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Istmocele: che cos’è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Istmocele: che cos'è, cause, sintomi, diagnosi e possibili cure

Risultante essere una complicazione che subentra susseguentemente al taglio cesareo, è l’istmocele. Quest’ultimo risulta essere un diverticolo sacciforme oppure dell’ernia, il quale tende a proliferarsi nell’area compresa fra il condotto della cervice e l’istmo, conosciuta col denominativo di orifizio uterino interno, e dunque zona del taglio svolta al fine di estrapolare il neonato, susseguentemente al quale subisce saturazione.

L’istmocele si manifesta sotto forma di regresso oppure di blocco della plicatura dell’orifizio uterino interno. Codesta malformazione presenta una conformazione a borsa oppure tasca coperta dalla mucosa levigata, ispessita e traslucente.

L’Istmocele risulta essere abbondantemente vascolarizzato dal tessuto inferiore. Internamente all’istmocele risulta possibile l’accatastamento del muco cervicale e del sangue del mestruo.

Cause dell’Istmocele

Risultante essere una modificazione della copertura paretale dell’utero, similmente all’ernia oppure al diverticolo, è l’Istmocele. La malattia subentra maggiormente nella zona paretale anteriore dell’istmo uterino oppure del condotto cervicale, nella zona lineare di occlusione svolta susseguentemente al taglio cesareo.

L’istmocele risulta possibile decifrarlo, pertanto, sotto forma di malformazione cicatriziale. L’eziopatogenesi dell’istmocele risulta essere ad oggi ignota, sebbene risulta possibile evidenziare differenti moventi aventi la capacità di causare codesta complicazione. Lo stesso difatti subentra maggiormente nei soggetti femminili cui si sono sottoposte ad un elevato numero di taglio cesareo.

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Nella zona del taglio, risulta possibile evidenziare la fuoriuscita oppure l’ispessimento dell’endometrio. Ciò nonostante, nel subentro di codesta malattia non risulta possibile ovviare legature con ulteriori tipologie di operazioni, come il raschiamento. Le cause che incentivano il subentro della malattia risultano differenti e presentano:

  • sostanza e tecnica di occlusione uterina
  • avanzato parto cesareo e quantitativo di tagli cesarei
  • dissomiglianza fra il bordo superiore e il bordo inferiore del taglio isterotomico
  • ignota assimilazione del taglio
  • ridotta contrazione del muscolo uterino attorno alla cicatrice del taglio cesareo
  • retroversoflessione uterina
  • complicazione durante l’operazione
  • infiammazione e infezioni cicatriziali del taglio cesareo
  • obesità oppure sovrappeso
  • età al di sotto dei 30 ani
  • tempistica del travaglio maggiore alle 5 ore e allargamento cervicale maggiore ai 5 cm antecedentemente al parto cesareo
  • uso di ossitocina

Approssimativamente, l’istmocele tende a formarsi nel 30% dei soggetti femminili che ricorrono al taglio cesareo. La zona dell’istmocele risulta essere coesa col periodo di esecuzione del taglio cesareo, in coesione al travaglio del parto.

In fattori di parto cesareo elettivo, risulta opportuno evidenziare che l’istmocele subentra, solitamente, nella zona alta e dunque cervico-istmica. Nei soggetti che fanno ricorso al taglio cesareo d’emergenza, contrariamente, la zona dell’istmocele risulta essere la cervice, dunque zona medio-inferiore. In codesta situazione, la zona della malformazione risulta essere ridotta, a seconda del livello di allargamento del collo uterino.

Sintomi dell’Istmocele

Spesso, l’istmocele risulta essere sprovvisto di sintomatologie, dunque tende ad essere evidenziato scorrettamente durante gli esami susseguenti al parto, quale visita ginecologica oppure ecografia transvaginale.

Solitamente, tuttavia, la compresenza del fastidio risulta essere evidenziata da:

  • reflussi mestruali elevati, cosiddetta ipermenorrea
  • dismenorrea
  • dolenza pelvica
  • dolenza nel corso dei rapporti sessuali

Durante il periodo mestruale, il flusso sanguigno si accatasta internamente all’istmocele. Questo causa un allargamento dello sviluppo sacciforme, con eventuale fuoriuscita di sangue dall’utero ignoto durante il periodo susseguente alle mestruazioni.

