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Sinestesia: che cos’è, tipologie, diagnosi e possibili cure

Sinestesia: che cos'è, tipologie, diagnosi e possibili cure

La sinestesia risulta essere un evento sensoriale-percettivo, dove, precisi stimoli, generano percezioni dalla differente origine da quella comune, come ad esempio, si riuscirà a “vedere” un suono oppure “sentire” un colore.

Questo fenomeno si ha nel momento in cui le percezioni sensoriali o cognitive generano esperienze, siano esse automatiche od involontarie, in un secondo tratto neuronale. Si può andare incontro alla sinestesia in seguito a:

  • assunzione di determinati farmaci
  • uso di sostanze stupefacenti, come mescalina o LSD
  • deprivazione sensoriale
  • delle lesioni cerebrali.

Le suddette “interferenzepercettive si possono manifestare involontariamente oppure spontaneamente, nei soggetti con più comunicazione fra le aree del cervello predisposte all’elaborazione di informazioni provenienti da differenti organi sensoriali. Come già detto, la sinestesia può avere forme differenti, e quindi:

  • Le parole assumono colore
  • I suoni hanno odori
  • I numeri hanno un gusto.

Che cos’è la sinestesia?

In medicina, la sinestesia è vista come fenomeno dove un determinato stimolo coinvolge a sé funzioni di uno o più sensi, differenti da quelli comunemente predisposti all’elaborazione. La condizione si ha:

  • In normalità
  • Sotto influenza di sostanze od effetto collaterali di alcuni farmaci
  • In quanto risultato di disturbi neurologici.

Ad ogni modo, la sinestesia va a colpire un limitato numero di persone, si stima dallo 0,05% al 4%.

Tipologie di sinestesia

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La sinestesia prevede 2 forme maggiormente riscontrabili, le quali sono:

  1. Sinestesia uditivo-visiva
  2. Sinestesia grafema-colore

Sinestesia uditivo-visiva

La sinestesia uditivo-visiva è quella più comune, e prevede l’associazione di suoni con colori, in quanto l’aprire una porta, il suono del clacson ed il brusio di più persone, possono generare anche delle esperienze visive.

Sinestesia grafema-colore

I soggetti che saggiano la sinestesia grafema-colore tendono a legare lettere o numeri ad un determinato colore. Vi sono addirittura casi in cui intere parole posseggono una personale tonalità. Questa forma di sinestesia fa il suo esordio nei primi anni di scuola, e quindi quando il bambino sperimenta per la prima volta i grafemi.

Ulteriori forme di sinestesia

Ulteriori forme si sinestesia possono essere:

  • Sinestesia tattile, con la quale si associa il tatto con la vista.
  • Sinestesia lessicale-gustativa, e quindi, quando il soggetto legge delle parole, ne percepisce al contempo il sapore, che è talvolta anche particolarmente intenso.

Diagnosi della sinestesia

Ad oggi, non abbiamo uno specifico metodo che consenta la diagnosi della sinestesia, ed anche se la si suole definire in quanto “condizione neurologica“, questa non fa parte nel DSM, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, o dell’ICD, Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati.

Sovente, la sinestesia non va ad interferire con le comuni attività quotidiane, e la manifestazione viene definita “neutra” ma anche “piacevole” da colui che la sperimenta. Nonostante l’assenza di una diagnosi, abbiamo però dei punti guida che permettono il riconoscimento della condizione.

Le principali percezioni sinestetiche sono:

  • Involontarie, automatiche spontanee, il fenomeno è quindi percettivo e non cognitivo, o per meglio dire, il soggetto non provoca in modo consapevole la reazione.
  • Proiezioni, invece di ottenere legame cognitivo, queste percezioni si sviluppano nello spazio, per cui l’immagine verrà proiettata all’esterno del corpo.
  • Coerenti generiche, dove le percezioni sono sempre le stesse, come l’associazione perenne del sapore del cioccolato al violino di Beethoven. La sinestesia percettiva risulta unidirezionale, per cui se si percepisce una nota musicale in quanto colore, non si può escludere il fatto che la mente evochi quel colore ogni qual volta si senta quella nota. La percezione è generica, e quindi si ha la possibilità di percepire colori, forme o linee come risposta ad un determinato odore; il soggetto con sinestesia non ha però la facoltà di vedere qualcosa di complicato, tipo soggetti un una stanza, mobili e quadri appesi.
  • Memorabile, quando la percezione secondaria si ricorda meglio di quella primaria, correlando ad esempio il viola al nome “Maria”, per cui se ne ricorda il colore piuttosto che il nome.
  • Emozionale, dove il soggetto prova reazioni emotive, tipo piacere o sgradimento. La maggior parte di essi ha però affermato che queste restano neutrali oppure legate a dei vantaggi, tipo la creatività.

Possibili cure alla sinestesia

E’ importante sottolineare il fatto che non tutti i soggetti aventi la sinestesia sperimentano esperienze negative, per cui la terapia non viene spesso ritenuta necessaria. Il fenomeno però conta al contempo numerosi gradi e varianti, basti guardare la dislessia e l’autismo.

L’unico approccio che ad oggi sembra aver dimostrato importanti risultati nel gestire il fenomeno della sinestesia resta soltanto l’ipnosi. 

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