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Morbo di Crohn: che cos’è, sintomi, cause e possibili cure

Morbo di Crohn: che cos'è, sintomi, cause e possibili cure

Risultante essere una patologia infiammatoria cronica della digestione con suddivisione segmentale dalla bocca all’ano è il Morbo di Crohn. Quest’ultimo tende a colpire l’area ultima dell’intestino tenue ed il colon.

Le sintomatologie del Morbo di Crohn variano a seconda della zona colpita e si presentano diversificati a seconda del soggetto. Fra le sintomatologie maggiormente manifestanti, vi sono i fastidi all’addome, dissenteria, rigurgito e dimagrimento. Ad oggi non vi sono ancora trattamenti capaci di risolvere il Morbo di Crohn.

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Ciò nonostante, vi sono convenzioni farmacologiche alquanto efficaci per ispezionare le sintomatologie e le precauzioni connesse ad eventuale reiterazione. Contrariamente, alle operazioni chirurgiche connesse a complicanze di ostruzione intestinale, fistole o ascesso.

Causa

I moventi connessi a tale patologia non sono ancora riconosciuti, seppur è stato manifestato che i peggioramenti causati dallo stesso riguardano l’inadeguata e costante l’innesco delle difese immunitarie della mucosa intestinale.

Attualmente, la comparsa di tale patologia tende ad essere connesse a un triplice movente:

  • l’Ipersensibilità alla patologia genetica;
  • il deterioramento dei tessuti causa della risposta alle difese immunitarie determinate dai batteri della flora gastrointestinale;
  • svariati fattori esterni;

Per quanto concerne la microflora, nei soggetti in buona salute la mucosa intestinale è capace di causare un’infiammazione fisiologica. Finalità risulta essere la produzione di immunoglobuline A, le quali si congiungono ai microrganismi rendendo semplificata la rimozione. Contrariamente, le infiammazioni connesse al morbo di Crohn non sono verificate e comportano crepe ai tessuti.

Per quanto concerne moventi esterni vi è l’utilizzo di prodotti farmacologici antinfiammatori non steroidei capaci di causare recrudescenze. In aggiunta, l’eccessivo uso di nicotina accresce i pericoli connessi al progresso della patologia.

Aree lesionate

Molteplici possono essere le aree lesionate tra cui diversificate zone intestinali, specialmente dell’intestino tenue e del colon. Risulta essere una tipologia propagata del morbo di Crohn, sebbene risulti avere un’erogazione segmentale, con avvicendamento di lineamenti colpiti e di lineamenti a salto, con limite di dissociazione fra le zone coinvolte e quelle illese. Tende ad essere rintracciabile principalmente ai livelli dell’ileo. Spesso colpisce il duodeno e lo stomaco. Raramente i soggetti, specialmente bambini ed adolescenti, vedono periodi di digiuno prolungato nonchè ileo.

Le zone colpite vedono infiammazione alle pareti intestinali, causando ingrossamenti ed ulcere. Le infiammazioni si diramano sino ai linfonodi adiacenti il più delle volte. Le zone spesso soggette a crepe comportano necrosi, poiché la mucosa può lacerarsi e causare la formazione di fistole. Quest’ultime, di conseguenza, sono capace di collegare due pretesti intestinali o schiudersi in ulteriori organi (come vesciche, uretere e vagina). Inoltre spesso si schiudono esternamente, specialmente lungo le cicatrici chirurgiche, o attorno al buco ombellicare. Spesso, codeste fistole sono notevolmente lunghe e sono capaci di arrivare lungo i glutei o le anche.

Effetti

Le infiammazioni causate da tale patologia, specialmente se riguardano estesi condotti intestinali, sono capaci di modificare l’assimilazione di svariati composti. Il più delle volte si modifica l’assorbimento dei sali biliari, i quali, a loro volta conferiscono la sottrazione di composti capaci di motivare l’assimilazione dei grassi alimentari con la formazione di grassi all’interno delle feci. In aggiunta, i sali collegano il calcio ed in caso di ammanco comportano l’accrescimento dei problemi connessi alla formazione di calcoli. Ulteriore conseguenza è la cattiva assimilazione di determinate vitamine. Nel caso in cui il Morbo di Crohn si propaga nell’intestino tenue, la cattiva assimilazione può risultare totale, compromettendo qualsiasi apporto nutrizionale. Ciò comporta dissenteria, causa della bassa assimilazione dei sali biliari, così come della bassa assimilazione dei carboidrati e al costante posizionamento batterico capace di stabilirsi all’interno delle aree maggiormente attaccate.

Sintomatologie

Solitamente, i soggetti affetti da morbo di Crohn hanno un’età compresa fra i 20 ed i 40 anni. Spesso però vi sono eccezioni che vedono colpiti anche soggetti aventi un’età intorno ai 60 anni. I sintomi possono essere ambigui. Iniziano a manifestare febbre per poi susseguentemente colpire l’addome, specialmente nella zona sottostante, laddove la patologia si manifesta maggiormente. La dolenza si manifesta volontariamente aumentando la palpazione.

Risulta difatti questa la zona laddove risulta maggiormente percepibile la massa gonfia asimmetrica e fastidiosa. Inoltre, successivamente comporta dissenteria per all’incirca 4 gg manifestando feci semiliquide pur non mostrando alcuna fuoriuscita sanguigna. Nel caso in cui dovessero appunto subentrare perdite di sangue si tratta di steatorrea.

Possibili cure

Rivolgersi ad uno specialista è la miglior cosa, in quanto vi saprà indicare verso le specifiche visite da effettuare.

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