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Agnocasto: che cos’è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

Agnocasto: che cos'è, proprietà, benefici, utilizzi e controindicazioni

L’Agnocasto Vitex agnus castus, è un arbusto appartenente alla famiglia delle Verbenacee. Importante è non solo l’azione antispasmodica e sedativa, ma anche i sui ricchi contenuti in flavonoidi e alcaloisi. 

Che cos’è l’Agnocasto?

L’agnocasto può essere definito un albero dalle piccole dimensioni, ma anche un arbusto dalle grandi dimensioni ed ornamentale. I suoi rami sono di colore grigio e dalla forma quadrangolare e tormentosa, mentre le sue foglie, opposte tra di loro, caduche e decidue, presentano una lamina digitiforme con 5 o 7 segmenti lanceolati, dal colore verde/grigio e con un odore che fa pensare alla salvia.

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fiori dell’agnocasto sono ermafroditi, piccoli, di colore viola e con una forma a campanella; sono uniti in spighe dalla grandezza di 10 cm fissate sopra i rami. I frutti, infine, altro non sono che delle drupe dalla grandezza di 4 o 5 mm, dalla forma un po allungata, e dal colore nero-rossastro. Questi si trovano all’interno di 4 semi molto somiglianti al pepe nero.

L’agnocastro prolifera sia nelle zone mediterranee che in Asia centrale. Si trova prevalentemente nei letti dei torrenti e sulle rive di fiumi, vallate e colline.

Alcuni cenni storici

Il termine Vitex  viene da Vitilium, e vuol dire “intreccio”, proprio così come sono i suoi rami, molto flebili ma resistenti e robusti, tanto che in antichità venivano adoperati nella costruzione delle palizzate.
Agnus vuol dire invece “agnello”, mentre castus vuol dire “casto”, proprio per il fatto che è tutt’altro che afrodisiaca, ma anzi va ad opporsi al testosterone maschile.

E’ questa la ragione principale per cui i boccioli dell’arbusto venivano inseriti nei vestiti monacali, proprio per reprimere le loro voglie. I semi della pianta venivano per l’appunto detti pepe del monaco, visto che trovavano un grande utilizzo anche nei loro piatti.

Proprietà e Benefici dell’Agnocasto

All’interno dei frutti dell’agnocasto è possibile trovare minime quantitativi di:

  • olio essenziale,
  • flavonoidi,
  • casticina,
  • vitexina,
  • isovitexina,
  • alcaloidi,
  • viticina,
  • glucosidi,
  • principi amari.

Grazie a questi, l’agnocastro riesce ad operare sull‘ipofisi, oltre ad avere azione antiestrogenica antispasmodica, utili nel combattere acne, sintomi premestruali come nervosismo, irritabilità, sbalzi d’umore, ansia e depressione, e disturbi neurovegetativi provocati della menopausa.

L’agnocastro funge da riequilibrante dell’attività progestinica, dalle proprietà galattogene, visto che va a stimolare la secrezione del latte. Trova un largo utilizzo anche contro la mastite.

Ha azione sedativa generale, che si presenta molto importante in caso di tachicardia, dolore al plesso solare, vertigini, spasmi intestinali, insonnia, malattie psicosomatiche degli organi genitali ed amenorrea.

Utilizzi dell’Agnocasto

È possibile trovare l’agnocasto sotto forma di:

  • Estratto secco in compresse e/o capsule, dove si consiglia un’assunzione di 800 mg lontano da tutti i pasti;
  • Tintura madre, dove si consiglia un’assunzione di 30 o 40 gocce per 2 volte al giorno lontano da tutti i pasti.

Controindicazioni dell’Agnocasto

Ad oggi non sono stati riscontrati particolari effetti collaterali o controindicazioni causate dall’agnocastro, è però sconsigliato a tutte le ragazze che sono in fase prepuberale.

Nei soggetti con predisposizione o particolarmente sensibili, sono probabili allergie con successive eruzioni cutanee o problemi stomachici.

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