioni cardiache con conseguente decadimento (in alcuni casi);
  • Guarigione, sino ai 3 mesi, successivamente al quale le tracce di tale patologia risultano del tutto assenti, sebbene il soggetto possa manifestare ancora fastidi al cuore. Spesso manifesta dolenza all’addome, meningite asettica, piuria, uretriti e fastidi epatici;

Naturalmente, tali sintomatologie subentrano tutte insieme nei soggetti affetti da Morbo di Kawasaki, dunque risulta fondamentale, al fine di stilare la giusta prognosi, evidenziare le sintomatologie dallo stesso percepite, come febbre alta, edema e rush cutaneo, traumi alla cavità orale, rigonfiamento dei linfonodi ed iperemia congiunti-vale.

Diagnosi del Morbo di Kawasaki

Solitamente, la prognosi risulta essere connessa ad esami clinici durante il quale si studiano eventuali patologie ad esso annesse, come: Morbillo, scarlattina, shock tossico, avvelenamento causa mercurio, artrite reumatoide, infezioni da Enterovirus e leptospirosi.

Fra i test, cui viene sottoposto il paziente affetto da Morbo di Kawasaki, rientrano:

  • l’ecocardiografia;
  • l’ecocardiogramma;
  • l’esame oftalmoscopico con uso di lampada a fessura;

Possibili cure del Morbo di Kawasaki

La cura del morbo di Kawasaki prevede l’utilizzo di immunoglobuline via endovena come Privigen, Kiovig e Flebogammadif congiuntamente alla somministrazione di aspirina.

Nel momento in cui il soggetto però non dovesse ottenere risultati benefici a seguito di tali somministrazione, lo specialista tende a prescrivere l’utilizzo di infliximab, e dunque un prodotto farmacologico preponderante e rientrante nel complesso degli anticorpi monoclonali al fine di curare le patologie autoimmuni.

Non essendo situazioni monosemiche, i trattamenti curativi maggiormente prescritti riguardano l’eliminazione delle infiammazioni nonché la salvaguardia dai peggioramenti coronarici. Tuttavia, in varie situazioni, la terapia curativi ha riscontrato ottimi risultati sebbene vi siano state situazioni di soggetti con Morbo di Kawasaki che hanno manifestato fastidi al muscolo cardiaco, portando il trattamento curativo ad essere mortale.

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