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Malattia di Behcet: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Malattia di Behcet: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere una patologia sporadica connessa alla disorganizzazione sistemica dei vasi sanguigni è la Sindrome di Behçet. Risulta essere una vasculite cronica recidiva che compromette più di un organo.

Che cosa s’intende per Malattia di Behçet?

Risulta essere una malattia multisistemica, composta da un’infiammazione che compromette i vasi sanguigni. Sebbene non vi siano certezze, pare che tale sindrome sia autoimmunitaria.

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Ciò nonostante, risulta che vari fattori esterni e di gene compromettano il subentro di tale patologia. Poiché compromettono tutto il reticolo dei vasi sanguigni, le sintomatologie peculiari di tale sindrome risultano essere vari ed avversi, come: ulcere orali, infiammazioni al bulbo oculare, fastidi del SNC, eruzioni cutanee, piaghe ai genitali e dolenza alle articolazioni.

Tuttavia, le sintomatologie connesse a tale sindrome risultano differenti a seconda del paziente affetto. La terapia curativa di tale sindrome ha lo scopo di salvaguardare le eventuali complicazioni difficoltose così come il divenire ciechi. La denominazione della sindrome risulta connessa a colui che l’ha scoperta.

Fu difatti durante il 1937 che il dermatologo di provenienza turca H. Bechet guardò attentamente il subentro di sintomi similari in molteplici soggetti, come ulcere orali, piaghe ai genitali contigue, nonché infiammazioni al bulbo oculare che rientrano difatti nei fattori peculiari di tale sindrome. Per tale motivazione, tale sindrome risulta alquanto frequente nei soggetti tra i 15 ed i 45 anni, soprattutto nei soggetti al di sotto dei 25 anni che vedono la compromissione del bulbo oculare.

Tuttavia, la malattia di Behcet subentra ugualmente nel corso della fase infantile e durante il decadimento. Ricerche odierne poste sul giornale Expert opinion on pharmacotherapy, hanno evidenziato il fatto che la sindrome subentri con frequenza specialmente in Asia, compromettendo lo stato salutare degli uomini a differenza dei soggetti femminili.

Cause della Malattia di Behçet

Sebbene non vi siano peculiari moventi connessi alla sindrome di Behcet, tuttavia risulta possibile precisare che la malattia non si presenta infettiva né causare contagio dunque estremamente subentrabile nel corso dei rapporti sessuali.

Ciò nonostante, sembra che l’eziopatogenesi sia connessa allo sconosciuto esito autoimmune, in quanto il corpo, evidenziando erroneamente determinate cellule in buono stato come tossiche, fa scattare una difesa che combatte le cellule sane con conseguenti danneggiamenti.

Per tale motivazione, risulta probabile che fattori d’infezione abbiano la capacità di causare un’infiammazione autoimmune distruggendo le strutture dei vasi sanguigni. Tuttavia, risulta opportuno tenere a mente che agenti atmosferici e di gene causano nel soggetto affetto dalla sindrome di Behcet un’attinenza di gene tra l’antigene HLA-B51 e l’HLA-B57.

Fra i moventi causa di tale malattia rientra anche l’eccessivo utilizzo di nicotina, in quanto i composti chimici presenti al suo interno deteriorano il DNA, causando nel soggetto la sindrome.

Sintomi Malattia di Behçet

Poiché risulta essere una sindrome autoctona, tale malattia tende a propagarsi all’interno di ciascun organo viscerale, dunque sistema respiratorio, stomaco, intestino, compromettendo anche i muscoli ed i nervi.

Le sintomatologie risulta avverse in base al soggetto ed il subentro di tracce risulta connesso al soggetto, difatti determinati soggetti risentono molto della sindrome contrariamente ad altri le cui sintomatologie risultano essere sporadiche. Per quanto concerne il comprendere la zona della sindrome, bisogna tenere sotto controllo la frequenza delle sintomatologie sebbene sia importante precisare che la stessa tocchi maggiormente la cavità orale, il bulbo oculare, i genitali, la cute, il sistema vascolare e digerente, il sistema nervoso e le articolazioni.

Spesso, determinati soggetti presentano frequenti convulsioni. Per tale motivazione, la sindrome potrebbe dare una diagnosi mortale, in quanto la spaccatura degli aneurismi vascolari e dei traumi neuronali compromettono seriamente lo stato salutare del soggetto affetto.

Diagnosi Malattia di Behçet

Per quanto concerne la prognosi della sindrome, essa si presenta alquanto difficoltosa, specialmente per quanto concerne le sintomatologie e la coesione con ulteriori malattie. Le caratteristiche di tale sindrome, risulta connesse alla stessa.

La stessa percezione dell’infiammazione alle arterie polmonari si presenta peculiare della malattia. Fondamentale risulta essere la diagnosi conosciuta col denominativo di Test patergico, durante il quale lo specialista inietta un composto fisiologico attraverso l’utilizzo di un ago sterilizzato. Laddove però successivamente alle 48 ore si dovesse formare un nodulo, la malattia risulta essere chiara.

La stimolazione mediante meccanizzazione conferisce la produzione di contratture pustolose. Alquanto peculiare risulta essere la biopsia. Tuttavia, non vi sono diagnosi aventi la capacità di attestare oppure ovviare la presenza o meno di tale sindrome, sebbene lo studio dei sintomi ed il sottoporsi ad analisi specifiche possa risultare bastevole.

Possibili cure Malattia di Behçet

Essendo una sindrome sporadica, molteplici aziende farmaceutiche non sono solite pagare molto per tale patologia. Tuttavia, una terapia curativa risulta specifica al fine di tenere a basa le sintomatologie.

I prodotti farmacologici utilizzati durante il trattamento curativo prevedono principalmente la somministrazione di antinfiammatori, come ad esempio: la colchicina, i cortisonici, gli immunisoppressori ed i FANS aventi la capacità di affievolire le sintomatologie.

I cortisonici devono essere utilizzati sulla lesione ed hanno la capacità di ridurre l’infiammazione. Tendono ad essere solitamente adoperati durante le cure della sindrome sebbene non vi siano dimostrazioni che attestino l’efficienza degli stessi. La colchicina risulta essere un prodotto farmacologico adoperato al fine di trattare la gotta e dunque alleviare la dolenza alle articolazioni.

Gli immunosoppressori svolgono funzione terapeutica attraverso la revoca delle difese immunitarie, alleviando dunque l’infiammazione. Alfine vi sono i FANS aventi la capacità di ridurre in maniera temporanea la dolenza e l’infiammazione.

Spesso però specialisti prescrivono anche anticoagulanti ed antiaggreganti piastrinici, sebbene non vi siano risultati eccellenti a riguardo specialmente per quanto concerne la prevenzione dei peggioramenti vascolari (come ad esempio la trombosi venosa profonda).

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