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Anedonia: che cos’è, malattie correlate e possibili cure

Anedonia: che cos'è, malattie correlate e possibili cure

L’anedonia è la parziale o totale incapacità di trarre piacere o soddisfazione per piacevoli attività od oggetti come cibo, sesso e relazioni. Questo disinteresse si manifesta anche dinanzi al dormire, al relax o al vivere in generale, quindi non sarà difficile capire come questi sia il riflesso di probabili disturbi mentali, depressione o psicosi croniche.

Si parla di anedonia sociale, nel momento in cui questo disinteresse sia riverso soltanto sulle relazioni interpersonali. L’anedonia fisica è il disinteresse e la mancanza di piacere dinanzi al cibo, al sesso e alle emozioni. L’anedonia sessuale è la totale mancanza di piacere durante l’atto sessuale, un sinonimo quasi di anorgasmia. 

La parola anedonia fu usata per la prima volta alla fine del ‘900 da un certo Ribot, ovvero uno psicologo francese che la definì:”L’incapacità patologica di percepire piacere in ogni sua forma.” Analizzando il termine si noterà che questi è composto da una radice e da una desinenza greca, quindi piacere, in greco hēdonē, negato dal prefisso an. 
L’anedonia, quindi, non vede una vita poiché il piacere non esiste.

Malattie correlate all’anedonia

L’anedonia è molto spesso collegata a patologie come:

  • Schizofrenia
  • Morbo di Parkinson
  • Depressione
  • Disturbi dell’umore.
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In seguito a vari studi, è emerso che circa il 40% dei soggetti affetti dal Morbo di Parkinson, manifestino al contempo anche l’anedonia.
Il collegamento con la schizofrenia è invece tutt’oggi ancora in dubbio, in quanto alcuni psicologi ritengono che l’anedonia altro non sia che un sintomo della stessa, mentre altri lo vedono come un tratto predisponente alla manifestazione schizofrenica.

Tra coloro che sostengono la prima teoria ritroviamo il dottor Carpenter ed il dottor Kirkpatrick, i quali ritengono che l’anedonia sia “sintomo primario e duraturo”, quindi un elemento molto importante affinché avvenga la diagnosi della schizofrenia. Ritroviamo anche il dottor Crow, ovvero uno psichiatra anglosassone che vedeva nella patologia il sintomo principale per la diagnosi.
Vi erano però in molti a dibattere opponendosi alla teoria, paragonando l’anedonia ad una “malattia trasmessa geneticamente“, e quindi che faceva da base all’insorgenza della schizofrenia.

L’anedonia è molto coinvolta anche nella depressione; infatti, negli stadi iniziali, il paziente manifesta la sua scarsa capacità di provare soddisfazione da attività quotidiane, da tutti designate solitamente come piacevoli.
Quello che differenzia anedonia/schizofrenia/depressione, è il fatto che l’anedonia ha una sua “nascita”, mentre nella schizofrenia, l’anedonia è ferma e non nasce ad uno stadio determinato della patologia.

Possibili cure all’anedonia

In quanto considerata disturbo mentale, l’anedonia va trattata allo stesso modo della depressione o di altri disturbi psicologici, ovvero con sedute psichiatriche, dialogo e farmaci laddove necessario, cosicché si vada a ridurre la negatività apportata dalla stessa.

L’anedonia non viene considerata in quanto patologia a sé, però, come già visto, cammina a pari passo col altri disturbi della personalità, con la sola differenza che ha la capacità di peggiorarli. Qui deve giocare un importante ruolo lo specialista, il quale deve scoprire da cosa sia stata provocata l’anedonia e quale patologia sta nascondendo, così da trovare la cura adeguata e combatterla.

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