In codeste situazioni, la fuoriuscita ematica risulta essere di cattivo odore e di tonalità rossastra scura quasi nera. Il sangue del mestruo che si accatasta e resta all’interno dell’istmocele favorisce, in aggiunta, il subentro di infiammazioni.

Le eventuali cause dell’istmocele presentano:

  • sterilità secondaria
  • gestazione ectopica sulla cicatrice del taglio cesareo
  • placentazione ignota
  • fenditura uterina

La compresenza dell’istmocele risulta coesa ad ulteriori malattie, come:

  • adenomiosi
  • endometriosi
  • sviluppo di ascessi

L’istmocele accresce, in aggiunta, il pericolo di complicazioni, nel caso in cui il soggetto fa ricorso a diversificati trattamenti ginecologici.

Diagnosi dell’Istmocele

L’istmocele tende ad essere evidenziato, solitamente, nel corso dello svolgimento di ecografie transvaginali e dell’isteroscopia. Ulteriori test ottimali per redigere la patologia e la cura specifica, risultano essere l’isterosalpingografia con mezzo di contrasto e la risonanza magnetica.

Ecografia transvaginale

Questa risulta essere la diagnosi attraverso il quale tende ad essere evidenziato maggiormente l’istmocele. In coesione alla cicatrice del taglio cesareo, risulta probabile evidenziare protrusioni della parete uterina ed ematomi. In determinate situazioni, l’istmocele risulta strutturato sotto forma di zona triangolare oppure ascesso fra vescica e segmento uterino inferiore.

Isteroscopia

Ulteriore diagnosi adoperata al fine di evidenziare l’istmocele risulta essere l’isteroscopia. Codesto studio non soltanto ha la capacità di evidenziare la compresenza della malformazione cicatriziale del taglio cesareo attraverso l’evidenziazione specifica, altresì permette di redigere le corrispettive peculiarità, quali la dimensione e la compresenza di flogosi.

Coesa all’isteroscopia, l’istmocele si presenta sotto forma di borsa gonfia spesso attorniata da un anello fibrotico. Lo svolgimento del test ha bisogno di avvedutezza al fine di ovviare la rottura uterina oppure il deterioramento vescicale, specialmente dopo un ridotto lasso temporale dalla procreazione.

Possibili cure dell’Istmocele

L’istmocele risulta curabile per i soggetti aventi sintomatologie. Il controllo della malattia consiste nella somministrazione di prodotti farmacologici, operazioni di chirurgia aventi la finalità di delimitare oppure ovviare complicazioni. La preselezione della cura tende ad essere scelta a seconda della zona affetta, della dimensione della borsa e dei fastidi evidenziati dal soggetto.

Prodotti farmacologici

Nel momento in cui lo sviluppo sacciforme dovesse avere grandezza limitata, la cura risulta essere basata su farmaci e sull’utilizzo di pillole estro-progestiniche. Codesta coesione ormonale permette di regolamentare il reflusso mestruale, dunque incentiva il ripristino della grandezza endometriale, andando a curare la problematica. Nel caso in cui susseguentemente ai 6 mesi, non dovessero essere benefici, tuttavia, risulterà necessaria l’operazione di chirurgia.

Operazione chirurgica

Nel caso in cui la patologia ha una dimensione preponderante, contrariamente, il trattamento raccomandato risulta essere la chirurgia. Le scelte per la cura dell’istmocele presentano:

  • isteroscopia operativa, e dunque taglio del tessuto cicatriziale che attornia la malformazione della parete uterina
  • laparoscopia, e dunque ascesso del tessuto fibrotico e chiusura a doppio strato o a zone separate
  • trattamento con ascesso vaginale, e dunque taglio cicatriziale e occlusione mediante inserimento di un ridotto strumentario mediante il condotto vaginale
  • trattamento congiunto, e dunque operazione laparoscopica-vaginale

Nel momento in cui risulta possibile lo svolgimento, il metodo migliore risulta essere l’istmoplastica isteroscopica, in quanto permette di avere benefici maggiori a differenza di ulteriori trattamenti.

Codesta operazione permette di eliminare le bordature della borsa e allinearle col tessuto limitrofo, incentivando la risoluzione dello sviluppo di cicatrizzi nei soggetti e dunque la cura totale delle sintomatologie di codesta malattia.

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